Gli ami da drifting

Nel drifting al tonno gigante, l’amo rappresenta uno dei punti critici: il tonno mangia l’esca e continua la sua marcia, fino a che la lenza non si mette in trazione, a questo punto il pesce, sentendosi trattenuto, fugge velocemente, allamandosi praticamente da solo

Ami da drifting

Nel drifting al tonno gigante, l’amo rappresenta uno dei punti critici. Il tonno mangia l’esca e continua la sua marcia, fino a che la lenza non si mette in trazione, a questo punto il pesce, sentendosi trattenuto, fugge velocemente, allamandosi praticamente da solo. In questa prima fase, l’amo ha il compito di penetrare e di assicurarsi nelle mascelle o nel palato del pesce. Dopo questa prima fase critica nella quale l’amo può (ma nella maggior parte dei casi non accade) non penetrare tenacemente, inizia il combattimento, che può protrarsi anche per più ore. Durante tutto questo tempo l’amo è l’unico punto di contatto tra la lenza e il pesce e, oltre a dover sopportare la trazione, viene sollecitato trasversalmente, compiendo rotazioni intorno al foro nella mascella. In parole povera l’amo, oltre che a fuoriuscire dal foro, potrebbe rompersi o raddrizzarsi. Gli ami più utilizzati per il drifting sono di tre tipi principali.

Ami da driftingL’amo dritto a gambo lungo. Può avere la sezione rotonda oppure piatta. La forma è classica con la punta parallela o quasi al gambo. È un amo resistente e pesante, realizzato interamente in acciaio temperato. Ideale per tonni molto grandi e per essere utilizzato con attrezzature pesanti, in quanto necessita di una forte trazione per penetrare. Il secondo amo utilizzato è di provenienza giapponese, ha il gambo leggermente più corto rispetto al precedente e la punta rientrante verso il gambo. Può essere sia in acciaio che in lega leggera. È molto penetrante e risulta valido sia con tonni giganti che intermedi. Il terzo amo è comparso sulla scena da pochi anni ed è stato creato per avere una presa sicura, dopo la penetrazione. Si tratta del Ciecle Hook, amo a punta molto rientrante di derivazione professionista. È un amo in acciaio forgiato con sezione rotonda e gambo corto, con la punta molto rientrante. È utilizzato dai pescatori professionisti per la pesca del tonno e del pescespada con i parangali d’altura in quanto, grazie alla sua particolare forma, ruota dentro la bocca del pesce conficcandosi nello snodo della mascella anche con una minima trazione. Gli ami da drifting possono essere color metallo, bruniti o neri antiriflesso, questo perché a volte con inneschi in cui l’amo rimane scoperto, spesso è necessario avere ami meno visibili in acqua.

Ami da driftingNella pesca del tonno si usano ami di misura che va dall’8/0 al 12/0, rapportando la grandezza a quella dell’innesco. Ad esempio, innescando sarde intere di buone dimensioni si possono usare ami grandi, mentre innescando mezza sarda bisogna scendere di misura per celare l’amo.Negli ultimi anni la tendenza è quella di eliminare la girella sul terminale. Con questo sistema si rischia che, a causa della corrente, l’esca ruoti creando delle torsioni sulla lenza. Per evitare questo è necessario inserire una girella nell’occhiello dell’amo. Si usano girelle di ottima qualità, preferibilmente con cuscinetto a sfera, almeno da 200 libbre. Per inserirla nell’occhiello è necessario bloccare l’amo in una morsa, scaldare la parte dell’occhiello fino a renderla incandescente, aprire l’occhiello con una pinza a scatto e inserire la girella. Per richiudere l’occhiello si esegue la stessa operazione. Gli ami con la girella si trovano anche in commercio, ma sono molto cari e difficili da reperire. Prima di usare un amo per la pesca del tonno è necessario accertarsi che non abbia fatto ruggine, altrimenti è meglio sostituirlo.

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