Barracuda mediterraneo (sphyraena sphyraena)

Parente lontano del barracuda oceanico, questo pesce morfologicamente ricorda da vicino lo stereotipo della specie, pur presentando un corpo più allungato e sottile

DISTRIBUZIONE E HABITAT
Parente lontano del barracuda oceanico, questo pesce morfologicamente ricorda da vicino lo stereotipo della specie, pur presentando un corpo più allungato e sottile. Presente in maniera massiccia nel Mediterraneo del sud e lungo le coste atlantiche dell’Africa, sta diventando un pesce comune anche nelle nostre acque.

Il barracuda mediterraneo, conosciuto anche come luccio di mare, luzza o aluzzo, ha colonizzato le coste del nostro paese negli ultimi anni. Con il surriscaldamento progressivo delle acque si è spinto sempre più a nord invadendo sia la fascia costiera che le isole. Predilige fondali bassi, compresi tra i 5-6 e i 30 metri. Prevalentemente si trova a suo agio sui cappelli delle secche, intorno agli scogli affioranti e lungo i manufatti portuali, ma la sua presenza non è da scartare lungo le coste sabbiose. Non è un grande nuotatore, quindi preferisce rimanere immobile in corrente in attesa del passaggio di piccole prede.

LA PESCA
Questi pesci possiedono un denominatore comune: l’aggressività. Si tratta infatti di un predatore che, grazie alla sua poderosa e affilata dentatura e alle abitudini di caccia, ha un comportamento spesso spietato, che, a pieno torto, lo ha circondato di un’aura negativa. Questo pesce, sia in oceano che in Mediterraneo, proprio per il suo carattere diventa facile preda dei pescatori sportivi e professionisti. Il barracuda mediterraneo, non essendo un grande nuotatore, è molto attivo di notte e con il sole bassissimo, momenti in cui riesce a sorprendere meglio le proprie prede. È molto attratto dalle esche artificiali di piccole dimensioni e da quelle vive, queste ultime spesso le morde dilaniandole senza poi proseguire l’attacco. Pescando con esche vive (aguglia, sugherello, boga, cefalo ecc.), la sua dentatura acuminata e tagliente, impone l’impiego del terminale d’acciaio, raramente con il nylon si riesce aver ragione della sua bocca.

La pesca specifica al barracuda si effettua prevalentemente all’alba e al tramonto, trainando a mezz’acqua con minnow da 7 e 9 centimetri o con piccole esche vive (aguglie, menole, boghe, ecc.). Le aree di maggiore concentrazione sono i sommi delle secche, gli scogli affioranti e i manufatti portuali. Come accennato, è un pesce gregario, quindi una volta individuato il branco, le catture potranno ripetersi. Individuate le aree in cui sono presenti fitti banchi di questi pesci, è possibile realizzare discreti carnieri, ripetendo le catture anche a distanza di giorni. Data la sua forma oblunga e la coda relativamente piccola, non oppone una particolare resistenza alla cattura, consentendo di usare attrezzi leggerissimi. In alcune situazioni lo si può insidiare anche da terra a spinning, lanciando popper o piccoli minnow. Da terra è sicuramente una cattura di indubbio interesse.

DIMENSIONI
La taglia media presente nelle nostre acque si aggira tra 1 e 2-3 chilogrammi. Gli esemplari più grandi possono raggiungere anche i 10 chilogrammi, ma lungo le coste del nord Africa, si possono incontrare anche barracuda mediterranei di peso maggiore.

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