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Il Wave Attenuator che riporta la sabbia, il ripascimento automatico

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Scritto da Nautica Editrice

La Regione Liguria ha già stanziato un milione e duecentomila euro, mentre la Sardegna impiegherà ben undici milioni. Parliamo dei costi per la salvaguardia delle coste sabbiose. Un intervento delicato, dall’impatto economico importante, per il quale sono stanziati altri fondi regionali ed europei.

Proprio a inizio anno è stato messo in acqua il modello in scala 1/10 di un nuovo attenuatore d’onda, cioè una barriera di prossimità dell’arenile, capace non solo di preservare la spiaggia dall’erosione, ma soprattutto di generare il ripascimento dell’area interessata.

La barriera inoltre blocca lo spiaggiamento di sacchetti di plastica, legni, alghe e quant’altro trasportato dalle onde verso riva. Se proprio vogliamo trovargli un difetto, riesce a essere esteticamente meno gradevole delle scogliere realizzate con massicciate.

La sua configurazione ne permette l’utilizzo anche come “passerella” sulla quale poter installare illuminazione con pannelli fotovoltaici piuttosto che strumentazioni scientifiche come sensori meteomarini oppure rilevatori di inquinamento. Il modulo base, da 5.8 tonnellate, è realizzato con una miscela speciale di calcestruzzo e fibre di resina, è alto solo un metro e quaranta ed emerge mediamente di circa 50 centimetri dal pelo dell’acqua. La novità di questo brevetto è che il materiale non viene venduto, ma viene noleggiato lo stampo per realizzare gli attenuatori direttamente sul posto.

Il progetto è stato sviluppato fin dal 1996 da un team di ricercatori internazionali e quindi è stato aggiornato fra gli anni 2014 e 2017. La versione attuale, sviluppata da Comerio, prevede una serie di feritoie nella parte centrale del modulo, che incanalano l’onda in modo tale da ridurre l’energia cinetica pur permettendo il flusso dell’acqua al di là dell’elemento stesso. In questo modo non si perde la capacità di trasporto della sabbia e quindi si ottiene il nuovo riempimento dell’area lato terra, all’uscita dell’acqua dal modulo di dissipazione.

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La movimentazione del pezzo è facile e richiede l’uso di un semplice bilancino a doppia trave. Il posizionamento può formare una barriera lineare, con vari moduli incastrati fra loro, con moduli sfalsati, con pennelli perpendicolari alla costa o disposti a “L”, a formare una protezione da due differenti mareggiate di traversia. Sempre in considerazione delle correnti prevalenti.

I moduli si prestano anche per la protezione degli allevamenti ittici vicino alla riva. Infatti il passaggio dell’acqua ne permette il riciclo mentre la struttura riduce l’impatto del moto ondoso. Per saperne di più: www.wawtech.net

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