Biologia Marina per subacquei: Il mare, culla della vita

Capitolo 1 del nostro corso di biologia marina studiato appositamente per i subacquei, in modo che conoscano gli abitanti del mare. Un’esauriente spiegazione dei vari gruppi animali e delle loro caratteristiche principali.

La vita marina è la vita primigenia. Essa non poteva nascere che in questa culla. E quando ne uscì, per diventare terrestre, lo fece complicando notevolmente i suoi organismi e riproducendo in essi le condizioni del mare primordiale. La vita marina è la vita normale. La vita terrestre ne è un’eccezione, che avrebbe anche potuto non prodursi mai e che, d’altra parte si è prodotta all’incirca 200 milioni di anni fa, quando il mare esisteva da oltre un miliardo di anni. La vita marina è la “vita” stessa…

Osservandola nelle sue forme via via sempre più evolute, cercheremo di coglierne il meraviglioso cammino. Per prima cosa, essa ci porta a comprendere che la vita è un fenomeno dinamico.

Si possono anche immaginare differenti processi per il sorgere della vita, ma bisogna sempre ammettere delicati meccanismi di scambi tra sostanze complesse. Il che esige la presenza di un liquido, poiché l’ambiente liquido permette l’apporto, il trasferimento, la sottrazione di molecole. E nel caso in cui questo liquido scioglie numerose sostanze, le reazioni che ne derivano possono essere ancor più varie e numerose. Il liquido solvente, infine, deve essere chimicamente neutro. Quello che ora abbiamo fatto non è forse il ritratto-standard dell’acqua?

L’acqua è infatti una sostanza onnipresente, ovunque le condizioni di temperatura permettano la combinazione dell’idrogeno e dell’ossigeno, le due sostanze più abbondanti dell’universo. E torniamo così a vedere necessariamente nell’acqua la culla universale della vita.

Altrettanto evidente è il fatto che gli oceani offrono alla proliferazione della vita un volume ben più grande delle terre: coprono infatti i sette decimi del globo con una profondità media di 3650 metri, mentre la “biosfera”, cioè la sfera vivente, si riduce a una sottilissima pellicola sopra i continenti.

I processi biologici dovevano perciò fatalmente compiersi negli oceani primitivi, che avevano una temperatura più alta di quelli attuali e in cui erano disciolte sostanze attive in un’acqua alternamente tiepida, sottoposta a continue sollecitazioni, proprio come lo sono le vaschette dei laboratori chimici per facilitare le reazioni. Nella sua culla incessantemente equilibrata il mare ha visto nascere la vita, anzi l’ha fatta nascere.

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