Strano a dirsi, ma non è la pur stratosferica potenza a costituire la caratteristica di punta di un motore che, in realtà, apre alla configurazione fuoribordo un mercato che, fino ad oggi, le era pressoché precluso. Lo abbiamo sottoposto a qualsiasi test, finanche a maltrattarlo, ma non c’è niente da fare: il motore di cui tutti parlano è un mostro di potenza che spinge con un’impressionante energia ma risponde con dolcezza e perdona gli errori. Insomma, a voler descrivere in termini equestri l’impressionante cavalleria del nuovo V12 Verado, potremmo dire che i suoi 600 obbedienti “lipizzani” sono da godere in un dressage olimpico piuttosto che in una sfrenata corsa al galoppo, condizione quest’ultima alla quale la casa americana riserva piuttosto i suoi esemplari della linea Racing. Insomma, il Mercury 600 stravolge la tipica filosofia del fuoribordo, che lo vuole destinato quasi esclusivamente agli scafi sportivi di taglia piccola e media, e introduce soluzioni e tecnologie inedite che gli spalancano le porte del naviglio più pesante e di maggiori dimensioni. Per raggiungere questo obiettivo, Mercury Marine ha ovviamente puntato molto sull’affidabilità e, di conseguenza, sulla minore necessità di manutenzione (intervalli di 200 ore e 5 anni/1000 ore), sul contenimento dei consumi, sulla silenziosità e sull’abbattimento delle vibrazioni: tutto confortato da una serie di dati che permette a chiunque di fare una moltitudine di confronti combinando diversamente le possibili...

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