Un punto facile facile

Spesso è necessario verificare la propria posizione con qualche rilevamento di oggetti della costa, ma altrettanto spesso capita che di oggetti a disposizione ce ne sia uno solo

UN PUNTO FACILE FACILE

Spesso è necessario verificare la propria posizione con qualche rilevamento di oggetti della costa, ma altrettanto spesso capita che di oggetti a disposizione ce ne sia uno solo. E allora bisogna fare il punto trasportando il primo rilevamento all’istante del secondo con un’operazione tutt’altro che difficile ma che presuppone qualche operazione di carteggio e, si sa, su una piccola imbarcazione ogni lavoro che comporti spostamenti e cessione del timone è fastidioso.

Molto semplicemente, peraltro, si può procedere con il ben noto metodo del raddoppio del rilevamento polare rispetto alla rotta, un caso particolare del quale è il famoso «45 e traverso», cavallo di battaglia di molti insegnanti di patente nautica e di esaminatori.

Solo che prendere un rilevamento polare da un’imbarcazione sprovvista, nella maggioranza dei casi, di grafometro non è proprio possibile, perlomeno in maniera facile. Però il problema si risolve molto semplicemente, come vi mostriamo se avete la pazienza di seguire l’esempio conduttore che vi proponiamo.

Punto naveSiamo in barca con rotta 40° e velocità 6 nodi e rileviamo con la fida bussoletta da rilevamento un oggetto sulla costa (unico riconosciuto), per esempio un faro, alle ore 14:25. È molto importante tenere bene a mente o annotarsi l’ora. Supponiamo che il rilevamento, naturalmente magnetico, sia 350° e che la declinazione locale sia 2° Est, ossia +2°. Correggiamo quindi il rilevamento magnetico in 350° + 2° = 352°. Adesso sottraiamo da tale rilevamento la rotta, per cui abbiamo 352° – 40° = 312°. Tale è il rilevamento polare rispetto alla rotta. Peraltro si tratta, in questo caso specifico, di rilevamento misurato col metodo circolare, mentre a noi interesserebbe il rilevamento polare semicircolare, per cui occorre togliere 360° e ottenere quindi -48°. Il meno significa che il rilevamento polare è sulla nostra sinistra, ma questo già lo sapevamo perché in mare vediamo bene da che parte sta il faro.

È comunque una conferma che il nostro operato è corretto. Adesso dobbiamo attendere che tale rilevamento si raddoppi. Il doppio di -48° è -96°, al quale questa volta aggiungiamo 360° e abbiamo così 264° a cui aggiungiamo ancora la nostra rotta 40° e abbiamo infine 304°, che è il rilevamento vero del faro da attendere con pazienza.

Con la bussoletta però misuriamo il rilevamento magnetico, per cui eseguiamo la conversione 304° – 2° = 302°. Quando nella bussoletta misuriamo 302° prendiamo lo stop orario e sono le 14:51, ossia sono trascorsi 26 minuti dall’istante del primo rilevamento. La barca ha quindi percorso 2,6 miglia. E tale è la distanza in questo momento dal faro.

Finora abbiamo rilevato, calcolato e annotato senza nemmeno muoverci dal timone, se stavamo pilotando. Adesso possiamo dire a un possibile aiutante, anche un ragazzino (che così comincia a prendere pratica col carteggio) di mettere il punto sulla carta: rilevamento vero 304° e distanza 2,6 M dal faro.

L’esempio è stato volutamente reso il più complesso possibile, ma in generale l’operazione è veramente semplice e soprattutto eseguibile con tutta calma, e non c’è nemmeno bisogno di tener conto di eventuale angolo di deriva, perché, come avrete notato, ci siamo avvalsi direttamente della rotta per avere, come dovuto, i rilevamenti polari rispetto ad essa e non rispetto alla prora, che si sarebbero ottenuti invece con l’eventuale grafometro, costringendo a tener conto dell’angolo di deriva per averli rispetto alla rotta.

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