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Pescare il Leccia (lichia amia)

La leccia è un predatore costiero che non ha mai fatto registrare una massiccia presenza lungo le nostre coste e fino a qualche anno fa si registravano delle concentrazioni di questi pesci in poche e isolate località

DISTRIBUZIONE E HABITAT
È un predatore costiero che non ha mai fatto registrare una massiccia presenza lungo le nostre coste. Fino a qualche anno fa si registravano delle concentrazioni di questi pesci in poche e isolate località. Le catture erano concentrate alle foci d’acqua dolce e raramente sulle secche. Il periodo di accostamento era molto breve, rendendo questo splendido pesce difficilmente monitorabile. Da quattro-cinque anni c’è stata une vera e propria invasione di questi pesci, che, forti della loro taglia e della gregarietà, si sono impadroniti di alcune aree costiere precludendole a moltissimi altri predatori.

LA PESCA
La traina col vivo è sicuramente il sistema più efficace per la pesca alla leccia. La traina con il vivo è sempre condizionata dal reperimento preventivo delle esche. Nel nostro caso possiamo spaziare maggiormente, in quanto gran parte dei piccoli pesci presenti sotto costa sono idonei a questa tecnica. Aguglie, occhiate, sugheri e cefali saranno i nostri cavalli di battaglia, in considerazione del fatto che tutte queste esche sono di facile reperibilità e gradite dalla leccia, ma l’esca che rende maggiormente in tutte le situazioni è il cefalo, meglio se di taglia generosa (foto qui sotto a sinistra). L’innesco si esegue su terminale 0,50.

Si utilizzano due ami (gli inneschi con tre ami o con ancorotto finale sono da considerare poco sportivi, ma per chi inizia la sportività può essere messa in secondo piano rispetto alla soddisfazione di una cattura), il primo trainante del 2/0 dritto con punta dritta, il secondo ferrante del 4/0-6/0 con punta ad artiglio d’aquila. Tutte le esche menzionate s’innescano inserendo l’amo trainante dal basso verso l’alto a chiudere la bocca, mentre l’amo ferrante andrà inserito sotto pelle in prossimità della pinna anale, dall’alto verso il basso. Nell’innescare pesci con la bocca delicata come il cefalo, l’occhiata e la boga, è necessario che l’amo trainante venga fatto fuoriuscire dalla parte retrostante alla bocca, in modo che abbia una buona tenuta durante la traina. L’aguglia viva è un esca universale, ma riesce a dare il massimo rendimento se trainata a circa 2 nodi.

Con il vivo, generalmente si traina a velocità bassissime, che consentano all’esca il nuoto naturale, ma con l’aguglia, trainando a basse profondità, si ottengono risultati migliori intorno ai due nodi. Il freno del mulinello va tenuto alla minima trazione, chiuso appena per evitare alla lenza di fuoriuscire con l’attrito dell’esca. Una buona soluzione è quella di utilizzare una pinzetta da downrigger, fissata al mulinello o a una parte della barca in prossimità della canna. Bloccando la lenza nella pinza che si sgancerà al primo tocco, il pesce non si accorgerà della trazione del mulinello ingoiando l’esca. La leccia infatti per quanto sia feroce e violenta nell’attacco, spesso è solita colpire l’esca con il muso ripetutamente, abbandonando l’attacco se si accorge della scarsa naturalezza della preda. Dal momento dello sgancio della pinza con relativa partenza violentissima della frizione, bisognerà attendere che il pesce abbia preso velocità, e portata la leva sullo strike o bloccata la bobina con il pollice, si ferrerà la leccia in fuga. Questo pesce è molto attivo anche di notte. Le condizioni e le zone sono le stesse, ma lo si può insidiare anche con esche artificiali, come minnow galleggianti o affondanti e cucchiaini martellati. La velocità della barca deve essere più sostenuta (4-5 nodi) anche per dar modo alle esche di perlustrare una zona più ampia.

Questo carangide, proprio a causa delle sue abitudini predatorie di superficie, è particolarmente attratto dalle prede che fuggono saltando a pelo d’acqua. Questa caratteristica lo rende insidiabile anche pescando al lancio, ovvero a spinning. Non sono pochi infatti, coloro che insidiano le lecce con questa tecnica divertentissima lanciando sia minnow che lavorano a pelo d’acqua che popper. Gli artificiali che rendono maggiormente per questa tecnica sono quelli di buone dimensioni, sia in colorazioni tenui che con livree vivaci. Quando si pratica lo spinning in aree molto ricche di lecce, è molto frequente avere numerosissimi inseguimenti e attacchi parziali sull’esca, ma è anche comune effettuare numerose catture. Lo spinning alla leccia è una tecnica completa e divertentissima.

DIMENSIONI
Gli esemplari di taglia media si aggirano tra gli 8 e i 15 chilogrammi di peso per una lunghezza di un metro, un metro e mezzo. Le catture di leccia di peso superiore ai 20 chilogrammi non sono affatto rare e la taglia massima può superare i 50 chilogrammi e i due metri di lunghezza.

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Nautica Editrice

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