I pesci della traina d’altura

I diversi tipi di pesci che è possibile pescare praticando la traina d’altura, le indicazioni e i consigli sulle attrezzature da utilizzare, su cosa fare e come comportarsi

Alalunga
Somiglia molto al tonno rosso dal quale si distingue essenzialmente per l’accentuata lunghezza delle pinne pettorali. Può raggiungere la stazza di 30 chili ma, nella media, le catture riguardano pesci dipeso aggirantesi intorno ai 5 chili. Vive sempre molto al largo in branchi numerosissimi. Presenze copiose nei mesi autunnali si riscontrano soprattutto in basso Adriatico. Nei bacini occidentali – in particolare all’esterno degli arcipelaghi pontino e campano nonché in mar Ligure – sono possibili incontri con grossi esemplari a fine primavera inizio estate. Non è agevole trovare i branchi dato che, molto spesso, le alalunghe mangiano sotto la superficie privandoci con ciò della possibilità di ottenere preziose indicazioni attraverso l’avvistamento dei caroselli deigabbiani e dei salti dei pesci. Alla prima cattura si usa prendere il punto con il GPS o lanciare in acqua un segnale ben visibile. Si traina come per i tonnetti con l’accortezza di appesantire le piume con 2/300 grammi perché, come abbiamo appena visto, le alalunghe mangiano di solito sotto il pelo dell’acqua.La misura minima è di cm 40.

Lampuga
E’ presente in estate ed in autunno in diversi bacini italiani, soprattutto in quelli a sud della Sicilia. I branchi frequentano il mare aperto ma, non di rado, si avvicinano fino a 2-3 miglia da terra. Probabilissimi gli incontri nelle acque ove galleggiano relitti anche piccoli in deriva. In Mediterraneo la lampuga raggiunge il peso massimo di 5-6 chili ma, mediamente, gli esemplari catturati si mantengono intorno al chilo.Traina: come per i tonnetti, fatta salva la velocità che deve mantenersi un po’ sotto i 5 nodi.

Tonnetti minori
Questa denominazione comprende tutti tonni di stazza fino ai 10 chili che vivono sempre in branchi numerosissimi e che in genere si avvicinano a terra fino ad un paio di miglia dalla tarda estate all’autunno (settembre e ottobre sono i mesi migliori).Si tratta del tombarello, dello striato, dell’alletterato e del tonno rosso (quello cioè che con gli anni è destinato a divenire gigante) in uno dei primi stadi della sua vita. Quasi tutti i mari italiani sono più o meno frequentati dai tonnetti. Questi pesci attaccano non di rado le esche tenute vicinissime alla poppa. Determinante ai fini dei risultati di pesca è la vigile ed attenta osservazione del cielo e del mare per individuare i caroselli di gabbiani e le stesse “assommate” dei branchi.

  • Attrezzatura: se fossimo sicuri di incontrare soggetti di limitate dimensioni dovremmo impiegare canne e mulinelli di potenza non superiore alle 6 libbre; ma in traina, specie se alturiera, può capitare di tutto e anche più di tutto, ragione per cui non scenderemo al di sotto delle 20-30 libbre.
  • Lenza madre: almeno 50 libbre.
  • Terminali: 3 o più metri dello 0,50 – 0,70.
  • Esche: piume giapponesi dai 6 ai 10 centimetri armate con ami dal 2/0 al 5/0, pesci finti in legno di balza dai 7 ai 14 centimetri.
  • Zavorra: non occorre.
  • Assetto: mai meno di 3 lenze a mare scaglionate dai 3 ai 50 metri.
  • Velocità: dai 6 ai 7 nodi.
  • Orari: periodi luce piena con netta preferenza per quelli del mattino.
  • Recupero: i tonnetti tirano forte ma non è difficile portarli sottobordo. Gli esemplari sotto i 3 chili vanno “volati” direttamente in barca. Il tonno rosso e l’alletterato sono protetti da una misura minima legale rispettivamente di 70 e di 30 centimetri.

Tonno intermedio
Si tratta del tonno rosso cresciuto (dai 10 chili in su) ma non ancora divenuto gigante (oltre il quintale). Negli ultimi anni in Mar Tirreno la stazza dei giganti – da tempo insidiati dagli sportivi soprattutto con la tecnica del drifting praticato su fondali di 80-100 metri e quindi non troppo lontano da terra – ha subito una improvvisa e vistosissima riduzione. Al posto dei colossi si sono presentati all’appuntamento “pescetti” dai 15 ai 30-50 chili; pescetti che, in passato, transitavano a decine e decine di miglia dalla costa. Questo fenomeno, del quale si ignorano le cause, ha già avuto l’effetto di rilanciare la traina, ben più appassionante del drifting.Si pesca nei tempi e con le modalità appena indicate a proposito dei tonnetti con queste sole varianti.

  • Attrezzatura: canne e mulinelli da 30 o, meglio, da 50 libbre.
  • Esche: pesci finti saranno lunghi 14 o più centimetri; per gli ami delle piume ci orienteremo verso i n. dal 5 al 7/0.
  • Terminali: sempre 3 o più metri, ma lo spessore del nylon non dovrà essere inferiore allo 0,80-0,90.

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