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Scheda tecnica

Se quel che si cerca in uno yacht è la comodità unita all’ergonomia, l’eleganza unita alla praticità, non si può fare a meno di considerare l’ultima creazione di Absolute come un mirabile esempio.

Un’idea geniale, quella di coniare lo slogan “Absolute Prisma” per l’ultima creatura del cantiere piacentino. Perché nulla meglio di un prisma esprime in splendida sintesi quei concetti di luce, di proiezione e di spazio che, già espressi attraverso i precedenti modelli della gamma, trovano nel 60 Fly la loro massima espressione.

Video originale del cantiere

Dunque, una barca vistosamente innovativa che pure, in modo più discreto, nasconde al suo interno una grande quantità di soluzioni che dimostrano l’instancabilità dell’ufficio tecnico Absolute. Tanto è vero che, a voler trovare un’altra parola capace di riassumere il senso di uno yacht che è l’ultimo anello di una lunga catena progettuale incominciata nel 2002, viene in mente subito “ergonomia”. Sì perché, fin dal primo passo mosso a bordo del 60 Fly, ci si rende conto che ogni cosa, ogni volume, ogni altezza sono stati pensati e disegnati in rapporto alla persona, sia per renderne più fluida la fruizione degli ambienti sia per amplificarne il piacere di una stretta relazione con il mare.

Absolute 60 Fly navetta

Ciò fornisce dunque la chiave di lettura per comprendere ogni singola scelta progettuale. Se, per esempio, ci si chiede il perché della posizione relativamente avanzata della sovrastruttura, basta muoversi all’interno del salone o sul flying-bridge per “sentire” di essere a bordo di un cruiser di almeno una taglia più grande. Lo stesso dicasi per la forma accentuata dei masconi: basta anche solo affacciarsi nell’alloggio armatoriale, posto a prua, per scoprire la stessa ampiezza che ci si aspetterebbe a mezzanave, ma in questo caso con una prodigiosa visuale sull’esterno.

Absolute 60 Fly navetta

Senza dilungarci in descrizioni che le immagini e i layout spiegano molto meglio, desideriamo sottolineare un altro aspetto – stavolta dinamico – che riguarda l’organizzazione degli spazi: l’adozione insolitamente estesa di elementi d’arredo free-standing. In questo caso, soprattutto parlando del pozzetto, la possibilità di giostrare a piacimento le sedute assegna a questa parte della coperta – solitamente obbligata a una certa rigidità – una modularità che va ben oltre la classica movimentazione di un tavolo telescopico, potendo passare da una configurazione salottiera e disinvolta a una, invece, più formale ed elegante.

Absolute 60 Fly navetta

Il tutto con la possibilità di regolare a piacimento i tre tendaggi elettrici che scendono dalla parte aggettante del ponte superiore e che possono isolare in parte o del tutto questo ampio ambiente esterno che, oltretutto, gode di due ottimi accessi laterali alla grande piattaforma idraulica di poppa. Ed è proprio da questo elemento, che a mo’ di beach club può ospitare comodamente due poltrone a sdraio, che si accede comodamente all’alloggio equipaggio, dotato di due cuccette in piano e servizi propri. Come a dire che, pur trattandosi di un cruiser di dimensioni ancora “familiari”, come in qualche modo dimostrano i sei posti letto in tre cabine, tutte dotate di bagno privato, al 60 Fly non manca proprio nulla di quel che serve per sentirsi a bordo di un grande yacht.