Chiesta la creazione dell’Area Marina Protetta

Marevivo ha lanciato una petizione su Change.org chiedendo la protezione ambientale per l’Isola di Capri, dopo la cancellazione dell’emendamento per la costituzione del parco marino. “In questa attesa vanno messe in atto tutte le misure possibili per limitare i danni a un’isola dal valore inestimabile che ci invidiano in tutto il mondo” – sostiene la presidente di Marevivo Rosalba Giugni – “questa petizione ha un duplice scopo, vuole spingere le istituzioni locali a procedere con azioni già applicabili, ma anche sollecitare il ministro Sergio Costa a portare a termine l’istituzione dell’area marina protetta con le modalità più efficaci e veloci”. Di diverso tenore le dichiarazioni dei sindaci interessati, lette su Caprinews.

Al termine dell’incontro con i tecnici del ministro dell’Ambiente, il Sindaco di Anacapri, Alessandro Scoppa, e il consigliere delegato alla risorsa mare, Maurizio Lo Russo, avrebbero rappresentato “una ferrea volontà condivisa dalle amministrazioni isolane, ovvero quella di istituire un’area marina protetta rigida e degna del suo nome e cioè libera da deroghe e favoritismi di sorta”. La fruizione del mare, pare di capire, sarebbe un favore.

La redazione della mappatura dell’area marina, si legge ancora, “terrà anche conto dello sgombero delle zone marine più assaltate nelle quali sussiste tuttavia un interesse ambientale minore”. Prima di prendere posizione, ha spiegato l’assessore delegata all’istituzione dell’area marina protetta del comune di Capri, Paola Mazzina – “rinnoviamo a Costa la richiesta di sapere se, quando e con quali strumenti giuridici intende istituire l’area marina protetta”.

“Ferma restando l’attuale interruzione dei rapporti istituzionali tra i due Comuni”, avrebbe specificato al termine dell’incontro romano il primo cittadino di Anacapri, il che la dice lunga sul clima che vedrebbe nascere l’iniziativa. Sotto attacco anche l’attività di charter, noleggio e locazione del diporto, da parte degli operatori del trasporto passeggeri che stanno facendo ogni possibile pressione per estromettere un’attività economica che considerano concorrente.

Gli operatori denunciano forme di ostruzionismo rispetto all’accesso ai porti e, proprio su Capri, l’eliminazione della banchina libera per lo sbarco grazie alla benevola posizione della locale Autorità marittima verso i big della navigazione. Anche Confindustria Nautica ha preso posizione e promette di vigilare a supporto dei diritti delle società di charter.