Uno sloop capace di emozionare in planata ma che sa anche rispondere con dolcezza alle manovre di un tranquillo equipaggio familiare. L'obiettivo primario di Beneteau era quello di creare uno sloop di 36 piedi che riducesse al minimo il divario tra lo sviluppo high-tech di una barca da regata e le soluzioni più adatte a una barca da crociera. Per raggiungerlo, il prestigioso staff di progettisti coordinato dal cantiere ha posto come condizione iniziale un valore dislocamento/lunghezza – il cosiddetto D/L ratio - pari a 100, tale da posizionare lo scafo tra la categoria a dislocamento ultraleggero e quella del dislocamento leggero. Beneteau First 36 Da qui, l’inevitabile scelta di una costruzione in infusione sottovuoto con ampio utilizzo di Corecell, nella quale tutto – arredi compresi – fosse parte strutturale dello scafo. Ma anche quella di disegnare una carena capace, sotto sbandamento, di offrire la minima superficie possibile all’acqua. Insomma, un insieme che, sul piano prestazionale, grazie anche a un’invelatura potente, potesse garantire velocità tanto elevate da poter sfociare in entusiasmanti planate, nonché ottime prestazioni in bolina. Beneteau First 36 Ed eccoci a bordo, a Port Ginesta in Spagna, per verificare tutto ciò in una giornata che certamente non è l’ideale per una famigliola in gita – vento a 20-24 nodi, onda fino a 3 metri - ma che sicuramente ci permette di apprezzare la “marinità” della barca e il suo...

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