Perché il faro si chiama così?

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Un tempo le coste di notte erano oscure e raramente si poteva scorgere qualche flebile lumicino su di esse, indicazione di presenza umana a terra. Era facile allora segnalare ai naviganti la presenza di pericoli o la strada da seguire per arrivare in porto accendendo un falo’ in una posizione conosciuta

Un tempo le coste di notte erano oscure e raramente si poteva scorgere qualche flebile lumicino su di esse, indicazione di presenza umana a terra. Era facile allora segnalare ai naviganti la presenza di pericoli o la strada da seguire per arrivare in porto semplicemente accendendo un bel falò in una posizione conosciuta.La cosa si prestava comunque anche alla pirateria, dal momento che bastava falsare la posizione dell’indicazione per far andare in secca i vascelli da depredare, come accadde spesso lungo le coste del Mare del Nord nei secoli passati.

L’idea di segnalare con il fuoco la posizione di riferimento è senza dubbio istintiva; la realizzazione di un sistema organizzato di segnalamento ha avuto luogo quando e dove era maggiormente necessario, allorché il traffico marittimo convergeva per esempio verso un importante punto di approdo.

Alessandria d’Egitto, fondata nel 332 a.C. da Alessandro il Macedone, grazie alla sua posizione di grande importanza strategica non solo militare ma anche commerciale, divenne ben presto un grande porto, nonostante una certa pericolosità di fondali all’ingresso. Niente di più logico quindi che si pensasse a un opportuno e sicuro segnalamento marittimo per dirigere i naviganti in sicurezza. Peraltro la costa in quelle zone è piuttosto piatta e bassa, per cui un fuoco acceso vicino alla battigia aveva poche probabilità di essere visto per tempo dal largo.

Venne così costruita nel III secolo a.C. un’alta torre sulla quale un enorme braciere veniva acceso risultando visibile da molto lontano. La torre si ergeva con i suoi 120 metri proprio all’ingresso del porto su un’isoletta, il cui nome era (ed è tuttora) Pharos. La torre di Alessandria non fu la sola nell’antichità a rappresentare il primo sistema nautico inventato dall’uomo per la sicurezza sul mare.

Altra analoga realizzazione fu per esempio il cosiddetto “Colosso di Rodi”, enorme costruzione di forma umana all’ingresso del porto dell’ “isola delle rose”, annoverata fra le sette meraviglie dell’antichità.

Il termine “faro” trae comunque la sua origine proprio dall’isoletta di Pharos, sulla quale ancor oggi si alza il moderno faro di Alessandria, naturalmente non più col braciere ma con un potente sistema diottrico.

Particolare curioso del faro originale antico era la capacità del sistema di emettere anche suoni, quasi fosse un antenato dei moderni “fog horn” (corni da nebbia). Infatti un ingegnoso sistema di contenitore con acqua, riscaldata dal braciere, consentiva la fuoriuscita di getti vapore che funzionavano né più né meno come le attuali sirene delle navi.

Articolo di
Sergio Costa

Pubblicato su Nautica prima del 1993

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