Le Perseidi

Nel mese di Agosto ha luogo uno degli spettacoli più attesi dell’estate: la pioggia meteorica delle Perseidi chiamate anche Lacrime di San Lorenzo

LE PERSEIDI

Nel mese di Agosto ha luogo uno degli spettacoli più attesi dell’estate: la pioggia meteorica delle Perseidi chiamate anche “Lacrime di San Lorenzo”. La pioggia non è limitata alle notti intorno al San Lorenzo, ma comincia alla fine di luglio e termina oltre il 20 agosto, anche se solo durante il picco massimo, intorno al 10 agosto, si possono scorgere fino a un centinaio di meteore all’ora: negli altri giorni il numero è decisamente minore, ma comunque superiore alle 5-10 meteore l’ora che si vedono nelle notti “normali”. Questo fenomeno, infatti, avviene durante tutto l’anno, ma in alcuni periodi è più frequente, perchè la Terra, nel suo moto attorno al Sole, incontra nubi di detriti particolarmente dense che generano un maggior numero di meteore.

Oltre allo sciame delle Perseidi (9-14 agosto), i più famosi sono quello delle Leonidi (17-18 novembre) e delle Orionidi (intorno al 21 ottobre). Queste particelle cadono sulla Terra a velocità vertiginose (fino a 72 chilometri al secondo, ben 260.000 chilometri l’ora!). Per questo motivo, a causa dell’attrito si riscaldano a temperature elevatissime. I frammenti più piccoli vaporizzano, producendo reazioni che creano scie luminose di 5-20 chilometri di lunghezza.

Le stelle cadenti di uno sciame sembrano provenire dallo stesso punto del cielo, detto “radiante”. Questo è solo un effetto di prospettiva, in realtà tutti i corpi dello sciame si muovono parallelamente fra loro, in direzione della superficie terrestre, ma dato che li osserviamo dal basso, sotto una certa angolazione, sembrano percorrere un arco nel cielo. Il punto (o radiante) da cui sembrano provenire le meteore che cadono in questo periodo si trova nella costellazione del Perseo, da cui il loro nome.

Se avete difficoltà a scorgerla cercate prima la caratteristica è più visibile W della costellazione di Cassiopeia, la sua “vicina di cielo”. Le ore migliori per l’osservazione sono tra le due di notte e l’alba. Naturalmente è meglio recarsi in un luogo buio, lontano dalle luci della città. Al nostro occhio occorrono una ventina di minuti per adattarsi bene al buio e distinguere luci anche deboli. Dopo aver individuato il radiante spostatevi con lo sguardo a circa 40° da quel punto, in qualunque direzione, così potrete sfruttare la sensibilità alla luce della parte esterna della retina.

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