Rubrica Ambiente e mare Nautica n.456 del 04/2000

Numero 456 di Ambiente Mare, le notizie dai mari del globo a cura di Eleonora De Sabata, tratte dall’archivio della rubrica mensile della rivista Nautica

Rubrica Ambiente e mare Nautica n.456 del 04/2000

PRESENTATO IL PIANO D’AZIONE PER LA SALVAGUARDIA DELLE BARRIERE CORALLINE STATUNITENSI

La U.S. Coral Reef Task Force ha presentato il primo Piano d’Azione nazionale per la protezione delle barriere coralline. Fra le proposte (che ora dovranno essere vagliate dal Congresso): la creazione entro il 2010 di un sistema di aree coralline protette che riguardi il 20% delle barriere in acque statunitensi, e il raddoppio degli stanziamenti per la ricerca, da indirizzare anche alla mappatura e al monitoraggio dei reef in pericolo. “Siamo in una situazione davvero critica per la protezione di questo ambiente” ha dichiarato il Segretario dell’Interno Bruce Babbit, co-presidente del Coral Reef Task Force. “Il sistema di aree coralline protette accrescerà nel lungo termine la sopravvivenza delle barriere e della ricchissima comunità vivente che da essa dipende. Il piano d’azione, una volta avviato, consentirà inoltre lo sviluppo di un’economia più solida e di lunga durata, e quindi un futuro migliore per la gente che dipende da questo straordinario ecosistema”. Si stima che siano già scomparsi circa il 10% delle barriere coralline mondiali, distrutte soprattutto dall’influenza negativa dell’uomo (inquinamento, pesca eccessiva, raccolta delle madrepore, riscaldamento degli oceani) e si teme per il 60% restante nei prossimi cinquanta anni. La crisi dei reef ha dirette conseguenze anche sulla vita di molte popolazioni: le barriere coralline, che coprono appena l’1% della superficie della Terra, possono “rendere” fino a 375 miliardi di dollari l’anno. “Le barriere sono uno degli habitat più importanti della Terra e sono critici per la stabilità ecologica ed economica di molte comunità” ha dichiarato Roger Rufe, presidente del Center for Marine Conservation (CMC). I reef sono infatti anche un enorme business e generano milioni di posti di lavoro negli soli Stati Uniti, con un volume d’affari di miliardi di dollari ogni anno: oltre 1200 milioni di dollari nelle sole Florida Keys; mentre nelle Hawaii si stima che il ritorno economico di una sola riserva di appena mezzo miglio superi gli 8 milioni di dollari l’anno. Continuiamo con le cifre: il valore dello sbarcato lungo le barriere coralline dei pescatori USA supera i 100 milioni di dollari; altrettanto per la pesca ricreativa (sono stime della National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA). Nei paesi in via di sviluppo, le barriere forniscono un quarto del pescato annuale e garantiscono nella sola Asia cibo per un miliardo di persone. A rischio, insieme alle barriere, sono anche i composti farmaceutici che si vanno scoprendo a ritmi sempre più serrati negli organismi che le compongono: i reef sono infatti considerati una delle “miniere” principali di principi attivi per la cura del cancro, artrite e contro molti virus. Il Piano d’Azione pone le linee guida per comprendere meglio il funzionamento degli ecosistemi corallini e ridurre l’impatto negativo delle attività umane. Questi i punti principali: identificare e designare entro il 2010 il 20% di tutti i reef corallini americani come riserve marine, di concerto con le comunità locali di pescatori e tutte le persone coinvolte. Mappatura di tutti i reef entro il 2009 – oggi solo il 5% dei reef americani è stato schedato. Istituire un sistema di monitoraggio dei reef che sorvegli lo stato di salute dei reef americani. “Dobbiamo agire rapidamente per invertire la tendenza al sovrasfruttamento e distruzione delle barriere coralline” ha dichiarato Rufe. “Il Coral Reef Task Force è stato un modello esemplare di cooperazione tra scienziati, pescatori, opinione pubblica e governo; ma non approderemo a nulla se il pubblico, il Congresso e l’Amministrazione non approveranno gli investimenti necessari”.

LEONARDO DI CAPRIO E IL MARE

sarà il giovane attore americano il portavoce della giornata dell’ambiente e del mare “Dive In to Earth Day” (www.earthday.net). L’evento si annuncia come il maggior sforzo di PR per la scienza e la conservazione del mare. Per una settimana, dal 15 al 22 aprile, in tutti gli Stati Uniti si moltiplicheranno le iniziative per stimolare l’attenzione del pubblico sull’ecosistema marino, coinvolgendo studenti, scienziati, uomini d’affari. Di Caprio punterà l’attenzione sulla relazione tra i danni alle barriere coralline, il riscaldamento globale e la necessità di conservare energia. Per informazioni andate alla pagina: www.coral.org/divein.html.

RICAMBIO DELL’ACQUA IN ALTO MARE CONTRO LE SPECIE INVASIVE:

La California è il primo stato americano a richiedere per legge il ricambio in alto mare dell’acqua utilizzata dalle navi per la zavorra, così da minimizzare la possibilità di introdurre accidentalmente specie animali straniere nelle acque californiane.

GIOCHI CRUDELI CON ARAGOSTE VERE

Rimossi dopo le proteste della Società Giapponese per la Prevenzione della Crudeltà sugli Animali i giochi “Submarine Catcher” installati a centinaia nel paese del Sol Levante. Un braccio meccanico controllato dal giocatore consente di catturare aragoste vive e altri organismi marini; dopo l’introduzione di cento macchine nel febbraio scorso ne erano state ordinate altre duecento.

KEIKO, L’ORCA DI FREE WILLY, NUOTA ORA IN UNA GABBIA PIU’ AMPIA

Continua il riambientamento nel suo ambiente naturale di Keiko, l’orca del film Free Willy. Il cetaceo ha ora a disposizione una zona molto più vasta dove nuotare nella Klettsvik Bay. Per seguire la sua vicenda seguite il link www.oceanfutures.org.

HANNO VINTO LE BALENE DELLA BASSA CALIFORNIA

Dopo mesi di proteste di molte associazioni ambientaliste internazionali, il presidente messicano Ernesto Zedillo ha deciso di arrestare il progetto di ampliamento delle saline nelle vicinanze della laguna San Ignacio, importante zona di riproduzione e sosta delle balene grigie. Il progetto congiunto della Mitsubishi Corporation e del governo messicano aveva mobilitato l’opinione pubblica mondiale, preoccupata dei possibili effetti negativi sui cetacei. Nel ribadire che, al contrario, gli studi di impatto ambientale non prospettavano alcun rischio, il presidente messicano ha però annunciato di avere preferito dedicare quella zona all’ecoturismo. La salina, un progetto di oltre 150 milioni di dollari, sarebbe dovuta sorgere nei pressi della laguna, dichiarata dall’ Unesco una zona di importanza mondiale nel 1993. I gruppi ambientalisti hanno esultato alla notizia: “È stata una lunga battaglia durata per cinque anni contro una delle più ricche società del mondo e contro il governo messicano” ha dichiarato Homero Aridjis, presidente del Gruppo dei 100, la prima delle associazioni a denunciare il piano; nel luglio scorso 34 fra gli scienziati più rispettati del mondo avevano firmato una petizione per la salvaguardia della laguna.

ECATOMBE DI DELFINI IN FRANCIA

Quattrocento delfini si sono spiaggiati nel giro di pochi giorni, a febbraio, lungo la costa bretone francese. Molti di essi erano feriti, con evidenti tracce di incontri-scontri con i pescatori francesi e spagnoli impegnati nella pesca a circuizione.

NUBE DI SABBIA SAHARIANA COLPISCE I REEF CARAIBICI

Una gigantesca nuvola di sabbia sahariana ha coperto un’area vasta centinaia di migliaia di chilometri quadrati dell’Atlantico orientale. Studi recenti del dipartimento di geologia del governo americano hanno associato il declino dei reef caraibici con le sempre maggior frequenti tempeste di sabbia sahariana. La prima immagine di questa straordinaria tempesta di sabbia è apparsa sui monitor dei ricercatori alla fine di febbraio: si era spinta di oltre mille miglia dalla costa e raggiungeva i 5000 metri di altezza. Non è insolito che nubi di sabbia africana raggiungano i Caraibi, tanto che spesso i servizi meteorologici degli stati antillani sono costretti ad emettere bollettini di avviso d’inquinamento. Altri studi suggeriscono che potrebbero persino determinare la frequenza e l’intensità degli uragani che si formano nell’Atlantico orientale. Per saperne di più seguite questi link: seawifs.gsfc.nasa.gov/SEAWIFS.html, www.thirdworld.org/role.html e catbert.er.usgs.gov/african_dust/.

Gli altri articoli disponibili in linea
Anno 

 Gen

 Feb

 Mar

 Apr

 Mag

 Giu

 Lug

 Ago

 Set

 Ott

 Nov

 Dic

1997 417 418 419 420 421 422 423 424 425 426 427 428
1998 429 430 431 432 433 434 435 436 437 438 439 440
1999 441 442 443 444 445 446 447 448 449 450 451 452
2000 453 454 455 456 457 458 459 460 461 462 463 464
2001 465 466 467 468 469 470 471 472 473 474 475 476
2002 477 478 479 480 481 482 483 484 485 486 487 488
2003 489 490 491 492 493 494 495 496 497 498 499 500
2004 501 502 503 504 505 506 507 508 509 510 511 512
2005 513 514 515 516 517 518 519 520 521 522 523 524
2006 525 526 527 528 529 530 531 532 533 534 535 536
2007 537 538 539 540 541 542 543 544 545 546 547 548
2008 549 550 551 552 553 554 555 556 557 558 559 560
2009 561 562 563 564 565 566 567 568 569 570 571 572
2010 573 574 575 576 577 578 579 580 581 582 583 584
2011 585 586 587 588 589 590 591 592 593 594 595 596
2012 597 598 599 600 601 602 603

sull'autore

Nautica Editrice

Nautica Editrice

Lascia un commento

Optimization WordPress Plugins & Solutions by W3 EDGE
Iscriviti alla Newsletter

Iscriviti alla Newsletter

Potrai essere aggiornato su tutte le novità sul modo della Nautica.

Grazie la tua iscrizione è andata a buon fine.