| RAPSODIA BLU | In English, please | |
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IL MARE IN POESIA, PROSA E FOTOGRAFIA di Luca Sonnino Sorisio |
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Non siamo mai stati in acque così densamente popolate. Il fascio di luce
che fendeva la superficie mostrava un mare denso di pesce brulicante, affamato,
frenetico e incredibilmente vorace. I banchi nuotavano ordinati, in pattuglie.
Cambiavano rotta e s'immergevano come se fossero stati un tutt'uno. A milioni
seguivano un minuzioso schema di direzione, profondità e velocità.
Commettiamo un errore quando pensiamo a questi pesci come ad individui singoli.
Le loro funzioni nel banco sono controllate, e in modo ancora sconosciuto, come
se il banco fosse un'unica entità. Non coglieremo questa
complessità fino a quando non riusciremo a pensare al banco come ad un
animale di per se stesso, che reagisce con tutte le sue cellule a stimoli cui i
pesci singoli non risponderebbero affatto. E questo animale più grande,
il banco, sembra avere una natura, impulsi e fini tutti suoi. È superiore
e diverso dalla somma degli animali che lo compongono. Se riusciamo a vederlo in
questo modo, non risulterà poi tanto incredibile il fatto che ogni pesce
vada nella medesima direzione, che la distanza tra pesce e pesce sia esattamente
la stessa per ogni individuo, e che pare vi sia un'unica intelligenza a
governarlo. Trattandosi di un unico animale, perché non dovrebbe reagire
in quanto tale? Forse questa è la piu incredibile delle considerazioni,
ma noi pensiamo che se si studiasse il banco come un animale a sé stante
piuttosto che come una somma di pesci, si verrebbe a scoprire che determinati
individui hanno particolari mansioni da svolgere; che individui più
deboli o più lenti possono avere la funzione di placare la fame di
predatori che mettono a repentaglio la salute del banco nella sua
integrità. Nella piccola Baia di San Carlos, ove coesistevano molti
banchi di specie diversa, si aveva la sensazione (e la parola "sensazione"
è usata a ragion veduta) dell'esistenza di un'unità superiore,
della correlazione cioè tra specie e specie, dell'interdipendenza per il
cibo, anche se in effetti gli uni erano il cibo degli altri. Un animale
più grande, dal funzionamento perfetto, dotato di un'esistenza del tutto
indipendente - dalle larve di gamberetti, al pesce piccolo, al pesce più
grande, al pesce gigante - un unico meccanismo funzionante. E forse questa
unità di sopravvivenza si inserisce in quell'animale più grande
che è la vita di tutto il mare, e questa a sua volta in quello ancora
più grande del mondo intero. Sembra che per gli esseri viventi ci sia un
unico comandamento: Sopravvivere!
John Steinbeck, 1941 |