Telescopi amatoriali

Gli ultimi anni hanno visto un vero e proprio crollo dei prezzi di questi strumenti soprattutto per i modelli più economici fabbricati in Estremo Oriente

I TELESCOPI AMATORIALI

Se non avete ancora deciso che cosa farvi regalare per Natale, magari potreste pensare a uno spotting scope o a un telescopio. Negli ultimi anni si è assistito a un vero e proprio crollo dei prezzi di questi strumenti. Ciò è vero soprattutto per i modelli più economici, fabbricati in Estremo Oriente. Con poco più di cento euro è possibile acquistare un telescopio capace di mostrarci gli anelli di Saturno e le principali lune di Giove, oltre a svariati dettagli sul disco di questo pianeta, che è un vero e proprio gigante gassoso.

Esistono due grandi famiglie di telescopi: a lenti e a specchi. I primi prendono il nome di rifrattori, mentre i secondi sono detti riflettori. In realtà c’è anche una sorta di via di mezzo, costituita dai cosiddetti telescopi catadiottrici, che racchiudono lenti e specchi in un design particolarmente compatto.

Un buon rifrattore da dieci centimetri di diametro rappresenta un’ottima scelta per chi intende iniziare a scrutare il cielo, avendo a disposizione uno strumento capace di sfoderare prestazioni di tutto rispetto. Sebbene la maggior parte delle persone pensi che la capacità d’ingrandire gli oggetti celesti sia il parametro di gran lunga più importante, non è affatto così.

Ciò che importa, al di sopra di qualsiasi altra cosa, è la capacità di raccogliere la luce emessa dagli astri, tanto maggiore quanto più grande è il diametro dell’obiettivo. A parità di questo fattore, di solito i rifrattori rendono più dei riflettori, che sono usualmente più economici. I catadiottrici, invece, sono i telescopi meno ingombranti in assoluto e, per questa ragione, risultano più facili da trasportare al mare o in montagna, al riparo dalle fastidiosissime luci delle città.

Molti telescopi hanno dei sistemi di puntamento automatico, che consentono una facile localizzazione degli oggetti da osservare, le cui coordinate celesti vengono recuperate da una base di dati. Negli altri casi, invece, è usualmente previsto un sistema di puntamento convenzionale, basato su un cercatore o mirino.

Il cercatore è un piccolo cannocchiale a basso ingrandimento e a grande campo, dotato di un reticolo (a volte illuminato da una flebile luce rossastra, la cui intensità è regolabile). Quando l’oggetto che si desidera osservare è al centro del reticolo, si può ammirarlo nel campo inquadrato dal telescopio, ma solo a condizione che il cercatore sia ben collimato (per fare questo basta agire sulle viti di registrazione, poste in bella mostra).

Le montature più evolute sono dotate di motori elettrici, che consentono di compensare il moto di rotazione terrestre, in modo tale da poter inseguire automaticamente gli astri nel loro spostamento apparente. La motorizzazione si rivela particolarmente utile soprattutto nel caso delle osservazioni a più forte ingrandimento.

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