Paziente affetto da diabete mellito

Il pronto soccorso a bordo in caso di paziente affetto da diabete mellito a cura del CIRM, Centro Internazionale Radio Medico.

IL PAZIENTE AFFETTO DA DIABETE MELLITO

Avere a bordo un paziente affetto da diabete mellito richiede alcune precauzioni. Il diabete mellito insorge per un deficit di insulina o per resistenza alla sua azione e può causare una serie di squilibri metabolici che, se non trattati, portano allo stato di coma metabolico cui può seguire il decesso. Il diabete viene diagnosticato con la misurazione della glicemia, indipendentemente dai pasti.Ci sono due tipi principali di diabete e molti sottotipi. Il diabete di tipo 1, conosciuto anche come diabete mellito insulino dipendente, è causato da una ridotta secrezione di insulina. I pazienti affetti da questo tipo di diabete richiedono trattamento con insulina. Quello di tipo 2, non insulino dipendente, è dovuto a una ridotta secrezione di insulina o a una resistenza alla sua azione a livello dei tessuti periferici. I pazienti affetti da questa forma di diabete possono essere tenuti sotto controllo con la sola dieta o con farmaci ipoglicemizzanti orali.

Ci occuperemo qui solo del paziente affetto da diabete insulino dipendente, perché è quello che può andare incontro agli squilibri metabolici suddetti, soprattutto in condizioni particolari, come durante la navigazione, e necessita perciò di immediato intervento da parte di chi gli sta vicino. La cosa più importante se si ha a bordo un paziente affetto da diabete insulino dipendente è sapere come comportarsi in caso di perdita di conoscenza del paziente stesso. Cosa fare in questi casi è di estrema importanza per la sua sopravvivenza. Innanzitutto è buona regola da parte del comandante informarsi sullo stato di salute di tutti coloro che porterà a bordo, e particolarmente sull’eventuale presenza di passeggeri affetti da patologie croniche che necessitano di terapie continuative (come per esempio il paziente diabetico) o che sono portatori di dispositivi medici impiantabili attivi (pacemaker, defibrillatori impiantabili, neurostimolatori, pompe elastomeriche ecc.). Normalmente un paziente diabetico è a conoscenza della sua malattia ed è in grado di gestirla. Comunque non dovrebbe decidere di imbarcarsi se questa non è sotto controllo. Egli porterà con sé sia l’insulina della quale ha bisogno per la terapia quotidiana, sia dispositivi per il controllo della glicemia (glucometro, stick con comparazione visiva dei colori) tramite i quali verifica se la terapia e la dieta che sta seguendo sono appropriate o se c’è bisogno aggiustamenti nel dosaggio dell’insulina o nell’assunzione di cibo. Fate perciò in modo che il paziente “vi insegni” a curarlo in caso di necessità. Fatevi cioè insegnare a usare il glucometro (o altri dispositivi in suo possesso che porterà a bordo) per il dosaggio del glucosio nel sangue, a praticare iniezioni sottocutanee di insulina e soprattutto siate sempre informati su dove il paziente conserva il glucometro e l’insulina, per poterli rapidamente prelevare in caso di bisogno.

Prima della partenza, se il paziente non li avesse con sé, procuratevi fiale di glucagone da 1 mg e alcuni flaconcini da 50 ml di soluzione di Glucosio al 20% per via endovenosa. Inoltre assicuratevi che l’equipaggio sia a conoscenza del fatto che il paziente diabetico è in qualche modo da tenere sotto controllo. Assicuratevi inoltre che almeno due o tre persone siano in grado, in caso di bisogno, di trovare e usare il dispositivo per la valutazione della glicemia, l’insulina della quale il paziente è provvisto, i flaconcini di glucosio al 20% e soluzioni glucosate al 5% per infusione endovenosa. Da quanto esposto appare utile che almeno una persona sia in grado di applicare aghi endovena, per l’eventuale necessità di infondere glucosio.

Anche l’insulina deve essere somministrata per via iniettiva ma la via sottocutanea rappresenta la via ideale nella maggior parte delle situazioni. Le sedi preferenziali di somministrazione sottocutanea di insulina sono le regioni cutanee della parte superiore delle braccia, delle cosce, dei glutei e dell’addome.

Durante la navigazione si può essere sottoposti a stress fisici non abituali: condizioni di temperatura estreme, possibile vomito da “mal di mare”, poco sonno, pasti irregolari, scarsi o abbondanti, ecc. Tenete sempre sotto controllo il vostro amico diabetico: se dovesse riferire capogiri o visione annebbiata, sarà lui stesso a suggerirvi cosa fare. Non potrà invece suggerirvi niente in caso perda conoscenza all’improvviso. In questo caso dovrete intervenire voi.

Esiste infatti la possibilità che si manifestino due tipi di situazioni di emergenza dovute a squilibrio metabolico: la crisi ipoglicemica e la crisi iperglicemia (diabetica o chetoacidosica). Entrambe le situazioni metaboliche però si presentano con lo stesso sintomo: la perdita di coscienza del paziente. È molto importante ai fini della terapia stabilire se il paziente si trova in ipoglicemia o in iperglicemia. A questo punto dovete dosare la glicemia del paziente con il glucometro e agire di conseguenza:

Se il paziente è in stato di ipoglicemia (glicemia bassa): somministrare glucagone 1 mg per iniezione sottocutanea, intramuscolare o endovenosa. Se non si ha risposta entro 10 minuti, somministrare glucosio per via endovenosa: somministrare 50 ml di soluzione di glucosio al 20% in una vena principale attraverso un ago di grosso calibro. Se il paziente è in stato di iperglicemia (glicemia alta): somministrare 20 unità di insulina solubile per via intramuscolare, seguito da 6 unità di insulina intramuscolare ogni ora fin quando la glicemia non scende a 180 mg/dl. Le iniezioni intramuscolari di insulina devono essere poi somministrate ogni 2 ore. Considerata l’estrema importanza della valutazione del paziente diabetico incosciente e della conseguente terapia, che se sbagliata può avere esito fatale, forniamo di seguito l’elenco della differenza di alcuni parametri utili per la diagnosi differenziale tra ipoglicemia e iperglicemia, da usare soprattutto se non si riesce a valutare la glicemia col glucometro (scelta assolutamente consigliata)

La crisi ipoglicemica è generalmente preceduta da capogiri e visione annebbiata, anche se è necessario tenere presente che i diabetici insulino dipendenti hanno una ridotta capacità di avvertire i sintomi dell’ipoglicemia. In questo caso, all’inizio somministrare per via orale, in forma liquida o tramite zucchero granulato o zollette di zucchero, una dose di 10-20 g di glucosio. Dieci grammi di glucosio corrispondono a 2 cucchiaini da tè di zucchero o a 3 zollette, a 200 ml di latte, a 90 ml di Coca-Cola. Se necessario ripetere dopo 10-15 minuti. Se l’ipoglicemia causa perdita di coscienza va trattata come un’emergenza (vedi sopra).

Da quanto esposto appare evidente che sia il coma ipoglicemico che quello iperglicemico sono trattate come emergenze mediche. Per quanto sia importante e spesso vitale un pronto e adeguato intervento da parte di chi sta vicino al paziente, soprattutto se a bordo di un’imbarcazione, il paziente va ospedalizzato prima possibile, sia per verificare la correttezza della terapia che per ristabilire l’equilibrio idro-elettrolitico, che è in questi casi sempre compromesso. Consigliamo perciò nel tracciare le mete e la rotta dell’imbarcazione, di prevedere la possibilità di ospedalizzazione urgente del paziente diabetico, anche con l’ausilio dei mezzi veloci a disposizione delle Capitanerie di Porto che possono evacuare rapidamente un paziente.

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