Rinnovo del Rina e burocrazia

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Dovendo in questi giorni rinnovare il R.I.NA., ho contattato la ANCCP e ho saputo che da poco tempo non basta più il foglio di rinnovo e l’applicazione  del timbro di rinnovo dopo la visita, ma bisogna portare di persona o inviare alla capitaneria di porto ove è immatricolata la barca, il libretto con il foglio di rinnovo, dopo aver versato 15 o 25 euro e pagato anche due marche da bollo da 15 euro – per cosa non si sa – per ritirare poi il libretto e il rinnovo con il visto della capitaneria. Questo alla faccia della volontà di combattere la burocrazia come detto dai nostri politici e dal governo. Questa è l’Italia signori.
Lorenzo Bianchini

Risponde Mario Tambelli
La sua lettera merita di essere pubblicata, ma il commento è persino superfluo. Ha detto tutto lei.

Possiamo aggiungere che Ucina Confindustria Nautica si è battuta tenacemente dal 2012 per l’istituzione del Registro telematico e dello Sportello telematico del diportista, previsti nella legge finanziaria di quell’anno. Ma ancora siamo in attesa del definitivo regolamento d’attuazione che con le scuse, pardon, motivazioni, più sconcertanti, è stato rimpallato più volte fra Parlamento, Consiglio di Stato, Ministero competente, Consiglio dei Ministri, Conferenza Stato-Regioni.

A settembre, al Salone Nautico di Genova, il vice ministro ai trasporti ha annunciato l’invio al Consiglio dei Ministri per la definitiva adozione da parte del Governo. In realtà perché ciò avvenisse ci sono voluti cinque mesi. Dopo l’approvazione finalmente quello che dovrebbe essere l’ultimo atto: il parere delle Regioni.

Difficile dire se sia solo l’Italia, conosciamo però le persone che in questo periodo di tempo hanno ricoperto incarichi di responsabilità. Graziano Delrio, Ministro delle Infrastrutture e i Trasporti, caduto con il governo Renzi, riconfermato. Elisa Grande, Capo dell’Ufficio legislativo del Ministero dei Trasporti, promossa a gennaio Capo del Dipartimento per le Infrastrutture, i sistemi informativi e statistici. Amedeo Fumero, Capo del Dipartimento per i Trasporti e la navigazione, felicemente in pensione da marzo. Antonella Manzione, Capo del Dipartimento per gli affari giuridici della presidenza del Consiglio (l’ufficio che coordina i provvedimenti del governo), promossa Consigliere di Stato. Ma soprattutto, provi a chiedersi, chi e perché può essere stato interessato a remare fortissimamente contro questo provvedimento? Speriamo almeno di aver soddisfatto la sua curiosità.

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