Confermare le qualità marine dello scafo e ottenere più spazio e abitabilità. Questo l’obiettivo del cantiere milanese. Il risultato? Linee sportive, carena potente e tanto volume in più negli interni. Dobbiamo confessare un pregiudizio. Quando abbiamo visto in banchina il nuovo Gran Turismo 12.5, qualche dubbio sul fatto che potesse avere perso qualcosa in termini di stabilità e qualità marine rispetto al GT 12, lo abbiamo avuto. Sospetto nato dall’innovazione più importante introdotta dal cantiere, quella di pontare la zona di prua per ricavare una grande cabina, e quindi porre avanti una discreta quantità di peso modificando la posizione del baricentro. Lomac_gt125 Come sempre accade, è stato il mare a pronunciare la parola definitiva e a ristabilire la verità dei fatti. L’alleanza tra l’ufficio tecnico del cantiere e Federico Fiorentino, designer che da oltre dieci anni firma le carene Lomac, si è manifestata in campo, anzi in acqua, attraverso i numeri e le sensazioni: 53 nodi di massima in condizioni difficili, con un metro e mezzo di onda che in uscita dal porto di Genova non ci avrebbe mai fatto scommettere sulla possibilità di affondare le manette per dare piena potenza ai due Yamaha da 425 HP. Lomac_gt125 Ma su tutto sono prevalse le qualità della carena, eccezionalmente stabile con il mare in poppa, capace di spaccare l’onda di prua seppure con un gran lavoro di accelerazioni e decelerazioni che le condizioni del mare imponevano. Neppure con il mare al traverso abbiamo avvertito una sensazione di precarietà, e nei 360 più stretti il raggio di accosto non è mai andato oltre...

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