Il cielo di ottobre, le Orionidi

I mesi di ottobre e novembre offrono delle interessanti opportunità agli amanti delle stelle cadenti. Mercoledi 21 ottobre, infatti, è prevista la massima attività delle Orionidi

IL CIELO DI OTTOBRE

I mesi di ottobre e novembre offrono delle interessanti opportunità agli amanti delle stelle cadenti. Mercoledì 21 ottobre, infatti, è prevista la massima attività delle Orionidi. Queste belle meteore sono così chiamate poiché, a causa di un effetto meramente prospettico, sembrano irradiarsi tutte da un unico punto celeste, ubicato nella magnifica costellazione di Orione, celebre per le sue spettacolari nebulose diffuse. Le Orionidi sono legate alla famosa cometa periodica 1P/Halley, la prima per cui fu accertata la periodicità, e sono visibili da entrambi gli emisferi. A mezzanotte, il radiante delle Orionidi è alto sui nostri orizzonti, agevolando l’osservazione del fenomeno. I meteoroidi che danno vita a questa bella pioggia di stelle cadenti hanno una velocità di circa 66 km/s.

In genere, lo ZHR delle Orionidi si attesta attorno a quota 20-30. Tuttavia, le apparizioni degli anni 2006, 2007 e 2008 sono state caratterizzate da un Tasso Orario Zenitale decisamente più elevato (ZHR = 50-70). Nel 2006, in particolare, non sono mancate le Orionidi di buona luminosità, mentre lo scorso anno lo Zenital Hourly Rate ha sfiorato quota 40. Lo ZHR esprime il numero di meteore che un osservatore potrebbe ammirare in un’ora, se si trovasse in condizioni ideali. Poiché queste vengono raggiunte assai di rado, il numero di stelle cadenti effettivamente visibili è usualmente più basso di quello teorico. Novembre è il mese delle Leonidi. Queste meteore sono legate alla cometa periodica 55P/Tempel – Tuttle. Il loro radiante si trova nella costellazione zodiacale del Leone. A volte, queste magnifiche stelle cadenti danno luogo a delle apparizioni di rara bellezza, producendo delle vere e proprie tempeste meteoriche (ZHR 1000).

Gli ultimi fenomeni del genere (Meteor Storm) risalgono agli anni 1999, 2001 e 2002. Le osservazioni dello scorso anno, abbinate ad alcuni modelli matematici, sembrano suggerire che le Leonidi del 2009 possano essere particolarmente abbondanti. Bill Cooke (Marshall Space Flight Center) e Jeremie Vaubaillon (Caltech) si attendono un Tasso Orario Zenitale all’incirca pari a 500. La massima attività è prevista poco prima delle 22 TU di martedì 17 novembre 2009. Se questa predizione si rivelerà corretta, gli osservatori ubicati in Asia saranno avvantaggiati.

Per seguire il fenomeno nel migliore dei modi, l’arido deserto della Mongolia si preannuncia come uno dei siti più promettenti. Chi scrive ricorda ancora la spettacolare tempesta meteorica del 1999, durante la quale fu possibile ammirare fino a cinque Leonidi solcare contemporaneamente il cielo. Un bolide d’incredibile luminosità lasciò una scia persistente, che rimase visibile a occhio nudo per una manciata di minuti. La Luna non arrecherà alcun disturbo, rendendo ancor più spettacolare l’osservazione delle Leonidi del 2009. Chi possiede una reflex analogica o digitale potrà cimentarsi nel tentativo di catturare qualche meteora. Per riprendere le stelle cadenti, è praticamente indispensabile ricorrere alla posa “B” o “T”, da abbinare a sensibilità particolarmente elevate (1600, 3200, 6400, 12800 o 25600 ISO). Gli obiettivi a grande campo o normali molto luminosi (f/0,95 o f/1,2 o f/1,4) sono decisamente indicati per questo genere di riprese.

Se le previsioni si riveleranno azzeccate, le Leonidi del 2009 non dovrebbero essere tanto luminose quanto quelle del 1998, che, proprio in virtù della loro elevata luminosità, si resero particolarmente facili da immortalare. Infatti, considerata l’elevata velocità con cui le Leonidi sfrecciano in cielo, soltanto le più appariscenti possono essere riprese.

Nel prossimo numero, daremo ampio spazio alle Leonidi. Nel frattempo, le Orionidi rappresentano una ghiotta opportunità per fare un pò di pratica.

Prima di concludere, occorre precisare come, nonostante negli ultimi anni siano stati fatti dei passi da gigante, la previsione della reale intensità di una pioggia di stelle cadenti sia sempre un’impresa particolarmente ardua. Anche gli orari in cui ci si aspetta la massima attività sono affetti da incertezza. Insomma, a volte capita di vedere più del previsto, mentre altre…

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