Biologia Marina per subacquei: I crostacei

Capitolo 24 del nostro corso di biologia marina studiato appositamente per i subacquei, in modo che conoscano gli abitanti del mare. Un’esauriente spiegazione dei vari gruppi animali e delle loro caratteristiche principali.

Gli insetti del mare. Dai Vermi ai Crostacei il legame è evidente: gli uni e gli altri sono formati da una successione di segmenti o “articoli”. Venivano un tempo accostati agli Anellidi nel tipo, oggi abbandonato, degli Articolati. Ben distinguibili nei Crostacei più semplici, questi segmenti sono apparentemente quasi scomparsi nei Granchi. Ma lo studio e l’osservazione mette costantemente in evidenza la primitiva “colonia lineare”: infatti la dissezione rivela ramificazioni nervose in corrispondenza di ogni articolo e l’embrione mostra una nettissima segmentazione.I Crostacei sono gli insetti del mare. Non esistono infatti insetti marini come, ad eccezione degli Oniscidi, non esistono Crostacei veramente terrestri. Gli animali delle due classi però, ricoperti entrambi di un’armatura di “chitina”, provvisti di appendici articolate, soggetti quasi tutti a metamorfosi, sono uniti nel vasto tipo degli Artropodi (cioè “dalle zampe articolate”) che comprende i quattro quinti di tutte le specie animali. Le zampe hanno un ruolo essenziale: esse contrassegnano la superiorità dei Crostacei a più bassa organizzazione sugli Anellidi più elevati: tra i Crostacei le appendici di ogni animale della colonia lineare assumono funzioni assai più variate. Osserviamo uno dei Crostacei inferiori, nei quali la struttura lineare dei Vermi è ancora nettamente visibile, cioè l’Artemia che pullula negli stagni salati e nelle saline. La si direbbe un piccolissimo millepiedi dalle zampe all’incirca simili. Ma sono zampe che mangiano e che respirano! Alla base, internamente, hanno peli radi per triturare gli alimenti che si riuniscono in un solco ventrale e poi avanzano in poltiglia verso la bocca. Invece nella loro parte superiore, all’esterno, la chitina del carapace si assottiglia al punto di lasciare penetrare l’ossigeno nell’organismo. Queste zampe inoltre, che svolgono funzioni alimentari e respiratorie, sono anche organi di nuoto.

Tra i Crostacei superiori queste e altre funzioni sono svolte da paia di zampe talmente specializzate da diventare irriconoscibili. Avete mai osservato un granchio quando mangia? Ebbene, quelle mandibole pelose e quelle lame cornee che si muovono di continuo nell’orrenda bocca meccanica, quegli arnesi che afferrano, tagliano, triturano, sono zampe. Nelle Aragoste e nei Gamberi si distinguono antennule, antenne, mandibole, piedi mascellari, pinze o chele, zampe propriamente dette, false zampe o “palette”, che servono a sentire, toccare, prendere, triturare, masticare, afferrare, camminare, mangiare e in più, per quanto riguarda le appendici addominali a trattenere le uova. Nelle femmine alcune zampe ambulatorie servono anche alla riproduzione in quanto gli organi sessuali si aprono alla loro base. Proprio così, animali con zampe-tutto-fare. Un rigido rivestimento obbliga tanto i Crostacei quanto gli Insetti a ingrandirsi in modo discontinuo con periodi di crescita detti “mute”. Il carapace si spacca per la pressione dei tessuti che si sviluppano; cade l’armatura rigida, i tessuti molli si dilatano e in breve tempo sono protetti da un nuovo strato di chitina che si va indurendo alla loro superficie. Così il Gambero mediterraneo muta 7 volte nel primo anno, 5 volte nel secondo, 3 volte nel terzo e nel quarto, poi 2 volte ogni anno fino a 7 anni all’incirca, poi una sola volta all’anno. Ma prima di raggiungere lo stato adulto i Crostacei, proprio come gli Insetti, subiscono delle complesse metamorfosi. Alcuni tipi di stadi larvali, che si ritrovano identici in diversi generi, hanno ricevuto nomi particolari. Così il “nauplius” è il primissimo stadio, un essere singolare con un occhio solo. I Granchi nascono a uno stadio più evoluto, lo stadio detto “zoea”. Alcuni di questi nomi furono creati per esseri che si erano stati scambiati per specie particolari. Si conoscevano, per esempio, i Fillosomi, crostacei inferiori piatti come foglie, senza sapere che in realtà erano larve di aragoste. Nel 1913 la storia si ripeté: quello che si credeva una specie di crostaceo era in realtà uno stadio larvale dell’aragosta. Meglio ancora: è uno stadio osservato solo assai raramente. Oggi la serie delle trasformazioni è perfettamente individuata, però non si sa niente delle abitudini e dei costumi di queste diverse forme. E sì che si tratta della comune Aragosta. Che sarà mai allora per altri Crostacei?

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