Per adesso rimangono le promesse del Governo

a cura di Mario Tambelli

Il decreto Milleproroghe contiene una norma, all’articolo 34, che sospende il pagamento dell’aumento retroattivo dei canoni stabilito dalla Legge finanziaria del 2006 (Governo Prodi). Nel corso della conversione in legge, il termine di sospensione inizialmente fissato al 30 giugno è stato posposto al 30 settembre. Stagione salva, ma poi? Dopo, in mancanza di un serio intervento da parte del Governo, c’è il rischio baratro per 23 porti turistici in contenzioso e i loro 2400 lavoratori.

La norma, fortemente richiesta da Confindustria Nautica, è frutto della pronuncia della Corte Costituzionale del 2017, giunta dopo un decennio di contenziosi legali tutti vinti, che ha stabilito che l’aumento dei canoni è legittimo, ma non può essere applicato retroattivamente a concessioni-contratto per la realizzazione di opere a spese del privato su terreno demaniale, esattamente come sono i porti turistici. Lo stesso Consiglio di Stato aveva rilevato che il contratto trova un elemento costitutivo nel piano finanziario, a sua volta approvato dallo Stato, che si fonda anche sul costo del canone, e che la sua variazione portava inevitabilmente in terreno negativo il risultato dell’investimento. Dopo la Corte Costituzionale si sono già pronunciati TAR Sardegna e Corte di Appello di Ancona, applicandone il precetto e stabilendo che per questi marina turistici il canone deve essere quello fissato al momento della cessione delle nude superfici e gli aumenti potranno scattare una volta che, terminata la concessione, i beni saranno incamerati dallo Stato.

“Avevamo proposto di più” – spiega il presidente di Confindustria Nautica, Saverio Cecchi – “suggerendo un emendamento che consentiva volontariamente lo stralcio del contenzioso, applicando addirittura un aumento superiore al 50% del canone originario, consapevoli che, prima ancora delle aziende, a rimetterci sarà l’erario in quanto la prosecuzione della riscossione dei canoni illegittimi da parte dell’Agenzia delle Entrate non potrà che causare il fallimento dei porti con conseguente cessazione dei canoni ordinari, degli incassi IVA e IRPEF, carico dei costi sociali”. Eppure l’emendamento a firma dell’On. Umberto Buratti non ha trovato il parere favorevole del Ministero dell’Economia e delle Finanze. “Un vero peccato, anche perché oltre alla questione degli approdi turistici – una battaglia che conduciamo in coordinamento con Assomarinas e Assonat – nell’emendamento trovavano soluzione altre due questioni importanti per la filiera nautica” – aggiunge il Responsabile Rapporti istituzionali di Confindustria Nautica, Roberto Neglia – “chiarimenti sul regime dei Marina resort e soprattutto sulle forniture di beni e servizi ad unità commerciali da diporto”. Resta la sensazione che, passate le elezioni emiliano-romagnole (Regione che vedeva ben tre porti turistici con procedimento di blocco dei conti correnti e revoca della concessione), il governo abbia fatto spallucce. La battaglia (anche legale) continua.

IL “MILLEPROROGHE”

Il Milleproroghe . un decreto legge emanato dal Consiglio dei Ministri volto a risolvere disposizioni urgenti entro la fine dell’anno in corso, posticipando l’entrata in vigore di disposizioni normative, prorogando l’efficacia di leggi in scadenza, ecc. Nato come misura eccezionale, . invece stato riproposto in annualmente dal 2005 fino al 2015 e nuovamente dal 2018. Il testo originario del decreto 2020 recita: “Articolo 34. (Nautica da diporto e pertinenze demaniali marittime con finalit. turistico-ricreative) Al fine di sostenere il settore turistico-balneare e quello della nautica da diporto, . sospeso dal 1° gennaio 2020 al 30 giugno 2020 il pagamento dei canoni dovuti riferiti alle concessioni relative a pertinenze demaniali marittime con finalit. turistico- ricreative e alle con-cessioni demaniali marittime per la realizzazione e la gestione di strutture dedicate alla nautica da diporto, di cui all’articolo 03 del decreto legge 5 ottobre 1993, n.400, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 1993, n.494.”. La Camera ha apportato la seguente modifica: “All’articolo 34: al comma 1, le parole: .30 giugno 2020. sono sostituite dalle seguenti: .30 settembre 2020..”.

patenteNO PATENTE SOTTO I 40 HP

Il Milleproroghe . intervenuto anche sulla modifica del Codice della Nautica, per garantire la conduzione senza patente ai motori FB di potenza inferiore a 40 hp, ma cilindrata superiore a 750 cc, portando a termine una battaglia di due anni di Confindustria Nautica. All’art. 13, dopo il comma 5, grazie a un emendamento firmato del deputato Emanuele Scagliusi, sono stati aggiunti i seguenti: “5-bis – All’articolo 5, comma 5, secondo periodo, del decreto legislativo 17 ottobre 2016, n. 201, le parole: “31 dicembre 2020” sono sostituite dalle seguenti: “31 marzo 2021”. 5-ter – All’articolo 9, comma 2, del decreto-legge 30 dicembre 2016, n. 244, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2017, n.19, le parole: “31 ottobre 2020”, ovunque ricorrono, sono sostituite dalle seguenti: “31 dicembre 2021”. 5-quater – Il termine per l’applicazione delle disposizioni dell’articolo 39, comma 1, lettera b), del codice della nautica da diporto, di cui al decreto legislativo 18 luglio 2005, n.171, relative all’obbligo della patente nautica per la conduzione di unit. aventi motore di cilindrata superiore a 750 cc a iniezione a due tempi, fissato al 1° gennaio 2020 dall’articolo 1, comma 1, della legge 24 luglio 2019, n.73, . differito al 1Åã gennaio 2021. A tale fine, all’articolo 39, comma 1, lettera b), del citato codice di cui al decreto legislativo n.171 del 2005, le parole: “a 750 cc se a carburazione o iniezione a due tempi” sono sostituite dalle seguenti: “a 750 cc se a carburazione a due tempi ovvero a 900 cc se a iniezione a due tempi”. Al momento di andare in stampa la norma deve essere definitivamente approvata dal Senato per essere operativa.

Articolo pubblicato sul Numero 695 di Marzo 2020

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