Focus

Scheda tecnica

Lunghezza massima f.t. m 23,71
Lunghezza scafo m 23,71
Larghezza m 7,17
Immersione m 1,50
Dislocamento kg 64.000
Motori 2 Volvo Penta IPS 1350
Velocità di crociera 19 nodi
Progetto Valerio Rivellini
Cantiere Blu Emme Yachts
www.evoyachts.com

Un 24 metri che sorprende per design e soluzioni ingegneristiche. Stiamo parlando di Evo V8, ammiraglia e ultima creatura del cantiere Blu Emme Yachts, proprietario del marchio Evo Yachts, che ha anche il compito di inaugurare la nuova linea V.

Che ci sia la mano e l’estro creativo di Valerio Rivellini lo si capisce immediatamente fin dal primo sguardo in banchina. L’Evo V8 è un concentrato di innovazioni e soluzioni ingegneristiche che si manifestano in ogni sezione della barca, dal fly con la plancia a scomparsa, alla doppia postazione di guida esterna, alla beach area in cui la ricchezza di attrezzature e arredi scompare in un gioco di movimenti e incastri. Per non parlare della cabina armatoriale, letteralmente sorprendente, così collocata nella zona poppiera, celata dall’esterno da una vetrata che permette una visuale mozzafiato verso il mare, come se ci si trovasse ai bordi di una spiaggia.

Evo 8

L’obiettivo del designer è stato quello di trovare un punto di incontro fra le suggestioni della vela e quelle del motore. In questo senso, l’elemento più eclatante è rappresentato dalla doppia timoneria esterna, una ruota per lato a ridosso delle impavesate da cui si ha una perfetta visuale nelle manovre di ormeggio ma da dove è anche possibile governare durante la navigazione. Ma è soprattutto la fruibilità degli spazi, sia quelli esterni sia quelli interni, che spinge le due visioni dell’andar per mare verso un incontro che lo stesso Rivellini ha sintetizzato in una espressione: “Evo 8 permette di sentirsi in vacanza appena si sale a bordo, anche perchè unisce la velocità del motore con il comfort e il relax della navigazione a vela”.

Evo 8

La beach area accoglie in pieno questa idea di relax. Si tratta di una vera e propria terrazza sul mare, collocata a 70 centimetri sulla linea di galleggiamento, che grazie alle murate apribili, marchio di fabbrica di Evo, fa lievitare lo spazio a disposizione degli ospiti ma soprattutto permette di avere una vista panoramica sull’esterno a 180 gradi. Uno spazio libero e pulito, arredato in modo minimalista e che nasconde, grazie a un raffinato lavoro di progettazione, il garage sulla sinistra, dove trovano posto il tender e una serie di toys acquatici, e la gru che scompare completamente sulla dritta.

Evo 8

Dal pozzetto si accede al main deck, caratterizzato da immense vetrate tutte apribili, ulteriore elemento di contatto con il mare, oppure, grazie a una scala idraulica a scomparsa con corrimano telescopici, si sale sul fly. Che in realtà è un roof top, arredato con quattro divanetti, doccia e frigorifero. Verso prua è stata realizzata la quarta postazione di pilotaggio – oltre a quella interna e alle due ruote laterali esterne – che però scompare, grazie a una semplice rotazione, trasformando lo spazio in una vera e propria alta terrazza alta panoramica.

Evo 8

Gli interni sono completamente personalizzabili. La prima unità, su cui abbiamo navigato a Cannes, è stata organizzata con tre cabine per gli ospiti e due per l’equipaggio, raggiungibili dal main deck attraverso due scale separate.

In navigazione, i due motori Volvo Penta IPS 1350 ci hanno spinti a una velocità massima di 22,3 nodi con un consumo di 385 litri/ora. Non possiamo riferire le impressioni al timone, visto che l’armatore cui è destinata la barca ha chiesto al comandante di non cedere la ruota a nessuno. Quello che possiamo dire è che, trattandosi di un prototipo destinato a rientrare in cantiere, non sono mancati quegli scricchioli e e quelle vibrazioni che sono il tipico segno di una costruzione conclusa – a detta dello stesso designer – un po’ in fretta, nell’imminenza di un salone nautico.