Wind Dueller è un veliero Ocean Star 56.1 di 16,55 metri dedicato al charter. È armato a sloop e può contare sulla spinta di un generoso motore ausiliario Yanmar da 160 HP. A fine giugno 2021 deve essere trasferito dal porto di Nettuno a quello di Olbia: una traversata diretta di circa 150 miglia da compiere in una ventina di ore. La partenza viene fissata per la sera del giorno 29. Le condizioni meteo non sono proprio ideali ma l’equipaggio – tre uomini e una donna – è preparato.

È già buio quando la barca doppia Capo d’Anzio e mette prua per 258, direttamente sul Golfo di Olbia. Più o meno a metà percorso, con il sole già alto, il maestrale rinforza e le raffiche diventano potenti, fino a 30 nodi. Fiocco rollato sullo strallo e randa avvolta nell’albero, il Wind Dueller procede a secco di vele, spinto dal suo Yanmar, a poco più di 7 nodi.

Alcuni marosi frangono in coperta. Uno, particolarmente alto, impatta con violenza, provocando un rumore strano, come di qualcosa che si rompe. Un rapido controllo dell’attrezzatura e uno sguardo sottocoperta: tutto sembra a posto. L’uomo che è al timone riprende il controllo e i suoi compagni possono provare di nuovo a riposarsi. Uno di loro scende in cabina, si sdraia su una cuccetta e riesce persino ad addormentarsi. Poco dopo, però, qualcosa lo sveglia: non è una botta di mare ma uno strano sciabordio che viene molto da vicino. Troppo da vicino. Il Wind Dueller è allagato.

Prontamente lo skipper attiva le pompe di sentina e preme il fatidico tasto rosso del VHF che trasmette in automatico il segnale DSC di Distress Alert con le coordinate geografiche Lat 41° 02’ Nord – 10° 27’ Est. Lo riceve la Sala Operativa della Guardia Costiera di Olbia esattamente alle 13.11, seguito circa un minuto dopo da un Mayday in chiaro. Vengono allertate le motovedette CP 2116, CP 802 e CP 306.
13.25 – Utilizzando Porto Cervo Radio come ponte, la centrale operativa contatta il cargo maltese Neptune Thalassa, che si trova a poche miglia dalla posizione dello sloop, che comunque continua a procedere in rotta alla velocità di 6 nodi, e gli chiede di raggiungerlo il più rapidamente possibile. Il cargo risponde che gli saranno necessari circa 25 minuti.
14.08 – A 40 miglia dalla sua destinazione, il Wind Dueller è appoggiato “a pacchetto” alla fiancata sottovento del cargo, che gli fa da ridosso. La nave srotola fuoribordo una biscaglina ed è pronta a prendere a bordo i quattro della barca a vela; mette poi a disposizione una motopompa per tentare di esaurire l’allagamento.
15.45 – Giunge sul posto la motovedetta CP 306. Il suo motorista trasborda sul veliero per valutare il danno. Nota subito che l’acqua entra in corrispondenza della pinna di deriva e valuta che non vi sia una realistica possibilità di salvare la barca, perciò ne consiglia l’abbandono. Ma i quattro insistono di voler tentare di raggiungere Olbia, scortati dalla motovedetta.
16.06 Il Neptune Thalassa chiede e ottiene di riprendere la navigazione e lascia la zona, mentre il Wind Dueller, di conserva con la CP 306, riprende la rotta verso Ovest.
18.15 La CP 306 comunica alla centrale operativa che la situazione è peggiorata. Prende a bordo due persone della barca a vela mentre le altre due provano a continuare.
18.52 L’allagamento del Wind Dueller è ormai tale da non consentire più alcuna manovra. Gli ultimi due trasbordano sulla motovedetta e abbandonano la barca in posizione 40° 56’ 71” Nord – 10° 16’ 38” Est.
Ore 21.00 La motovedetta ormeggia alla banchina della Capitaneria di Porto di Olbia, sbarca i quattro del veliero e li affida ai sanitari del 118. Sono tutti in buone condizioni di salute.

Il Wind Dueller a pacchetto con il Neptune Thalassa.

RIFLESSIONI

► È difficile che l’attacco di una deriva allo scafo, in perfetto ordine, si lesioni a causa di un colpo di mare, aprendo una falla. Nel caso del Wind Dueller è assai più probabile che quella parte fosse occultamente già danneggiata.
► Le infiltrazioni dalla zona di attacco della deriva, così come qualsiasi traccia di urto sulla sua superficie, sono segnali che non devono mai essere sottovalutati.