Sembra proprio che i saloni internazionali di settembre non abbiano pace. Se, a conclusione di una ricca 46a edizione, lo Yachting Festival di Cannes (12-17 settembre) ha generato profonde preoccupazioni annunciando l’imminente apertura del cantiere che, operando sul Vieux Port, modificherà sensibilmente la distribuzione degli spazi dell’edizione 2024, il Nautico di Genova (21-26 settembre) ha sofferto pure quest’anno dei lavori in corso per la realizzazione del già celebrato progetto di Renzo Piano per la sua città.

 

Cannes Vieux Port

 

Si sarebbe tentati di dire, cinicamente, che quella che si sta prospettando è una ghiotta opportunità di rivincita visto che, il prossimo anno, ai previsti disagi di Cannes – soprattutto per il settore dei superyacht, ma qualcuno sospetta pure per i battelli pneumatici – potrebbe coincidere il pieno completamento del Waterfront genovese, ciò che consentirebbe al Nautico di superare l’handicap costituito dalla sua posizione di “secondo” sul calendario della stagione.

Una partita che Confindustria Nautica deve incominciare a giocare subito, senza tentennamenti, consolidando i rapporti con i suoi tradizionali espositori e cercando di recuperare quelli con gli operatori che, nelle ultime edizioni, compresa quest’ultima, si sono sentiti trascurati o penalizzati, in particolare per ciò che riguarda l’assegnazione degli spazi espositivi.

 

Cannes
Cannes, il ponte girevole

 

Ma passiamo ai contenuti, ripartendo dal salone francese. Se possibile, quest’ultima edizione ha dimostrato in modo ancor più netto le profonde differenze esistenti tra il mondo del motore, tutto ospitato all’interno del Vieux Port, nel cuore della città, e il mondo della vela, presentato a Port Canto, all’estremità orientale della Croisette. A ben vedere si è trattato davvero di due saloni distinti e separati, non soltanto per il diverso panorama merceologico ma anche per il diverso approccio che i rispettivi operatori hanno avuto anche questa volta con il loro pubblico di riferimento: più formale, elitario, modaiolo quello del motore; più diretto, disinvolto, familiare quello della vela.

 

Cannes
Cannes – Port Canto

 

Conseguentemente, si è evidenziata pure una certa spartizione del pubblico, nel senso che pure stavolta una notevole percentuale di visitatori – comunque tutti molto interessati – ha scelto di trascorrere la sua giornata esclusivamente nell’uno o nell’altro, fatto questo che ha alleggerito non poco il lavoro delle comodissime navette che collegano le due aree, percorrendo alla velocità di 3 nodi quel mezzo miglio di mare che le separa. Non altrettanto comodo, anzi proprio un incubo per chi desidera svolgere una visita “random”, si è rivelato per l’ennesima volta il ponte mobile galleggiante che, posto all’imboccatura del Vieux Port, apre/chiude a intervalli più o meno regolari il perimetro ideale formato dalle banchine.

 

Cannes
Cannes

 

Se non se ne tiene conto, può capitare di dover attendere in fila anche per un quarto d’ora sotto il sole rovente, mentre l’unica possibile alternativa per passare dall’altra parte è fare tutto il giro del porto. Ma parliamo di circa un chilometro e mezzo tra la folla. Non ci sono ponti invece a Port Canto, dove quindi è bene pianificare con attenzione la progressione della visita, poiché una semplice andata/ritorno lungo le banchine perimetrali significa qualcosa come 3 chilometri e mezzo.

Cannes
Cannes

Per fortuna non mancano i punti di ristoro, mentre l’ombra, anche qui, è merce rara. Come anticipato, su questa fondamentale e riuscitissima area della manifestazione, inaugurata nel 2019 per accogliere barche a vela di tutti i tipi (quest’anno, imponente la presenza di catamarani), grava ora la preoccupazione di dover far posto, nel 2024, alle unità che dovranno necessariamente sloggiare dal Vieux Port per consentire la realizzazione del piano di ammodernamento annunciato dal Comune e dai nuovi gestori, Igy Marina e Gruppo Fayat.

 

Genova
Genova

 

Trattandosi di diverse decine di motoryacht taglia XXL, più un centinaio di natanti tra gli 8 e i 12 metri, c’è davvero da chiedersi come si farà. Oltre che rassicurare i “suoi” espositori, Sylvie Ernoult, direttrice della manifestazione, si è già dichiarata disponibile a dar loro tutte le risposte del caso e ad accogliere consigli, proposte, suggerimenti. Resta il fatto, tuttavia, che la commistione di tipologie annunciata per la prossima edizione preoccupa chi, come noi, ha fino ad oggi visto con grande favore la netta separazione di contenuti tra i due porti della città.

 

Genova
Genova – I lavori del Waterfront e lo scheletro del Palasport

 

Genova. Nonostante l’atmosfera in certi tratti vagamente claustrofobica, con le ossature dei due nuovi edifici ovali – denominati “scafi” – incombenti sulla banchina principale e l’inquietante scheletro di quello che fu il palasport ancora così cospicuo al centro dell’area a terra, il quartiere fieristico sta comunque assumendo le forme previste dal faraonico progetto denominato Waterfront di Levante.

 

Genova
Genova – La nuova darsena, alle spalle del Padiglione Blu

 

Dal punto di vista espositivo, la più vistosa novità rispetto allo scorso anno è stata rappresentata dal riempimento del bacino scavato su due lati del padiglione Blu di Jean Nouvel, trasformandolo pressoché in un’isola e permettendo l’esposizione in acqua, per la prima volta in quell’area, di un centinaio di unità di piccola e media grandezza (saranno circa 300 nel 2024) su un fondale di 3,5 metri, con i loro relativi stand alle spalle. In questo modo, il baricentro della mostra si è spostato a monte, lasciando più che intravedere la futura importanza di un’area che, fin dalla messa in disuso dei padiglioni C e D, poi demoliti nel 2021 nel tempo record di 120 giorni, aveva svolto la funzione di parcheggio di servizio, dunque neppure utile ai visitatori.

 

Genova
Genova – Uno dei due “scafi” in costruzione

A questo punto, è il caso di ragionare sugli effetti che il progetto di Renzo Piano potrà avere sul territorio “allargato” e, soprattutto, sui collegamenti che, notoriamente, rappresentano un tallone di Achille per tutte le attività/manifestazioni che attirano persone dall’esterno. Il tema è sviscerato ad ampio raggio nel Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile della città metropolitana di Genova che, approvato nel 2019, tiene conto tra l’altro delle indicazioni dell’Unione Europea circa il ruolo strategico e il posizionamento economico della città, mettendo in luce i rischi di una sua marginalizzazione al di qua dell’Appennino.

 

Genova
Genova

 

Lo stesso piano urbano già considera, nella sua procedura “grandi progetti”, le opere infrastrutturali e le ristrutturazioni dei servizi di trasporto pubblico idonee a far fronte alla nuova domanda di mobilità che verrà generata proprio dal Waterfront in costruzione che, come si sa, una volta terminato, oltre al Nautico ospiterà molte altre attività di grande richiamo.  Trattandosi di un orizzonte temporale di medio-lungo periodo, è lecito supporre che per vedere risultati effettivi bisognerà attendere qualche anno.

 

Genova
Genova – Grande affluenza al padiglione B

I numeri ufficiali di Cannes 2023

Totale visitatori: 54.000

Espositori: 610

Barche esposte: 700

Giornalisti accreditati: 592

Biglietti d’ingresso (solo vendita online): 31 euro; 55 euro per due giorni

 


I numeri ufficiali di Genova 2023

Totale visitatori: 118.269

Barche esposte: oltre 1.000

Brand esposti: 1.043

Giornalisti accreditati: 1.316

Biglietti d’ingresso: 24 euro online; 28 euro in loco