Monitor: il commento di Marina Stella

Conquista di allori e riflessioni aperte per l’industria nautica italiana: il 2023, grazie anche alla domanda del mercato superyacht, si è confermato l’anno dei record con 4 miliardi di euro di export (+ 15,9 per cento sul 2022), mentre il 2024 presenta dinamiche da ‘anno complesso’, quantomeno per la cantieristica sotto i 24 metri.

La Nautica in Cifre Monitor
Sesta edizione di “La Nautica in Cifre Monitor – Trend di Mercato 2023/2024”

 

È la fotografia, in essere e divenire, contenuta nella sesta edizione di “La Nautica in Cifre Monitor – Trend di Mercato 2023/2024”, rapporto statistico realizzato dall’Ufficio Studi di Confindustria Nautica in collaborazione con Fondazione Edison, che fornisce i dati aggiornati a metà anno.

“Il punto fermo – spiega il Direttore Generale di Confindustria Nautica Marina Stella – è che il Made in Italy si conferma leader assoluto nella produzione dei superyacht con il 51 per cento degli ordini a livello mondiale (600 unità commissionate e/o in costruzione).

I risultati dell’indagine

Dai risultati dell’indagine previsionale svolta dall’associazione nazionale di categoria, inoltre, emergono alcuni elementi utili a identificare il 2024 come un anno articolato, con la normalizzazione della curva di crescita del segmento della nautica sociale”.

Sono sotto stretta osservazione i principali fattori, che si caratterizzano come esogeni all’andamento del settore: tensioni internazionali, costo dei noli, rialzo dei tassi di interesse, andamento delle catene di approvvigionamento, inefficienze logistiche e aumento dei prezzi dei prodotti energetici.

In futuro

“Nel 2024 – spiega Stella – è prevista una contrazione in alcuni segmenti di prodotto e in alcune aree geografiche, in gran parte determinata da fattori congiunturali esterni al mercato, come l’incremento dei tassi d’interesse e l’accesso al credito, le crescenti tensioni geopolitiche internazionali e l’attesa per i risultati delle elezioni che porteranno ai nuovi assetti governativi in Europa e negli USA”.

Quindi?
“Su queste basi il 2024 si palesa come un anno articolato, con previsioni di fatturato in crescita per il 32%, stabili per il 32% e di riduzione per il 36% del campione e con un portafoglio ordini che, allo stato, cresce o risulta stabile rispetto a dodici mesi fa per il 44% delle aziende intervistate”.

E il comparto degli accessori e dei motori come viaggia?
“Il 2024 è considerato come un anno di transizione: l’82% del campione prevede una chiusura in crescita o in linea con l’anno precedente; il portafoglio ordini corrente indica inoltre un incremento o una stabilità per il 65% del campione”.

Prospettive per il turismo nautico?
“Buone per le aziende del charter: la totalità degli intervistati dichiara che l’anno appena iniziato sarà ancora migliore del precedente.

Per la metà del campione, peraltro, gli attuali risultati di vendita vedono un numero di settimane prenotate addirittura superiore a quello di dodici mesi fa; la variazione del valore medio della settimana venduta risulta stabile o in crescita per tre intervistati su quattro”.

Come promuovere la domanda di barche di più piccola taglia?
“Confindustria Nautica negli anni è intervenuta in maniera sempre più incisiva a supportare questo segmento di mercato. Prima di tutto è importante sottolineare che nel Codice è stato inserito il riconoscimento della “nautica sociale”, riferimento normativo per l’approvazione di ulteriori norme di attuazione.

Inoltre, nel DDL Made in Italy dello scorso dicembre sono stati inseriti importanti provvedimenti specifici; l’istituzione del fondo per la rottamazione dei motori marini finalizzato all’acquisto di propulsori elettrici di piccola potenza e il rilascio di un’attestazione che consente la navigazione all’estero senza ricorrere all’immatricolazione.

Infine, è stata promulgata l’istituzione di una dichiarazione sostitutiva di atto notorio autenticata dagli Sportelli telematici dell’automobilista (STA), che attesta l’esclusiva proprietà del natante da diporto che consente ai proprietari di natanti che decidono di immatricolarli sotto bandiera italiana, italiana, e anche in caso di smarrimento del titolo di acquisto magari molto risalente, di navigare oltre 12 miglia dalla costa”.