L’OSSERVAZIONE DEGLI ASTRI

Le stelle che riportiamo nel grafico sono quelle che presentano la luminosità apparente più forte, ma ciò non toglie che per poterle osservare al meglio è bene avere alcune accortezze.

In primo luogo è necessario far abituare l’occhio al buio, operazione che richiede almeno 10/15 minuti se si passa da un locale normalmente illuminato al buio della notte. Durante il periodo di adattamento è bene non osservare fissamente alcuna sorgente luminosa anche di piccole o piccolissime dimensioni. Basti sapere che in termini di sensibilità visiva, due secondi di osservazione di una sorgente luminosa puntiforme fanno perdere cinque minuti di adattamento.

Dopo il periodo di adattamento si può iniziare l’osservazione, che ovviamente sarà molto facilitata se si impiega uno strumento che sia in grado di amplificare la luminosità apparente degli astri. Il dispositivo più semplice e che dovrebbe trovarsi a bordo di tutte le imbarcazioni è il normale binocolo nautico.

Tra i diversi modelli disponibili sul mercato, dovendo acquistarne uno per questa specifica esigenza, scegliere un modello che anche a fronte di un piccolo parametro di ingrandimento abbia un buon valore di luminosità (ingrandimento e luminosità sono i due valori separati da una X che contraddistinguono tutti i binocoli).

Il binocolo tradizionalmente impiegato in campo nautico individuato dal valore 7×50 (sette ingrandimenti e diametro di apertura della lente obiettivo di 50 mm), è un ottimo strumento anche per l’osservazione astronomica dilettantesca, il diametro dell’ottica consente di raccogliere 70 volte più luce di quanta ne possa raccogliere la nostra pupilla dilatata.

Un ultimo consiglio, forse banale, ma importante. Pulite con cura le lenti, comprese quelle dell’oculare. Se polvere e piccole macchie di unto danno fastidio nell’impiego tradizionale del binocolo, diventano letteralmente deleterie se impiegato per l’osservazione stellare.