Molte cose le dice lo stesso nome: WHY, per Wally Hybrid Yacht, con specifico riferimento alla carena round bildge; 200, per le tonnellate di stazza lorda che costituiscono un record per un modello registrato come imbarcazione. Se non fosse per il possibile fraintendimento, verrebbe da dire “ecco il solito Wally”. Già perché, in questo caso specifico, quel “solito” indica l’inesauribile capacità di Luca Bassani – padre del celebre marchio, dal 2019 nell’orbita del Gruppo Ferretti - di meravigliare e sorprendere tutte le volte che propone una sua invenzione. Ciò è talmente vero che, anche stavolta, è praticamente impossibile collocare il Wally Why200 all’interno di una categoria preesistente. Per non parlare del gusto: bello? Brutto? No, come già in passato, nome e aggettivo coincidono: è semplicemente “Wally”. https://www.youtube.com/watch?v=qNu1uBx19kE Video originale del cantiere Dunque, quello che abbiamo di fronte è uno yacht radicale. Lungo fuori tutto poco più di 27 metri ma pur sempre rientrante nella categoria delle imbarcazioni, lo scafo mostra una sostanziale continuità verticale tra murate e sovrastruttura, fatto, questo, che trasferisce sul ponte superiore alcune di quelle funzioni che normalmente appartengono al ponte di coperta: per esempio, il fondamentale collegamento tra le estremità esterne – pozzetto e vertice di prua – che, anziché essere costituito dai classici passavanti laterali, avviene all’interno di una struttura full-wide-body; o anche l’attrezzatura prodiera di ormeggio che, costituita da quattro bitte attorno a un semplice verricello centrale, è raccolta appunto sul ponte superiore. Se osservando meglio venisse il sospetto che la nutrita squadra di grandi progettisti si è dimenticata un solido sistema di ancoraggio, basta guardare all’interno dell’imponente prua per scoprire un complesso meccanismo a scomparsa, assistito da telecamere. wally-WHY200 Restando a ciò che non si vede, una nota importante riguarda l’opera viva, disegnata dallo specialista inglese Laurent Giles e ampiamente sperimentata nella vasca navale di Southampton: una carena round bildge con spigolo nella parte poppiera, studiata per scivolare nell’acqua con il minimo sforzo in dislocamento e in semidislocamento, coprendo un range di velocità che trova il suo apice negli ottimi 23 nodi abbondanti consentiti da quattro Volvo Penta IPS 1350 da 1000 HP. wally-WHY200 Se il dato delle circa 200 tonnellate di stazza lorda non dovesse rendere bene l’idea del volume eccezionale per...

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