Le canne da drifting

Le canne da big game di concezione oceanica, in genere sono progettate per contrastare grandi marlin ma con il passare degli anni si è cercato di costruire canne specifiche per i tonni giganti

Canne da drifting

Le canne da big game di concezione oceanica, in genere sono progettate per contrastare grandi marlin che impostano prevalentemente la propria difesa a galla. Con il passare degli anni, sia le ditte straniere che quelle italiane hanno cercato di costruire canne specifiche per i tonni giganti, non solo in grado di pompare pesci di tale potenza, ma anche idonee a contrastare un avversario che il più delle volte si pianta in perpendicolare alla barca.

Negli ultimi anni, l’evoluzione dei materiali e la maggior esperienza dei costruttori hanno consentito di offrire attrezzi sempre più sofisticati e in grado di agevolare notevolmente l’azione di pesca. Come accennato, a causa delle notevoli diversità di fondali e, soprattutto, della taglia delle prede, ci si trova di fronte a due realtà ben distinte, ne conviene che, soprattutto tra i pescatori più esperti, ci sia la tendenza a utilizzare attrezzature di potenza molto diversa tra i due mari.

Canne da driftingIn Tirreno i libbraggi sono scesi notevolmente, data la riduzione di taglia degli ultimi anni. Le attrezzature spaziano dalle 80 libbre, per i pescatori alle prime armi, fino alle 30 per gli esperti. In Adriatico la situazione è completamente diversa, le ferrate sono numericamente inferiori e i tonni, data la taglia, vanno combattuti con classi di lenza più pesanti. Si scende fino alle 50 libbre, in mani molto esperte, ma la tendenza generale è quella di utilizzare attrezzature da 80 libbre. Il fusto è la vera anima della canna e ne determina in buona parte le caratteristiche di base. Il materiale con cui viene realizzato un fusto influenza il peso, la maneggevolezza, la resistenza sulla sezione, la sensibilità e la flessibilità generale. I materiali più impiegati per la costruzione dei fusti sono: la fibra di vetro o fiberglas e la graphite (carbonio). In genere si possono avere tre tipi di azione di una canna: di punta, parabolica e a ripartizione. L’azione di punta si ha quando il fusto sotto sforzo curva nella parte finale del cimino, circa al 25% della sua lunghezza. L’azione parabolica è caratterizzata da una curvatura omogenea per tutta la lunghezza del fusto. La ripartizione permette una graduale curvatura a parabola con l’aumentare delle trazione e in genere si ha nei fusti in carbonio. Lo spessore del fusto in un dato punto determina la sua potenza in quel punto stesso e quindi il rapporto totale della sezione in tutti i punti del fusto danno la sua azione.

I passanti di una canna da big game devono essere di tipo a carrucola con roller di altissima qualità. In genere su canne buone vengono sempre montati passanti di qualità, ma è bene saper esigere tali requisiti, per non acquistare il prodotto sbagliato. L’azione parabolica facilita il pescatore, ma la canna si flette maggiormente ed è necessario che la sedia da combattimento sia collocata in posizione tale da non permettere alla lenza di entrare in contatto con la battagliola o con le murate della barca.

L’azione di punta è preferibile con tonni molto grandi, ma presuppone una buona esperienza e una discreta preparazione fisica dell’angler, in quanto si tratta generalmente di fusti rigidi. Un buon compromesso è rappresentato dai fusti a ripartizione, che da una prima fase dell’azione di punta passano gradatamente a una curvatura parabolica, con l’aumentare della trazione.

La scelta di una canna va innanzi tutto ponderata a seconda dell’imbarcazione e del metodo di combattimento preferito.

Le canne progettate per la sedia da combattimento non possono essere usate in piedi e quindi presuppongono l’installazione a bordo della poltrona. Le canne tradizionali studiate per essere utilizzate in sedia devono avere il manico lungo in grado di garantire una distanza ideale tra il bicchierino e il mulinello, in modo da non intralciare l’azione di pompaggio. Tali canne possono essere utilizzate con il manico dritto e il giubbotto da combattimento e con il manico storto e l’arness. Nel primo caso l’azione di pompaggio sarà dominata da uno sforzo di spalle e schiena, nel secondo dalle gambe e dal peso corporeo.

Negli ultimi tempi ha preso piede la tecnica di combattimento in piedi, denominata stand-up.

La canna da stand-up nasce dall’esigenza di pompare grandi prede verticalmente, quindi si rivela molto efficace con i tonni.

Il fusto di queste canne non solo è sensibilmente più corto di quelle tradizionali, ma si tratta, nella maggior parte dei casi, di fusti a ripartizione. L’impugnatura, ovvero la parte in neoprene o materiali simili davanti al mulinello, è molto più lunga rispetto alle canne tradizionali. Tale accorgimento si rivela indispensabile dato l’impiego di questi attrezzi in pesca. Il manico, invece, è sensibilmente più corto, rispetto ai manici da usare in sedia da combattimento.

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