Croazia: Isola di Hvar

Patrizia Magi
Scritto da Patrizia Magi

Un’isola per tutti i gusti

Conosciuta come party island per via dei tanti cocktail bar, night club e ristoranti “in” che tappezzano la città di Hvar, questa splendida isola, ancora in gran parte immacolata,  vanta anche una lunghissima costa punteggiata da decine di deliziose baie solitarie, ameni borghi, accoglienti marina e una collana di splendide isolette dove sentirsi in paradiso.

Se praticamente è impossibile dire qual è l’isola più bella della Croazia, essendo tante e tutte perlopiù meritevoli, si può invece affermare senza tema di essere smentiti che Hvar – Lesina in italiano – è di certo la più conosciuta. D’altronde il turismo inteso in senso moderno è iniziato presto sull’isola, esattamente nel 1868 con la fondazione della Società d’Igiene di Hvar, la prima associazione turistica e professionale nell’Europa di quei tempi, che per promuovere la destinazione puntò sul clima lesiniano – connubio di natura incontaminata, aria pura e tante ore di sole (mediamente 2724 l’anno) – che medici e scienziati avevano confermato avere benefici effetti su svariate malattie, soprattutto respiratorie. Nel 1903 fu quindi aperto a Hvar il primo albergo – edificato sulle basi del Palazzo ducale – l’Hotel della Salute della Regina Elisabetta (supporter dell’iniziativa), che oggi – ovviamente rimaneggiato – si chiama Hotel Palace ed è soltanto uno delle decine tra cui scegliere in città.

Se il turismo a Hvar può vantare 149 anni di età, la storia dell’isola ne conta molti di più. Inizia infatti nel paleolitico come dimostrano i resti di manufatti in ceramica lasciati dai primi abitanti, cui seguirono illiri, greci, romani, bizantini, slavi, veneziani, austriaci e francesi che si avvicendarono per conquistare questo strategico crocevia marittimo e commerciale al centro dell’Adriatico. Anche oggi è un crocevia, ma di yacht e barche a vela che nel periodo di luglio e agosto si contendono lo spazio nel porto di Hvar e nelle baie più belle. Due mesi che sarebbe meglio evitare per poter godere appieno delle bellezze dell’isola, che dà il meglio di sé a primavera, quando risplende di verde e l’aria profuma di lavanda – emblema di Hvar – e in autunno, quando la luce diventa dorata e si festeggia la fine della vendemmia assaggiando il vino nuovo.
Iniziamo da Stari Grad, la Città Vecchia, il periplo – circa 80 miglia – in senso orario dell’isola, la cui pianta vista sulla mappa somiglia a una spada, con l’elsa corposa e frastagliata, a ovest, e la lama sottile e aguzza puntata a est che sembra volersi piantare nella brulla parete rocciosa del massiccio del Rilic sulla terraferma, lontana solo 3 miglia.

Stari Grad, la Città Antica

Bisogna riconoscere una grande perspicacia ai Greci di Paros, partiti dall’Asia Minore, nel decidere di fondare nel 385 a.C. la colonia di Pharos (l’odierna Stari Grad) proprio nel cuore del profondo e riparato Golfo di Stari Grad, che si allunga per quattro miglia tra promontori verdeggianti orlati da splendide baie finendo su una vasta e fertile pianura. Un’area coltivabile di 80 ettari utilizzata come chora dell’insediamento, di cui è rimasta poi virtualmente intatta per 24 secoli sia l’originaria divisione in particelle agricole rettangolari di 180 x 900 metri delimitate da muretti a secco sia la coltivazione a vite e olivi. Una testimonianza unica dell’antico sistema catastale greco che ha valso alla “Pianura di Stari Grad” l’iscrizione nella World Heritage List dell’Unesco nel 2008.

 

La città, dall’aspetto medievale e l’atmosfera tranquilla, è un nugolo di case perlopiù in pietra che abbracciano il porto prima di nascondersi tra vicoli e vicoletti del centro storico su cui si affacciano piccole botteghe artigiane e trovano spazio a fatica i tavolini all’aperto delle trattorie. Il monumento più famoso è il Tvrdalj, una villa fortificata rinascimentale fatta costruire dall’umanista Petar Hektorovic (1487-1572), che comprende un rigoglioso giardino, una colombaia e una peschiera circondata da portici dove tutt’oggi nuotano i muggini. Un must da visitare, come la Collezione Marittima a Palazzo Bianchini che testimonia lo sviluppo della cantieristica e del commercio marittimo vissuto dalla città nel 1800, attraverso progetti di navi, strumenti nautici, mappe e portolani d’epoca. Per l’ormeggio sono disponibili una settantina di posti barca sulla graziosa Riva Nuova che è stata ricostruita di recente sul lato sud del porto.

Da Stari Grad a Vrboska

Uscendo dal “fiordo” di Stari Grad si notano a dritta un paio di belle insenature dove fermarsi, la baia di Zavala – da cui inizia la Penisola di Kabal che definisce a nord il Golfo di Starigrad – e la selvaggia Luka Tiha, nei pressi di Capo Kabal, articolata in sei rami. Doppiato quest’ultimo si passa sul versante settentrionale dell’isola bagnato dalle acque dello Hvarski Kanal, il braccio di mare che divide le isole di Hvar e Brac. La costa fino a Vrboska, a 15 miglia, si presenta particolarmente frastagliata e solitaria, con verdi colline incise da una fitta sequenza di profonde “valli” dove dar fondo facendo attenzione ai venti da nord cui sono perlopiù esposte.

La migliore per l’ancoraggio – anche notturno – è la boscosa baia di Zukova, che offre al suo interno diverse anse dove trovare riparo, oppure si può optare per l’amena Basina dopo Capo Plani, ma con venti da nord o nord est è meglio spostarsi sul lato sud della vicina isoletta naturista di Zecevo, contornata da una rigogliosa pineta. Di fronte si allunga la rigogliosa Penisola di Glavica che nasconde l’affascinante cittadina di Vrboska, annidata alla fine di una profonda e sinuosa insenatura lunga un miglio e mezzo. Gli ormeggi sono situati tutti sul lato sud sia l’ACI marina sia la nuova riva affiancata da un bel viale alberato. Il centro storico è una vera chicca, le belle case del 1400 si specchiano in uno stretto canale attraversato da tre ponticelli in pietra e gironzolando per vicoli e calli si possono ammirare monumenti unici come la massiccia e spigolosa Chiesa Fortezza di Santa Maria della Pietà, costruita sui resti della chiesa distrutta dai turchi nel 1571, e la Chiesa di San Lorenzo, in stile barocco, che custodisce un polittico attribuito a Paolo Caliari, detto “il Veronese” (1528-1588). Una sosta gradevole come quella nella vicina Jelsa, cittadina che ha vissuto la sua epoca d’oro nei secoli 1700 e 1800, quando disponeva di un cantiere nautico e di una nutrita flotta di barche a vela.

Nel porto si ormeggia lungo la banchina a dritta, mentre più avanti sul lato opposto si apre il mandracchio ottocentesco verso cui convergono le case e gli eleganti palazzi del quartiere antico adagiato sul pendio del retrostante colle. Lo corona la solida Chiesa Torre di Santa Maria (XIV-XVI sec.) che 1571 ha resistito agli assalti dello spietato corsaro ottomano Uluch Alì diventato in quegli anni il flagello dell’isola. La splendida chiesetta S. Giovanni di fine ‘600, dalla singolare pianta ottagonale, si incontra invece scendendo verso la vivace Pjaca (piazza), monopolizzata da cocktail bar e ottime gelaterie con tavoli all’aperto.

Da Jelsa a Sucuraj

Ripreso il largo si continua a navigare verso l’estremità orientale dell’isola con a prua una splendida vista sul massiccio del Biokovo che diventa sempre più imponente, mentre a dritta lungo la costa prosegue la sfilza di invitanti baie dove starsene in santa pace (sempreché non arrivino venti dai quadranti settentrionali). Imperdibili sono la bilobata Mala Stiniva – una delle più belle di questo versante – cinta tra verdi colline e con una spiaggetta di candidi ciottoli nell’ansa più grande, e Vela Stiniva che, incuneata tra pareti rocciose, soffre solo la bora, mentre ne è abbastanza riparata Pokrivienik, con due accoglienti anse. Quest’ultima rappresenta l’ancoraggio migliore fino al pianeggiante promontorio di Capo Sucuraj, che protegge l’omonimo centro abitato da cui inizia il versante meridionale di Hvar, segnalato da un bel faro del 1889. Nel porto, piuttosto trafficato per via dei traghetti che fanno la spola da qui a Drvenik sulla terraferma, si può ormeggiare nella parte interna del molo frangiflutti per dare un’occhiata a questo grazioso borgo di pescatori composto da case in pietra collegate tra loro e strette viuzze che fanno da contorno all’edificio più antico, il Convento francescano (una volta agostiniano), risalente al IX secolo, che conserva un pavimento a mosaico di epoca romana.

Verso l’isola di Scedro

Il versante meridionale di Hvar fino a Crvanj offre ancora svariate baiette disabitate con qualche spiaggia di ghiaia e sporadiche case di pescatori talvolta trasformate in ristoranti o case vacanza. In questo tratto le insenature migliori per dar fondo, ma solo in assenza di venti dai quadranti meridionali, sono Mrtinovik, Kozja e Smarska.
Poi la costa si innalza offrendo al mare brulle pareti di calcare che si tuffano a capofitto nel blu, ingentilite qua e là dal verde ordito dei filari dei vigneti che sfidano la forza di gravità per lasciar crogiolare al sole – che qui batte tutto il giorno – i rossi grappoli del pregiato Plavac mali. Al largo si allunga l’incontaminata isola di Scedro, protetta come parco naturale, che varrebbe la pena di circumnavigare per fermarsi in ognuna delle sue decine di baie lunate dall’acqua azzurro cangiante.


Un paradiso per diportisti, ben noto ai naviganti sin dai tempi più antichi, dove non vi sono macchine, né strade ma solo un paio di sentieri che si inoltrano tra boschi e pinete e qualche ristorantino stagionale nelle deliziose insenature di Lovisce e Mostir sul lato nord, due tappe imperdibili cui si aggiungono le paradisiache Portorusa, dove le fronde dei pini arrivano fino al mare, e Tufera dai colori caraibici.

Da Zavala alle Isole Pakleni

Tornati sulla costa di Hvar le prime baie appetibili che si incontrano sono Dubovica, incastonata tra dolci colline con una spiaggia di piccoli ciottoli bianchi e l’acqua assolutamente cristallina rinfrescata da una sorgente sotterranea, e le due incantevoli insenature di Zarace a cavallo di uno spoglio promontorio di calcare dalla singolare forma a “T”.

Un paio di miglia più a ovest si apre la baia di Milna con l’omonimo borgo, seguita da diverse insenature boscose dove con il bel tempo si può rimanere alla fonda anche per la notte. Ormai la città di Hvar è a poche miglia, proprio davanti al magnifico arcipelago Pakleni, composto da circa una ventina di isole e isolotti frastagliati ricoperti di profumate pinete, macchia mediterranea e piante esotiche che si specchiano in acque celestiali. Isole Infernali pare significhi il loro nome, ma in realtà sono proprio un piccolo paradiso dove non mancano i ristoranti sul mare e le baie dove stare alla fonda, come Soline, Tarsce e Vinogradisce, sul lato sud dell’isola più grande, Sveti Klement che sull’altro versante ospita l’ACI marina Palmizana, il più suggestivo della catena, seminascosto tra la lussureggiante vegetazione.
Notevoli poi sono anche la laguna blu, tra le isole di Planikovac e Marinkovac, e l’amabile spiaggia di Kordovon nell’isoletta di Jerolim, votata al naturismo.

La città di Hvar

Impossibile rimanere indifferenti a questa splendida città di stampo veneziano che dal mare appare come una cascata di case in pietra dorata che scivolano giù da una collinetta sovrastata dalla fortezza Spanjol (1300-1800) per abbracciare il porto a forma di “U” che d’estate sembra diventare l’ombelico del mondo. La città si sviluppò sotto l’egida della Serenissima che ne fece la sua base navale e il suo scalo più importante lungo l’Adriatico arricchendola con attraenti palazzi e monumenti.
Nel centro storico il pittoresco Mandracchio, l’elegante Loggia Veneziana e l’adiacente torre dell’Orologio attraggono subito lo sguardo, che poi si perde nell’immensa Pjaca dove si trovano la Cattedrale di Santo Stefano (XIII-XVIII) e l’Arsenale in cui venivano riparate le galee veneziane, poi nel 1612 trasformato parzialmente in un teatro pubblico, il primo in Croazia e uno dei più antichi in Europa.

Di nuovo in barca, da Hvar si naviga verso ovest nel malmostoso Pakleni Kanal. Sulla costa si incontrano tre possibili baie per dar fondo, strategiche col vento forte da nord, Vela Garska, Mala Garska e la disabitata Pelegrinska Luka a sud del faro di Capo Pelegrin, estremità occidentale dell’isola. La rotta per raggiungere nuovamente Stari Grad prosegue verso levante regalando un’altra serie di accattivanti insenature dove ancorare, tra cui Duga, Parja e Stiniva, mentre la minuscola ma seducente Maslinica si trova all’interno del Golfo di Stari Grad a poca distanza dalla città dove si conclude questo affascinante periplo.

 

Notizie turistiche

Come arrivare
Per chi noleggia la barca in Croazia per raggiungere l’isola di Hvar, le basi di partenza ottimali sono Spalato e Trogir, che distano tra loro 25 chilometri.
In aereo – L’aeroporto di Spalato si trova vicino a Trogir ed è collegato a Roma dai voli della Croatia Airlines (www.croatiaairlines.com), easyJet (www.easyjet.com), Lufthansa (www.lufthansa.com).
In nave – Da Ancona fanno rotta su Spalato i traghetti di diverse compagnie di navigazione, come Jadrolinija (www.jadrolinija.hr), tutto l’anno, e Snav (www.snav.it) da aprile a ottobre.

Charter
Ultra sailing (ACI Marina Trogir, put Cumbrijana bb, Trogir; www.ultra-sailing.hr – VHF Canale 17). Società di charter con sede nell’ACI marina Trogir dispone di una flotta composta da 44 imbarcazioni Beneteau noleggiabili bareboat, con skipper o per crociere one way.
Nautika Centar Nava (Uvala baluni 1, Split, tel. 00385 21 407 700; www.navaboats.com) Situata a Spalato, è una delle più antiche società private di charter nautico della Croazia. Offre 35 imbarcazioni da 8,5 a 17 metri, a vela – inclusi catamarani – e a motore, dei migliori cantieri nautici (Beneteau, Lagoon, Sea Ray, Sun Odyssey, Riviera).

Porti e marina
ACI marina Vrboska (Vrboska, tel. 00385 21 774018; www.aci-marinas.com – VHF canale 17). Situato nella parte centro settentrionale dell’isola, alla fine di un lungo e sinuoso golfo, dispone di 119 ormeggi in mare, dotati di acqua e corrente elettrica, e 17 posti barca a terra. Tra i servizi: reception, sanitari, lavanderia, gru da 5 tonnellate, internet wi-fi, distributore di carburante. accanto alla gru.
ACI marina Palmižana (Hvar, tel. 00385 21 744995; www.aci-marinas.com – VHF canale 17). Situato sul versante nord orientale dell’isola di Palmižana (chiamata anche Sveti Klement) questo marina si nasconde in una delle baie più sicure dell’Adriatico, proprio di fronte all’isola di Hvar, che dista solo 2,5 miglia. Aperto da aprile a ottobre, dispone di 180 posti barca dotati di acqua e corrente elettrica. Tra i servizi: reception con cambiavalute, ristorante e caffè-bar, negozio di generi alimentari, area wellness con gazebo per massaggi, sanitari, internet wi-fi. Il distributore di carburante si trova nella baia di Križna Luka a Hvar città.
Riva di Hvar (Hvar città, tel/fax 00385 21 717630 – VHF canale 9). Per trovare posto sulla Riva più popolare e caotica della Croazia, posta nel cuore della città di Hvar, ci vuole fortuna. È dotata di prese d’acqua e corrente. In porto sono disponibili anche gavitelli fissi per un totale di circa 25 posti barca. Il distributore di carburante (INA, tel. 00385 21 741060) si trova nella baia di Križna Luka, a un miglio.
Porto di Stari Grad (Stari Grad, tel. 00385 21 278324/00385 91 5154745 – VHF canale 9). Posto alla fine di una baia lunga 5 miglia e protetta da tutti i venti, il porto turistico della città, situato a Nova Riva di fronte alle Autorità Portuali, dispone di circa 70 posti barca completamente attrezzati. In alternativa si può ormeggiare alle boe (circa 20) poste davanti alla riva.
Marina Bilo Idro (Sveti Nedjelja, tel. 00385 21 745703; www.zlatanotok.hr) Sulla costa meridionale di Hvar, la famosa casa vinicola Plenkovic dispone di ristorante, B&B, cantina e marina con 35 posti barca protetto da un molo frangiflutto servito da acqua e corrente elettrica dove nella parte interna possono ormeggiare imbarcazioni fino a 18 metri e in quella esterna fino a 40 metri.
Porto di Jelsa (Jelsa, tel.  00385 91 4056698; www.tzjelsa.hr). Nella baia cittadina dispone lungo la riva di circa 40 posti barca, serviti da acqua e corrente elettrica, per imbarcazioni fino a 40 metri di lunghezza.

Ristoranti
Konoba Batana (Vagonj 25, Stari Grad, tel. 00385 95 8618381). Nascosto tra i vicoli della città. I tavoli sono disposti in un cortile con banco bar e cucina a vista dove lo chef Vinko prepara piatti originali come l’agnello con gamberi e il filetto di manzo con tartufi.
DiVino (Put Kriza 1, Hvar, tel. 00385 91 4377777; www.divino.com.hr). Alla fine della celebre Riva di Hvar, questo ottimo ristorante, che propone una cucina innovativa e una esaustiva carta dei vini, è ambientato in una romantica terrazza-giardino con vista spettacolare sulle Isole Pakleni.
Mala Milna (Punta Milna 3, Milna, tel. 00385 21 745043). Si trova nella caletta di Mala Milna. In menù tante specialità preparate con prodotti freschissimi, dalla paella al curry con cozze, pollo e gamberetti all’insalata di polpo.
Konoba Kod Ive (Baia di Veli Porat, Scedro, mob. 00385 99 5767031; www.hvar-zavala-scedro.hr). Trattoria di cucina dalmata della famiglia Jakas che affitta anche tre appartamenti moderni e confortevoli per le vacanze.
Restoran Meneghello (Palmižana, Isole Pakleni, tel. 00385 21 717270; www.palmizana.hr). Il meglio del meglio della cucina dalmata, dalla gregada alla buzzara di scampi, da gustare in una terrazza che è anche una galleria d’arte con vista sulla baia di Vinogradisce.

Testo e foto di Patrizia Magi

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