Il 21 giugno scorso, lo Ionio è in eccellenti condizioni per una bella gita in barca lungo la costa occidentale del “tacco” italiano. A meno di un miglio da Gallipoli, per esempio, c’è l’Isola di Sant’Andrea che, ben segnalata dal faro che svetta per 45 metri alla sua estremità Sud-Ovest, è l’unico sito di nidificazione del gabbiano corso.

In primo piano, il sottocapo Mario Gaetta recupera il più giovane dei naufraghi a bordo della motovedetta CP848.

È così che, a metà mattina, un gruppo di quattro persone – tre adulti e un minore – prende il largo con il suo piccolo motoscafo open, con il proposito di godersi un’intera giornata di mare. Ma il divertimento dura poco. Intorno alle 10.30, i gitanti scoprono di avere i piedi bagnati: sul pagliolato, dapprima ben asciugato sotto il sole, c’è ora un sottile strato di acqua di mare che sbatte da un’impavesata all’altra. Un allagamento del tutto inaspettato, poiché nulla, nei minuti precedenti – un urto, una manovra sbagliata, un’ondata – ne aveva in qualche modo preannunciato l’eventualità. Tutti si mettono alla ricerca della via d’acqua senza tuttavia riuscire a trovarla. Ma una cosa è certa: l’allagamento cresce a vista d’occhio.

Ore 11.50. Il comandante del natante chiama il numero 1530 e chiede soccorso, dichiarando di trovarsi tra l’Isola di Sant’Andrea e Punta Pizzo, praticamente a metà di un segmento di 3,5 miglia. Immediatamente, Compamare Gallipoli allerta la motovedetta CP848 che, meno di cinque minuti dopo, è già fuori dal porto e si mette in contatto telefonico con il natante in difficoltà. Purtroppo non c’è modo di avere un punto-nave preciso sul quale fare prua.
Ore 12.03. La motovedetta chiama nuovamente il natante cercando di farsi dare ulteriori dettagli circa la posizione. Inoltre cerca di tranquillizzare i quattro che, evidentemente, sono in uno stato di crescente agitazione.
Ore 12.05. Altro contatto telefonico. Dal natante risponde una signora che dichiara di avere in vista, in lontananza, la motovedetta. Il comandante di quest’ultima compie un’ampia accostata a sinistra fino a quando la donna non dice di notare che la CP848 viene ora effettivamente verso di lei.
Ore 12.10. La motovedetta è ormai a un centinaio di metri di distanza quando il motoscafo si capovolge e i suoi quattro occupanti finiscono in acqua, visibilmente agitati se non addirittura in panico. Dalla CP vengono lanciati due salvagente anulari e un membro dell’equipaggio si tuffa per dare sostegno fisico e psicologico ai naufraghi.

I quattro naufraghi appena sbarcati al porto di Gallipoli.

Ore 12.20. I quattro del motoscafo sono a bordo della motovedetta, rifocillati con acqua e riscaldati con le coperte termiche.
Ore 12.41. La CP848 ormeggia al porto di Gallipoli e consegna i naufraghi al personale del 118, in attesa sulla banchina. Sono tutti in discrete condizioni di salute.