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Bolentino: il mulinello

Un buon mulinello da bolentino deve avere: un rapporto di recupero lento, una bobina conica molto grande, un buon antiritorno, una manovella facilmente impugnabile e un buon numero di cuscinetti a sfera

Mulinello da bolentino

Un pò come per la canna, anche per la scelta del mulinello ci baseremo su fattori del tutto soggettivi. Le caratteristiche principali di un buon mulinello dovranno essere: un rapporto di recupero lento; una bobina conica molto grande; un buon antiritorno; un pomello della manovella facilmente impugnabile e un buon numero di cuscinetti a sfera nei suoi vari meccanismi.

Recupero e cuscinetti
Per rapporto di recupero s’intendono i giri effettuati dall’archetto del mulinello per ogni giro di manovella. Solitamente il rapporto di recupero viene indicato con la scritta 5,0:1 – 4,3:1 – 3,8:1 ecc. Facciamo un esempio: per ogni giro di manovella, l’archetto compie 3,8 giri intorno alla bobina. Un lento rapporto di recupero sta ad indicare un mulinello potente, mentre un rapporto di recupero veloce indica un mulinello più agile, ma meno potente. Per la pesca a bolentino si preferisce sempre usare un mulinello più lento e potente, in modo che ci possa permettere dei recuperi facili anche con grosse zavorre e relative prede. La presenza di più cuscinetti a sfera, in pratica determina un notevole aiuto per il pescatore, in fase di recupero. I cuscinetti più importanti per tale scopo, sono quelli sistemati sull’asse della manovella e sull’asse del mulinello. I meno importanti come aiuto nel recupero – ma non certo alla funzionalità dell’attrezzo – sono quelli posti normalmente sul rullino scorrilenza dell’archetto e sulla manovella stessa.

L’antiritorno
È un elemento meccanico che non dovrà mai incepparsi nel mulinello. Antiritorno significa possibilità di far girare la bobina mediante l’uso della manovella in senso antiorario. Questo sistema, “obbligatorio” nella pesca a scarroccio, ci aiuta a dare lenza al piombo e, successivamente, a “lavorare” una grossa preda in fase di recupero. La levetta che inserisce tale dispositivo di solito è situata nella parte retrostante il mulinello, precisamente sotto la piastra di attacco alla canna.

La bobina
I mulinelli dell’ultima generazione dedicati al bolentino, posseggono quasi tutti la bobina conica. Tale caratteristica permette di far scendere più velocemente il monofilo sul fondo marino. Solitamente le bobine moderne sono anche di dimensioni abbastanza grandi da permettere a un mulinello, anche con basso rapporto di recupero, di salpare un buon quantitativo di lenza ad ogni giro di manovella.

Il pomello di impugnatura
Soffermiamoci un attimo su tale elemento, spesso snobbato o non considerato da molti pescatori. Un pomello molto grosso è spesso preferibile ad uno piccolo; una comoda impugnatura, permette infatti di avere sempre uno stretto contatto con la lenza. Personalmente, nella pesca al pagello, non lascio un attimo il pomello: con questo riesco a percepire ogni mossa del piombo. Siccome ci troviamo sempre con le mani bagnate, un’impugnatura sicura rappresenta una sicurezza maggiore, specialmente nel combattimento con grosse prede.

La frizione
I mulinelli di dimensioni medio-grandi usati nel bolentino, hanno sempre la frizione posta nella parte superiore della bobina. A parte ciò, la posizione di questo elemento non ha particolare importanza in quanto, sia nella pesca a scarroccio che all’ancora, non viene quasi mai impiegata, lasciando il combattimento delle grosse prede all’utilizzo corretto dell’antiritorno.

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