
SUPERYACHT #517 Maggio 2005
Articolo estratto dalla nostra omonima rivista trimestrale dedicata alle imbarcazioni
più grandi e lussuose con fotografie, schede tecniche, articoli didattici,
ultime notizie e novità dal mercato

Sommario

Annuario della nautica

Impressioni di navigazione

Barche usate

Boatshow

Video Nautica

Articolo di Matteo Antonelli, Cristiano Battisti e Marco Pasquini
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DALL'IDEA PURA AL CONCEPT DESIGN: L'EXPLORER
Dopo aver introdotto la metodologia progettuale nei superyacht,
tentando di spiegare lo start-up o quanto meno i principi
essenziali su cui si basa la progettazione di tali imbarcazioni,
prendiamo ora in esame un caso ben preciso, seguendo tutte le fasi
di sviluppo dall'idea iniziale, alle richieste dell'armatore, fino
alla definizione del concept design.
Le strade che si prospettano per la realizzazione di un superyacht
di circa 45 metri, come quello di cui parleremo, sono
principalmente due:
la prima prevede la realizzazione di una linea di yacht semi-
custom, cioè un progetto flessibile per essere adattato
alle richieste di un ampio numero di potenziali clienti, ma con
alcune caratteristiche predefinite e "bloccate";
la seconda è un progetto full-custom, con uno yacht che
nasce su misura delle esigenze e dei desideri dell'armatore.
Quest'ultima è la strada che seguiremo, immaginando un
armatore con richieste ben precise: uno yacht che si plasmi
intorno a lui, adatto a lunghe permanenze in mare ed a traversate
oceaniche, che consenta di vivere a stretto contatto con
l'elemento marino in tutte le sue manifestazioni... l'Explorer
Una volta definito lo spunto iniziale di progetto, siamo partiti
con il primo approccio al tema attraverso una tavola rotonda in
cui discutere a 360° sul tema dell'Explorer: questa è
la fase del brainstorming, che costituisce il momento più
importante del progetto. Organizzato il team di lavoro e
presentati i concetti da sviluppare, abbiamo iniziato ad
esplicitare le prime idee. Da qui si inizia a ragionare, si
discute solo su concetti, liberi quindi da ogni restrizione di
tipo strutturale o tecnico, da tutti quei vincoli che possono
bloccare fin dallo stadio primordiale il progetto, limitandone lo
sviluppo o l'adozione di soluzioni architettonico-ingegneristiche
alle quali non si sarebbe mai pensato.
L'aspetto fondamentale del brainstorming è la totale
libertà di attingere da ambiti non appartenenti unicamente
al mondo navale. Nella mente di ognuno di noi hanno iniziato a
definirsi scenari futuribili e perseguibili.
Un assottigliamento tra le barriere che dividono l'uomo dal luogo
e dallo spazio attraversato, la trasparenza, un termine che
implica una moltitudine di altri scenari; trasparenza come pelle
che permette di rivestire una massa, come barriera quasi
immateriale tra l'uomo e l'ambiente esterno, come mezzo per
rendere il nostro oggetto camaleontico, dinamico, sensibile ai
luoghi attraversati. La possibilità di far partecipare i
sensi al viaggio, senza perdere per questo il contatto con il
resto del globo.
Online con il mondo, esplicitazione di una volontà tesa
all'utilizzo di sistemi altamente tecnologici, che permettano
ovunque e comunque di interfacciarsi con il globo, con la
terraferma, con la propria casa.
Ambiente casa che torna, da far rivivere anche su di una barca,
che ci assicuri il completo godimento ed una estrema
familiarizzazione con le pareti, con i materiali, con gli spazi vissuti.
Immaginando di attraversare gli oceani per periodi molto lunghi,
l'ambiente casa è ciò che ci conforta, è il
mezzo reale o sensoriale che aiuta l'armatore a raggiungere e
soprattutto mantenere il benessere psicofisico nella sua accezione
più ampia.
Il benessere può essere sicuramente raggiunto attraverso
l'ausilio di svaghi, hobbies che rendono la vita più facile
e meno monotona, hobbies che nel nostro immaginario si configurano
come toys (giochi), capaci di rendere più facile
l'accessibilità a tutti gli elementi, siano essi d'aria,
d'acqua o di terra, tali da rafforzare la vicinanza e il contatto
dell'armatore con l'esterno.
Contestualmente all'accessibilità, cercare la protezione
dagli stessi; la possibilità e la volontà di
sentirsi protetti in qualsiasi momento ed in qualunque luogo,
sicuri da ogni potenziale pericolo.
Terminata questa prima fase del brainstorming, durante la quale
abbiamo collezionato e raccolto una moltitudine di idee,
suggestioni ed emozioni che lo spunto iniziale ha suscitato,
passiamo all'organizzazione delle stesse in macro-categorie che le
riassumono e le finalizzano al nostro metaprogetto: da qui
l'esplicitazione di tre concetti-guida:
Centralità dell'armatore,
Rapporto con il mare,
Autonomia.
Ma come si scolpiscono questi concetti, teorici ed impalpabili, in
uno yacht fatto di tangibilissimo e concreto acciaio?
La prima risposta a questo quesito passa attraverso un confronto
critico di quanto è stato finora ideato, progettato e
realizzato sul tema. Purtroppo, la specificità e
originalità della commessa non consentono di individuare
esempi ben precisi a cui rifarsi: la nostra non potrà
dunque essere una analisi comparativa di imbarcazioni aventi tutte
le medesime caratteristiche, ma sarà una vera e propria
analisi tipologica ad ampio raggio, che spazierà su quelle
categorie di imbarcazioni che hanno in comune con lo spunto
iniziale almeno un aspetto, una caratteristica, una tematica.
Lo spettro delle tipologie analizzate è molto ampio e
stimolante: parte dagli yachts da diporto, passando per le navi da
crociera, le navi oceanografiche per arrivare ai trawler ed ai
supply vessel, per finire alle navi militari.
Lo studio attento delle soluzioni fornite per ciascuna delle
tipologie analizzate, ci ha consentito di visualizzare e, quasi,
materializzare uno per uno i concetti affiorati nel brainstorming,
svelando, di conseguenza, scelte progettuali ben precise che
influenzano gli aspetti dimensionali, morfologici, distributivi e
funzionali del progetto.
Il primo obiettivo tangibile è quello di ottenere,
attraverso l'analisi delle caratteristiche tecniche, una matrice
di parametri di riferimento che definiscano il contenitore
dell'Explorer.
Tracciando sui grafici di riferimento la lunghezza fuori tutto
dell'Explorer (45 m) possiamo ricavare i parametri di base dello
scafo e dell'impianto di propulsione e definire una specifica di
partenza:
Larghezza massima: 10,25 m
Immersione massima: 3,20 m
Dislocamento: 750 ton
Potenza installata: 2600 CV
Velocità di crociera: 12,8 kn
Ovviamente, i numeri indicati sopra non esauriscono l'analisi
tecnica dell'imbarcazione ma rappresentano solamente il primo
passo verso la progettazione integrata: il contributo prezioso
dell'ingegneria non deve essere teso a limitare la
creatività dell'architettura, ponendo limiti fissi ed
insuperabili, ma deve rendere fattibili anche le scelte di stile e
compartimentazione più innovative, attraverso lo studio di
nuove soluzioni tecniche, senza vincolare il progetto a
metodologie tradizionali e precostituite.
La tabella sotto riportata, schematizza il processo mentale
seguito in questo viaggio tra differenti tipi di imbarcazioni,
alla ricerca di soluzioni congruenti con i requisiti di progetto:
si inizia, come detto, dal classico megayacht da diporto, che
fornisce un limpido esempio di prodotto costruito sui "desiderata"
dell'armatore: esso è una vera e propria casa di
villeggiatura galleggiante, la distribuzione interna privilegia le
cabine amatoriali e molto dello spazio è dedicato alle zone
comuni e di svago.
Sempre parlando di svago, l'esempio più eclatante è
sicuramente quello della nave da crociera, dove gli spazi dedicati
sono molto articolati e vanno dall'intrattenimento alle cosiddette
attività ludico-ricreative, fino a quelle legate al
wellness: la ricerca del benessere psicofisico trova qui, senza
dubbio, la sua maggiore espressione.
Un aspetto apparentemente controverso nel nostro Explorer è
quello insito nella sua stessa idea di fondo: partire per un lungo
viaggio attorno al globo.
L' armatore sicuramente denota una forte volontà di
distacco dal mondo inteso come fonte di stress, caos e confusione,
allo stesso tempo si riavvicina al mondo attraverso il diretto
contatto con gli elementi naturali che lo circondano.
Se l'esigenza di riservatezza ci richiama alla mente le forme tese
e minacciose proprie delle navi da guerra, al contrario la voglia
di esplorare l'ambiente ha nella nave oceanografica la sua
incarnazione: attraverso la dotazione di apparati satelliti quali
tender, batiscafo ed elicottero, l'Explorer può essere una
vera e propria piattaforma di lancio per escursioni via mare,
cielo e terra.
Un altro aspetto decisivo, opposto al precedente, consiste nella
necessità di proteggersi dagli elementi che in una
navigazione lunga ed impegnativa potrebbero essere spesso ostili;
le risposte in questo senso ci arrivano sicuramente dalle
imbarcazioni da lavoro come trawler e supply vessel, che devono
prestare servizio sovente in condizioni proibitive: ecco che la
linea della nostra nave si deforma, spostando le masse verso prua,
assumendo i connotati tipici delle tipologie sopra descritte e
liberando a poppa zone ridossate, da utilizzare per affacci e
ponti aperti.
Naturalmente l'analisi tipologica, seppur di grande aiuto, non
basta da sola a fornire l'immagine del progetto. Essa costituisce
il supporto a quella che sarà la fase di sintesi, il
momento creativo vero e proprio in cui i singoli frammenti si
organizzano plasmandosi e componendosi in un organismo avente
senso compiuto: avendo, cioè, assimilato dei principi, sia
di tipo concettuale, che di tipo tecnico, abbiamo iniziato con
l'estrapolare e desumere dalle analisi fatte, gli elementi e i
temi architettonici che comporranno il progetto.
Partendo dallo scafo e dai volumi generali, immaginiamo una barca
con una prua molto alta e con un castello appruato, sia per
richiamare tipologie di barche già analizzate, sia
perché l'immagine della barca dovrà suscitare
possenza e imponenza sul mare. Avere il castello molto appruato ci
permette, inoltre, dal punto di vista funzionale, di enfatizzare
la volontà dell'armatore di sentirsi continuamente al
centro. La sua suite sarà il vero e proprio
"nocciòlo", un prisma irregolare incastonato e compenetrato
nel volume nave che, rompendo il tradizionale schema
organizzativo, articolato per ponti orizzontali, attraversa con
salti di livello, doppie altezze, rampe ed elevatori tutte le zone
strategiche dell'Explorer, caratterizzando anche formalmente il
profilo dell'imbarcazione.
L'impianto distributivo e funzionale garantirà all'armatore
di accedere in maniera diretta a tutte le aree ed, inoltre, di
liberare molto spazio verso poppa, lasciando così la
possibilità di sfruttare le superfici rimanenti per lo
svago, per le aree wellness e per il rimessaggio dei vari mezzi di
spostamento alternativi.
Abbiamo dedicato particolare attenzione alla versatilità
del segmento poppiero della nave: è qui che l'anima
camaleontica dell'Explorer si esalta.
Un'ampia zona sotto il galleggiamento è allagabile, per
offrire, a seconda delle esigenze, un comodo bacino interno di
alaggio dei tender (con il portellone di poppa sollevato), oppure
un esclusivo specchio d'acqua privato, immerso in un ambiente
climatizzato ed illuminato da ampi lucernai che in climi opportuni
si aprono per consentire di godere di una prestigiosa spiaggia
privata.
La parte centrale della barca accoglie nei ponti inferiori la sala
macchine ed i volumi tecnici, nei ponti intermedi le cabine degli
ospiti, le aree comuni ed in alto le terrazze ridossate dal volume
del castello.
Le aree di lavoro, con attigue le cabine dell'equipaggio sono a
prua nei sub deck: i percorsi distributivi dedicati agli stessi
sono stati separati per garantire piena efficienza alle
attività di bordo ed una privacy totale all'armatore ed ai
suoi ospiti.
Questo schema distributivo libero e la compartimentazione atipica
costituiscono una soluzione progettuale non comune, che ha
richiesto risposte strutturali innovative.
Prima di introdurre la soluzione dell'Explorer analizziamo le due
più comuni: la struttura a guscio chiuso e quella a
fiancate aperte.
Nella prima (sezione "A"), le aperture sui fianchi sono limitate
perchè le murate, assieme col fondo e con i ponti alti
costituiscono il guscio resistente dell'imbarcazione; in pratica
lo scafo si comporta come un profilato chiuso a sezione
rettangolare, con i ponti che sopportano le sollecitazioni
longitudinali ed i fianchi che trasmettono gli sforzi di taglio.
È la soluzione più efficiente dal punto di visto del peso.
Nella seconda soluzione (sezione "B"), tipica delle navi da
crociera con balconi esterni, la murata è ampiamente forata
dagli accessi all'esterno e dalle passeggiate, quindi la sua
funzione strutturale è sostituita da due paratie
longitudinali poste all'interno delle murate stesse. È una
soluzione più penalizzante dal punto di vista del peso ma
offre maggiore libertà al designer.
La struttura dell'Explorer (sezione "C") rappresenta uno sviluppo
ulteriore della soluzione a fiancate aperte: tutta la struttura
resistente delle murate viene recessata verso l'interno
dell'imbarcazione, mediante una spina centrale a traliccio che
distribuisce gli sforzi di taglio fra i ponti alti ed il fondo.
Èuna soluzione penalizzante dal punto di vista del peso,
perchè richiede particolare attenzione soprattutto alla
resistenza torsionale, ma lascia una grande libertà per la
compartimentazione dei volumi interni.
Siamo giunti dunque al termine dell'iter progettuale che dalla
commessa ci ha portato attraverso diversi passaggi alla
formulazione dell'idea di progetto. Abbiamo proiettato attraverso
la nostra immaginazione, filtrata dalla verifica continua del
bagaglio professionale, l'immagine dell'oggetto-Explorer: in poche
parole abbiamo affrontato il concept design.
Da qui in poi il contributo dei progettisti si articolerà
seguendo le tradizionali fasi di progettazione: il progetto
preliminare, definitivo ed esecutivo.
Sarà in queste fasi che il concept attraverso l'apporto
integrato di tutte le figure professionali impiegate nello sforzo
produttivo, dall'architetto all'ingegnere fino all'ultimo
carpentiere, diventerà concretamente oggetto: la risposta
tangibile dei desideri dell'armatore.
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