Domenica 22 agosto 2021.

Nel porto di Gaeta, il cielo è poco nuvoloso, pressione 1014 mb, temperatura di 22 gradi. Per la giornata si prevedono temperature in forte crescita e, soprattutto, maestrale in rinforzo fino a vento teso intorno alla Sardegna; per i giorni successivi, progressivo peggioramento con piogge e possibili temporali.

Poiché il programma di Enrico e Giovanna (nomi di fantasia), in vacanza con il loro sloop di 45.5 piedi, è quello di raggiungere in un sol balzo Porto Vecchio, in Corsica, decidono di partire il più presto possibile per non correre il rischio di restare bloccati dal maltempo in arrivo.
Sul plotter, Enrico imposta la rotta: un primo segmento di 23 miglia, utile per scapolare Capo Circeo, e poi una sola linea retta orientata per 279 gradi fino a destinazione: un totale di 195 miglia, pari a circa 28 ore di navigazione alla media di 7 nodi, cioè quanto consentito in piena tranquillità dal motore ausiliario e dalle eventuali veleggiate. Eventuali soprattutto perché, stando ai bollettini, è assai probabile che il vento sarà di prua per tutta la durata della traversata e, volendo arrivare il giorno dopo ancora con la luce del giorno, non sarà il caso di mettersi a bordeggiare. L’arrivo a Porto Vecchio è previsto, se tutto va bene, intorno alle 16 di lunedì.

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La rotta prevista dello sloop e il punto del Pan Pan su Google Earth.

Ore 12:05. Con il pieno di gasolio (circa 200 litri), la randa e il fiocco rollati, lo sloop manovra per uscire dal porto di Gaeta.

Ore 15.35. Al traverso di Capo Circeo, Enrico accosta di 10 gradi a dritta per puntare direttamente su Porto Vecchio. La costa non offre più ridosso e lo scafo, spinto dal motore che gira regolarmente, va incontro al moto ondoso beccheggiando. Tutto sommato, la situazione è maneggevole e la navigazione, sebbene scomoda, continua tranquillamente per tutto il resto della giornata e così prosegue per tutta la notte.

Ore 6:40 Il sole è spuntato da pochi minuti e il plotter indica che sono state percorse 155 miglia lungo la giusta rotta, quando Enrico e Giovanna si accorgono che la sentina è allagata. Mentre cercano di comprenderne la causa, il Diesel cala di giri e si spegne. Sotto un cielo perfettamente terso, Enrico e Giovanna tentano più volte di riaccenderlo, ma senza successo. La barca è in balia del moto ondoso.

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La delicata manovra di rimorchio.

Ore 7:15. Dopo qualche minuto di concitata consultazione con la sua compagna, Enrico decide di trasmettere sul canale 16 vhf il segnale di urgenza Pan Pan. A riceverlo è Porto Cervo Radio, che fa da ponte con la Direzione Marittima di Olbia che, a sua volta, allerta la Capitaneria di Porto di La Maddalena. Quest’ultima tenta più volte, inutilmente, di mettersi in comunicazione diretta con lo sloop. Chiede quindi alla potente stazione di Porto Cervo Radio di prendere contatto con la nave idrografica “Ocean Surveyor”, che risulta alquanto vicina allo sloop, e di mandarla nel punto dichiarato da Enrico. Questa, tuttavia, necessita di almeno mezz’ora per salpare le sue attrezzature e mettersi in movimento, perciò, alle 7:25 viene ordinato alla motovedetta SAR CP 306 di prepararsi a uscire in mare. È un’unità di quasi 19 metri che, spinta da una coppia di turbodiesel Man da 1.100 HP con trasmissione idrogetto, è in grado di raggiungere una velocità massima di 30 nodi. Ma non in quelle condizioni di mare. Perciò il suo tempo stimato per percorrere le circa 35 miglia che la separano dallo sloop è di almeno un’ora e mezza dal momento in cui prenderà il largo.

Ore 8:20. La nave idrografica “Ocean Surveyor” rileva sul radar la posizione dello sloop e la riferisce alla Capitaneria di Porto; alle 8:53 avvisa di aver terminato il recupero delle sue attrezzature e di essersi messa in movimento per raggiungere la barca a vela.

Ore 9:12. La motovedetta SAR CP 306 affianca lo sloop. Vista l’agitazione dei due diportisti, il comandante dell’unità decide di prenderli a bordo.

Ore 9:15 Giunge in zona l’“Ocean Surveyor”.

Ore 9:20. Il direttore di macchina della motovedetta sale a bordo dello sloop per accertarne le condizioni. Conferma le infiltrazioni d’acqua e l’avaria del motore.

Ore 10:35. Su richiesta di Enrico, viene chiamata con il telefono satellitare una ditta specializzata di Porto Cervo per il rimorchio dello sloop.

Ore 14:00. Arriva il rimorchiatore e inizia subito le operazioni.

Ore 14:15 La motovedetta, con Enrico e Giovanna a bordo, riprende la navigazione con destinazione Porto Cervo.

Ore 15:55. La CP 306 è in banchina e sbarca i due diportisti. Entrambi sono in buone condizioni di salute.

RIFLESSIONI

► Le comunicazioni radio, soprattutto con il vhf, risultano quasi sempre difficoltose. Nella navigazione d’altura sarebbe bene poter disporre di un telefono satellitare.
► Fa impressione che una barca a vela venga considerata in seria emergenza e resti alla deriva perché il suo motore non funziona. Che cosa ci stanno a fare quel fiocco e quella randa serrati attorno ai loro avvolgitori?