Gli ambientalisti esultano ma…

Piatto ricco mi ci ficco. Quindi, esplosa l’epidemia da coronavirus, tutti a parlare di correlazioni con l’inquinamento, senza avere a disposizione dati certi, solo congetture.

Non fanno eccezione anche alcune associazioni ambientaliste. L’amica Rosalba Giugni sostiene che il virus ha dissipato “in un battibaleno le nostre certezze e le nostre traballanti economie. Tutto il disegno complesso messo in atto da Stati, istituzioni, borse, banche, assicurazioni, comunicazioni, aziende, trasporti, si è liquefatto come “neve al sole” e si chiede: “cosa ci insegna questo tempo?”. Proviamo a dare una risposta.

Chiariamo subito: qui non si difende l’inquinamento, ma la conoscenza necessaria per il contemperamento e la proporzionalità delle misure per combatterlo. Lo stop delle attività del Paese ha fornito alcuni elementi di valutazione prima non disponibili.

Ad esempio, come ben rileva 3Bmeteo, le immagini del satellite Sentinel 5 gestito dall’Agenzia Spaziale Europea (Esa) “hanno mostrato una netta riduzione della concentrazione di NO2 o biossido di Azoto”, ma non di polveri sottili PM10 e 2.5. Il cui andamento, in assenza della circolazione delle auto, sembra molto più influenzato dalla pressione atmosferica (infatti è salito comunque sopra i livelli di guardia).

Questo perché, sempre secondo 3Bmeteo (articolo di Mario Mazzoleni, fisico e meteorologo) “la sorgente principale di PM10, in particolar modo per la Lombardia, è la combustione residenziale che da sola copre il 55% delle emissioni di PM10 primario; il trasporto su strada copre il 23%, seguito dall’agricoltura con il 6%”.

Il professor Fabio Orecchini, ordinario di Sistemi per l’Energia e l’Ambiente, dalle pagine del Sole24Ore ci spiega che “le ipotesi avanzate dal gruppo di esperti che ha redatto il documento della SIMA- (Società Italiana di Medicina Ambientale, ndr”), sulla correlazione fra particolato e diffusione del covid-19, “rappresentano un punto di partenza”. Non è una pubblicazione scientifica “non dimostra, cioè, con metodo scientifico le correlazioni di cui parla, ma esprime l’analisi – basata su letteratura scientifica relativa ad altri virus”.

Dunque, l’unica cosa che abbiamo imparato è che la riduzione della circolazione automobilistica ha effetti marginali in presenza di condizioni di stallo atmosferico. Come leggiamo ora, alla luce di questi nuovi dati, le chiusure al traffico, ma soprattutto l’interdizione a intere tipologie di auto decise da singoli sindaci (i sindaci?), che hanno causato un terremoto nel settore Automotive? La realtà è che la riduzione delle risorse potrebbe minare gli investimenti in energia pulita.
L’acclamata riduzione delle attività, infine, rischia di ricadere sulle spalle delle fasce più povere della popolazione mondiale.
Perché una cosa è stata accertata, la correlazione diretta fra ricchezza mondiale e salute pubblica.

Salgono e scendono insieme, come osserva il direttore dell’Agenzia internazionale dell’energia (Iea), Faith Birol.
Prima di rallegrarci delle foto del satellite, insomma, riflettiamo un attimo.