IL CIELO DI MARZO

Nel corso del mese, diverse comete passeranno al perielio, che è il punto della loro orbita più vicino al Sole. Purtroppo, nessuno di questi astri chiomati (D/Swift – 1895 Q1, P/NEAT – 2003 S2, D/Barnard – 1884 O1, P/Read – 2005 U1) sembra destinato a rendersi visibile con i comuni telescopi da amatore (D indica le comete estinte o andate perdute, mentre P si riferisce a quelle periodiche).

Le cose non sembrano andare meglio per gli amanti delle stelle cadenti: stando alle previsioni, nessuna pioggia degna di nota dovrebbe aver luogo nel corso del mese.

Nei giorni 1, 2, 6, 8 e 16, si verificheranno ben cinque congiunzioni particolarmente strette (distanza angolare inferiore a 0,2°) fra pianeti e stelle più luminose della sesta magnitudine. Ne segnalo quattro: Marte-Sigma AQR (2 marzo), Venere-Omicron CAP (6 marzo), Venere-Upsilon CAP (8 marzo) e Marte-Phi AQR (16 marzo). Solo due di queste (6 e 8 marzo) avverranno a -40° di elongazione. Tutte le altre, che avranno come protagonisti Marte e Mercurio, si verificheranno a una distanza angolare dal Sole talmente piccola da renderle, di fatto, del tutto inosservabili.

Gli amanti dei pianeti potranno cimentarsi nell’osservazione di Saturno: il pianeta inanellato, infatti, sarà in opposizione all’inizio di aprile. Nel corso del mese, continuerà il periodo di visibilità mattutina di Venere, anche se la sua altezza al crepuscolo, quando il Sole si troverà 12° al di sotto dell’orizzonte, sarà in costante diminuzione. Dal 9 marzo al 2 aprile, si potrà dare la caccia al sempre ostico Mercurio, visibile a Occidente dopo il tramonto del Sole. I giorni a cavallo del 23 marzo dovrebbero rivelarsi quelli maggiormente indicati, per chi vorrà cimentarsi nell’osservazione del più interno fra i pianeti del Sistema Solare.

Nel corso del mese, con strumenti adeguati, gli amanti degli asteroidi o pianetini potranno andare alla ricerca di 3 Juno, 7 Iris e 20 Massalia. Per questo genere di osservazioni, si consiglia d’impiegare un buon telescopio da amatore, oppure un potentissimo binocolo.

Le dieci stelle più luminose del cielo
In ordine di luminosità decrescente, esse sono: 1) Alpha CMA (Sirius); 2) Alpha CAR (Canopus); 3) Alpha 1 CEN (Rigil Kentaur); 4) Alpha LYR (Vega); 5) Beta ORI (Rigel); 6) Alpha AUR (Capella); 7) Alpha BOO (Arcturus); 8) Alpha CMI (Procyon); 9) Alpha ERI (Achernar); 10) Alpha ORI (Betelgeuse). Come si può notare, due di queste si trovano nella medesima costellazione: Orion (ORI). Beta ORI (Rigel) si trova al quinto posto, mentre Alpha ORI (Betelgeuse) occupa la decima posizione. Si tratta di un’anomalia, visto che Alpha dovrebbe sempre indicare la stella più brillante di ciascuna costellazione. Qui, invece, a quanto pare, avviene esattamente il contrario.

Una scorpacciata di ammassi globulari e galassie
Il cielo primaverile, che si affaccia sui nostri orizzonti, è particolarmente ricco di ammassi stellari globulari degni di nota. Fra questi, M3, M5, M13 e M92 sono facilmente visibili con i comuni binocoli da marina. M3 può essere rintracciato anche a occhio nudo. Chi possiede un buon binocolo o un piccolo telescopio da amatore ha la possibilità di cimentarsi nell’osservazione delle galassie M51, M81, M82 e M101. Per ammirare questo genere di oggetti, è particolarmente importante sfruttare le notti più limpide e buie, lontano dalle fastidiose luci cittadine.

La Luna nel corso del mese
04/03/2011, Luna nuova – 12/03/2011, Primo quarto – 19/03/2011, Luna piena – 26/03/2011, Ultimo quarto – 26/03/2011, Ultimo quarto