ORSA MAGGIORE E ORSA MINORE

Per noi uomini moderni, dotati di strumenti sofisticati, è piuttosto semplice non perdere l’orientamento tra l’ammasso di stelle visibili durante la notte. Un sestante, una bussola un orologio e le effemeridi sono sufficienti per individuare con precisione la posizione della maggior parte delle stelle e dei corpi celesti. Ma l’uomo ha iniziato ad osservare la volta celeste molto prima dell’invenzione di questi strumenti, che anzi, possono considerarsi frutto dell’osservazione degli astri stessi. Il metodo di orientamento individuato dagli antichi osservatori fu quello di suddividere la volta celeste in settori immaginari, ognuno di essi caratterizzato da un gruppo di stelle la cui disposizione relativa, guardata con una certa fantasia, ricordasse figure animali, mitologiche o semplicemente fantastiche. Ed è questa l’origine delle costellazioni, che non si limitano ad individuare gruppi di stelle, ma servono ad identificare settori della volta celeste con tutto ciò che essi contengono: stelle, ammassi, galassie ed ogni altro corpo celeste.

Tutte le costellazioni hanno un nome scientifico (in latino) e le stelle ad esse appartenenti, oltre al loro nome comune, sono identificate da una lettera dell’alfabeto greco seguita dal nome della costellazione cui appartengono.Il nome scientifico della Stella Polare è infatti ALFA Ursa Minor. Visto che abbiamo usato come esempio una delle stelle più famose, anche se non la più luminosa, iniziamo a fare la conoscenza delle costellazioni più importanti partendo dalle due costellazioni Orsa Maggiore ed Orsa Minore. L’Orsa Maggiore (anche conosciuta come il Gran Carro) è una costellazione nota fin dagli albori dell’astronomia; è visibile tutto l’anno e facilmente identificabile anche nelle notti non particolarmente terse. La compongono sette stelle principali e tre galassie. Unendo le ultime due stelle del Carro, Dhube e Merak, e riportando sul prolungamento – dalla parte del timone – di tale congiungente 5 volte la distanza tra esse, si trova la Stella Polare. L’Orsa Minore, contiene anch’essa sette stelle principali tra le quali la più luminosa è proprio Alfa Ursa Minor (Stella Polare). E’ interessante soffermarsi sulla stella Polare perché, oltre a trovarsi sul prolungamento dell’asse terrestre, ha un’altra particolarità: non è una sola stella, bensì si tratta di un sistema binario, composto di due stelle (Polare A e Polare B) che ruotano intorno ad un centro comune. La distanza da noi alla Stella Polare è di 350 anni luce. Ciò significa che la luce che vediamo guardando verso il polo nord celeste durante questo mese è partita dalla superficie delle due stelle circa nel maggio del 1649 appena alcuni anni dopo la morte di uno dei più grandi Astronomi Galileo Galilei (1564-1642).