Per quattro giorni, dal 29 luglio al 1° agosto, Cesenatico è stata al centro della marineria tradizionale dell’Adriatico.

Nell’occasione, nel porto-canale si sono ammassate decine di imbarcazioni tipiche della costa romagnola, offrendo ai visitatori uno spettacolo coloratissimo di vele e di scafi d’altri tempi. Alla flotta si è aggiunta una batana di Rovigno (Croazia), che era accompagnata da una delegazione del “Ecomuseo la casa della batana”, che rappresenta una comunità di pescatori che dal dopoguerra ha mantenuto stretti contatti con il nostro Paese.

Il successo dell’evento è stato aiutato dall’associazione alla tradizionale Festa di Garibaldi, che è organizzata ogni anno in questi giorni per ricordare il transito dell’esercito garibaldino che nel 1849, in ritirata dall’epica avventura della Repubblica Romana, si imbarcò da Cesenatico per portare aiuto a Venezia, assediata dagli austriaci.

Si è trattato della conclusione del progetto EU Interreg Italia-Croazia Arca Adriatica, che aveva come obiettivo la: “massima protezione del patrimonio marittimo tangibile e intangibile esistente, preservandolo in modo sistematico, al fine di rivitalizzare un prodotto turistico comune, unico e riconoscibile, basato sui principi della sostenibilità sociale ed ecologica”.

Il progetto prevedeva, tra l’altro, la realizzazione di un festival marittimo dedicato alla valorizzazione delle barche e della marineria tradizionale dell’Adriatico. Tale festival, pur avendo una valenza comunicativa pubblica e alcuni momenti fruibili da parte del pubblico, è stato svolto, per ragioni legate all’emergenza Covid, in forma parzialmente “chiusa”, riservando la partecipazione a giornalisti, blogger, storici, esperti e collaboratori del Museo della Marineria

Cesenatico insieme a Cervia, anch’essa partner di Arca Adriatica, ha scelto di accompagnare tali attività con alcune uscite a mare della flottiglia delle barche tradizionali. Come spiegava Davide Gnola, direttore del Museo della Marineria ”per comprendere la storia e le potenzialità del mondo delle barche tradizionali non ci si può limitare ad ammirarle dalla banchina ma bisogna salire a bordo, prendere il largo e provare come manovrano con il vento.”

La flottiglia delle barche dalle vele colorate ha quindi raggiunto il porto di Cervia, per visitare uno dei centri storici più interessanti del Mediterraneo, legato com’è alla produzione e al commercio del sale.

Qui, davanti alle case dei pescatori, sono state sistemate le riproduzioni delle vele colorate che permettevano di identificare la barca di ogni famiglia. Il ritorno, in navigazione notturna, verso Cesenatico ha poi permesso di apprezzare il fascino dell’illuminazione della costa romagnola. L’alba del giorno seguente ha poi visto la stessa flottiglia ancorarsi al largo di Cesenatico dove le imbarcazioni, accostate le une alle altre a formare un’unica isola galleggiante, hanno dato modo agli equipaggi di ammirare il sorgere del sole e i riflessi della luce del mattino mentre degustavano il caffè e i bomboloni ancora caldi.

Tra le iniziative che hanno animato il festival, ha riscosso un notevole successo il nuovo allestimento dell’illuminazione notturna delle barche del Museo della Marineria, ormeggiate nel porto-canale e l’allestimento di un grande schermo sulla facciata dello stesso museo, sul quale venivano proiettate immagini d’epoca sulla storia dei marinai e dei pescatori di Cesenatico. Qui è stato poi presentato un video sull’opera della velaia Carmela del Bianco, di Cattolica, che da molti decenni realizza le vele tradizionali in cotone impermeabilizzato, provvedendo anche alla loro colorazione. Carmela, una signora dal carattere schivo e riservato, in tale occasione ha accettato di farsi intervistare.

La presentazione di una serie di libri dedicati al mare ha poi permesso di ricordare la recente richiesta all’UNESCO di inserimento della vela latina e della vela al terzo nella lista del patrimonio orale e immateriale dell’umanità.
Infine, il pittore veneziano Gianfranco Munerotto, ha presentato nelle sale del Museo della Marineria un’ampia rassegna delle sue opere. Munerotto, che negli ultimi vent’anni ha illustrato molti testi di marina, si dedica a un genere che è diffuso soprattutto in ambito anglosassone: le sue immagini di mare, navi e barche, sia moderne che storiche, sono ambientate in un contesto realistico e suggestivo.