Biologia Marina per subacquei: I primi esseri collettivi

Capitolo 10 del nostro corso di biologia marina studiato appositamente per i subacquei, in modo che conoscano gli abitanti del mare. Un’esauriente spiegazione dei vari gruppi animali e delle loro caratteristiche principali.

Forse potrà meravigliare il fatto che queste pagine diano tanta importanza a questi esseri così minuscoli da essere invisibili: gli scritti sul mare hanno in genere l’abitudine di trascurare i primi gradi della gerarchia animale a vantaggio degli esseri più evoluti, che sono pure i più grossi.Si è preferito mostrare non gli animali marini – la cui pura e semplice enumerazione, anche se incompleta, richiederebbe un libro intero – ma vista dall’alto, l’insieme della loro storia.

La prima vicenda è il passaggio dai Protozoi ai Metazoi, dalla pietra all’edificio. Ma il romanzo della vita regola bene i suoi effetti: questo episodio si compirà per tappe, la principale delle quali è la “colonia”, cioè Protozoi che si associano per vivere gli uni accanto agli altri. Dalla lunga catena che dalla cellula porta all’organismo, è questo il primo anello: quando alcuni Protozoi si dividono e le cellule figlie non si allontanano dalla cellula madre ma restano in contatto con essa come tra di loro. Ne sono un esempio gli Zoothammi, “animali cespuglio”, cioè colonie di Ciliati, ciascuno dei quali è un calice circondato da un collaretto di ciglia. Mentre la cellula madre si raddoppia nel senso della lunghezza, alla base dei nuovi individui spunta una specie di ramo.

Quando la scissione è terminata, questi rami si allungano restando saldati al tronco comune. Allungandosi più o meno velocemente, i due rami si trovano presto a livelli differenti; il più alto si dividerà per primo.

L’insieme finisce per assomigliare a un albero, di cui ciascun ramo è terminante con un frutto. La colonia possiede una propria vita, una vita collettiva: è già un essere complesso. Tra i rami e il tronco corrono in realtà dei cordoni protoplasmici la cui funzione è ad un tempo quella di nervo e quella di muscolo: essi trasmettono eccitamento e movimento da un individuo all’altro.

E’ meraviglioso veder fiorire i calici cristallini che muovono continuamente le loro corone di ciglia vibratili. Le corolle animali si aprono tutte assieme. O tutti i fiori trasaliscono all’improvviso, o l’arboscello intero si contrae come sotto una scarica elettrica ma poi, poco dopo, le corolle si riaprono di nuovo. In breve, i rami non appartengono ad una cellula in particolare ma a un essere nuovo. Ormai, nella nostra meravigliosa storia, le cellule figlie e le cellule nipoti di una stessa cellula madre non affronteranno più da sole l’avventura della vita. E le cellule sorelle, le cellule cugine, attraverso generazioni di parentela, vivranno armoniosamente le une con le altre, ciascuna assumendosi, secondo i propri mezzi, una parte dell’organizzazione collettiva che tenderà sempre a proteggerle contro l’alea del caso.

Per comprendere tutto l’interesse insito in queste idee, bisogna pensare che esse non si applicano solo ad esseri inferiori, che non hanno per noi un “peso” molto grande, ma anche agli esseri superiori, uomo compreso, tutte le cellule dei quali non sono altro che una “colonia” derivata da una sola cellula primitiva, l'”uovo”. Eccoci passati dai Protozoi ai Metazoi.

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