Alcuni consigli per valutare lo stato di una barca durante la prova in mare. Cosa guardare, cosa chiedere e come rendere più utile la prova in acqua che il cantiere ci offre o ci concede, quando ci valuta potenziali clienti. Abbiamo visto la barca esposta in un salone. Ci è piaciuta. Abbiamo lasciato il nostro nominativo e il cantiere ci ha invitato a un’uscita in mare. Quel giorno è arrivato. Siamo lì, in banchina pronti a salire a bordo. Che cosa dobbiamo fare per tenere a freno gli entusiasmi e rendere quell’esperienza il più produttiva possibile, ai fini della decisione se acquistare o no? Bene, incominciamo. Telefonino impostato per le foto e bloc notes alla mano, valutiamo nuovamente l’estetica generale dello scafo e, molto meno poeticamente, stimiamo lo stato di pulizia dell’opera viva, fattore fondamentale per poter interpretare correttamente i dati prestazionali che rileveremo una volta in mare. Nella comprensibile impossibilità di ispezionare con i nostri occhi ciò che si trova sott’acqua, osserviamo il bagnasciuga, cioè la linea di galleggiamento, che spesso tradisce le reali condizioni della carena.

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