Traina con la seppia

Da anni la seppia viene considerata una delle regine nella traina con esche naturali, per le nuove generazioni di pescatori pero’, ci possono essere alcuni dubbi su come utilizzare al meglio questo cefalopode

Mai come in questo periodo dell’anno le condizioni atmosferiche e la stagionalità influenzano le tecniche di pesca. L’acqua raggiunge le temperature minime di tutto l’arco dell’anno, accumulando il freddo invernale. I predatori rallentano notevolmente l’attività di caccia, in attesa della primavera, stagione in cui inizieranno l’accoppiamento. Questo però non è limitante ai fini della traina, anzi proponendo l’esca giusta al momento giusto, molti predatori possono essere stimolati e ingannati come in qualunque periodo dell’anno.

Da anni la seppia viene considerata una delle regine nella traina con esche naturali, per le nuove generazioni di pescatori però, ci possono essere alcuni dubbi su come utilizzare al meglio questo cefalopode. Spingiamoci fino a sviscerare la traina con quest’esca, sia viva che morta.La seppia si porta nel sottocosta con l’arrivo dell’autunno, raggiungendo il massimo della sua presenza da gennaio a marzo. Nel periodo di accostamento delle seppie, i predatori si dedicano quasi esclusivamente alla loro caccia, rendendo quest’esca una delle più funzionanti nella stagione fredda.Per avere buone possibilità di successo, sarà necessario disporre di seppie vive (pescate il giorno stesso) o freschissime (avute dai pescatori direttamente dalle reti appena salpate). La seppia viva va mantenuta in una vasca con riciclo continuo, considerando che questo cefalopode ogni volta che si sente in pericolo spruzza grandi quantità di inchiostro, inquinando l’acqua della vasca e compromettendo l’integrità degli abiti dei pescatori.

La seppia in genere si innesca con due ami, il primo del 5/0 in punta alla sacca anteriore, inserito dal basso verso l’alto, il secondo del 7/0-8/0 dentro il tubicino di scarico presente in basso tra la testa e il corpo, inserito in modo che la punta dell’amo volga verso il basso. Tale innesco prevede una rapida ferrata non appena si avverte l’attacco del predatore. La ricciola afferra la seppia in punta, mentre il dentice la morde sui tentacoli. Molto spesso quest’esca viene aggredita anche da altri pesci non propriamente predatori. Tanute, pagelli e prai sono in grado di dilaniare l’esca, rendendola inservibile per altre prede più nobili. Alle prime esperienze conviene innescare a tre ami, riducendone le misure ed inserendo il terzo amo tra i tentacoli.

La traina con la seppia si effettua prevalentemente con il piombo guardiano. Questo sistema d’affondamento consente di far lavorare l’esca guidandola sotto le cigliate e le cadute delle secche, aree dove i predatori si appostano generalmente in caccia. Nel periodo invernale è importante cercare quelle zone in cui i predatori trovano da mangiare senza un eccessivo dispendio di energia. Con l’aiuto di un buon ecoscandaglio è possibile individuare la minutaglia e cercare di far passare le esche vicine al fondo, in quell’area.

Trainando con il piombo guardiano, ed in particolar modo con il multifibra in bobina, è possibile avere un contatto diretto con l’esca, sentendo immediatamente la “toccata” del pesce. Per coloro che iniziano o che non hanno molta esperienza di questa tecnica, è preferibile pescare con la canna in mano e concedere lenza quando si avverte l’abboccata.La traina con la seppia viva può essere veramente molto redditizia, l’importante è individuare l’area giusta e far lavorare le esche seguendo le informazioni dell’ecoscandaglio.

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