Rubrica Ambiente e mare Nautica n.550 del 02/2008

Numero 550 di Ambiente Mare, le notizie dai mari del globo a cura di Eleonora De Sabata, tratte dall’archivio della rubrica mensile della rivista Nautica

Rubrica Ambiente e mare Nautica n.550 del 02/2008

LE MEGATTERE SCAMPANO AI GIAPPONESI

– Grande tensione fra australiani e giapponesi riguardo la caccia alle balene. Ma per una volta iI governo nipponico ha ceduto alle pressioni e rinunciato per quest’anno alla cattura di 50 megattere – una specie che il balenieri di questo paese (ufficialmente) non catturano da 60 anni. Le megattere, balene che raggiungono i 15 metri di lunghezza e capaci di migrazioni di migliaia di chilometri, sono conosciute per le melodie lunghe e profonde intonate dai maschi per il corteggiamento. Niente da fare per le altre 900 balene di diverse specie che i giapponesi hanno intenzione di uccidere quest’anno: ufficialmente nel nome della scienza, in realtà per saziare l’appetito di carne di balena. www.youtube.com/watch?v=AkDvFdMATnI

LA MAPPA DELL’ANTARTIDE

– Ha una risoluzione straordinaria la nuova mappa del continente di ghiaccio realizzata dalla NASA sulla base di circa 1.100 immagini scattate dal satellite Landsat 7 fra il 1999 e il 2001. LIMA (Landsat Image Mosaic of Antarctica) ha una risoluzione dieci volte maggiore del passato e offre grandi opportunità alla scienza: “È come essere passati da un televisore in bianco e nero a uno schermo ad alta definizione” ha dichiarato il capo progetto della NASA, ricordando che questo strumento offre, oltre alla visione di zone di difficile accesso, anche la possibilità di valutare i movimenti dei ghiacci e di seguire la loro evoluzione nel tempo: un importante strumento nello studio degli effetti dei cambiamenti climatici. Le immagini di Landsat 7 sono disposte una accanto all’altra come le tessere di un mosaico. La carta è scaricabile gratuitamente sul portale della NASA. lima.usgs.gov/

IL POLITECNICO DI MILANO… E LA GRANDE BARRIERA AUSTRALIANA

– Gli ingegneri del Politecnico di Milano hanno realizzato un sistema wireless di rilevamento per il monitoraggio della Grande Barriera Corallina australiana, in collaborazione con la Università of Queensland e altri partner italiani e australiani. La barriera – un nastro di corallo che si allunga per 2.000 chilometri lungo la costa orientale australiana e che, per dimensione e ricchezza di biodiversità, è considerato dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità – è a rischio per le conseguenze dell’impatto delle attività umane e dei cambiamenti climatici. Per consentire ai tecnici la valutazione dello stato delle acque in tempo reale e, in caso di necessità, un rapido intervento, il Politecnico ha realizzato una serie di sofisticate boe che rilevano e, attraverso un sistema wireless, comunicano a terra i parametri dell’acqua. La sfida tecnologica, che ha reso questo sistema unico a livello mondiale, risiede principalmente nella progettazione della rete di monitoraggio che garantisce una qualità di servizio elevata in un ambiente esterno estremo (l’ambiente marino, caratterizzato da moti ondosi e maree) e non in laboratorio o in un ambiente controllato. Le boe sono a basso consumo energetico e utilizzano piccoli pannelli solari per l’accumulo dell’energia in batterie ricaricabili o supercondensatori, risolvendo i problemi di approvvigionamento energetico. www.dei.polimi.it/news/dettaglio.php?id_elemento=33&idlang=ita

BUONE NOTIZIE PER LE BALENE ITALIANE

– Hanno fatto la spola per tutta l’estate fra Civitavecchia e Golfo Aranci a bordo dei traghetti Sardinia Ferries, frugando fra le onde in cerca di balene. Sono i cetologi dell’Accademia del Leviatano, che hanno effettuano 36 traversate di 120 miglia, e in 160 ore di osservazione hanno ottenuto risultati interessanti: cinque le specie avvistate e un notevole incremento degli incontri di stenelle (+30%) ma soprattutto di balene (+85%) rispetto ai monitoraggi effettuati negli anni ’90. La frequenza di avvistamenti media è stata di uno ogni due ore per le stenelle e di uno ogni cinque per le balenottere. Queste due specie, oltre al tursiope, sono state incontrate soprattutto in vicinanza della costa sarda; individuato anche un canale di migrazione preferenziale per la balenottera. La presenza di balenottera è maggiore nei mesi di giugno-luglio, rispetto ad agosto-settembre, a sostegno della dinamica migratoria della specie. www.geocities.com/RainForest/Canopy/2532/index.htm

I SEGRETI DEI MAMMIFERI APNEISTI

– I mammiferi marini sono famosi per le loro apnee, che possono protrarsi anche per decine di minuti. In questi intervalli di tempo cacciano, nuotano, si immergono anche a centinaia di metri di profondità senza minimamente risentire della lunga mancanza di ossigeno. Alcuni adattamenti fisiologici consentono loro di mantenere un flusso costante di ossigeno al cervello, ma non sono sufficienti per spiegare del tutto questa loro capacità. I ricercatori dell’Università della California credono ora di aver individuato la risposta nel cervello di delfini, balene e lontre, dove hanno riscontrato elevati livelli di “globine”, proteine che trasportano l’ossigeno simili all’emoglobina, che sembrano proteggere il cervello dall’anossia. www.ucsc.edu/news_events/press_releases/text.asp?pid=1815

DIESEL DALLE ALGHE: SUBITO

– La Shell è la prima grande compagnia petrolifera a impegnarsi nella produzione di biofuel derivante dalle alghe: queste, infatti, crescono rapidamente, sono ricche di olio vegetale e possono essere coltivate in pozze di acqua marina, minimizzando l’uso di terra fertile e di acqua dolce. La compagnia annuncia infatti l’immediata realizzazione di un progetto pilota alle Hawaii, che si prevede possa produrre 15 volte di più di altre colture per biofuel, oltretutto criticate per la deforestazione e l’aumento del prezzo dei cibi. La ricerca in questo campo, iniziata dal governo americano negli anni ’90, era stata accantonata per anni, visto il prezzo relativamente basso del combustibile; con l’impennata di questi ultimi mesi la Shell, in collaborazione con la HR Biopetroleum, ha dato vita al nuovo progetto di ricerca chiamato Cellana.

MAREVIVO PER LA LOTTA ALLA PESCA ILLEGALE

– Istituito dal ministro De Castro un forum permanente sulla pesca illegale, che coinvolge associazioni ambientaliste, rappresentanti della pesca e sindacati. Marevivo plaude l’iniziativa ricordando la sua ultima campagna, Mediterranean Freedolphin – marchio che identifica il pescato catturato con sistemi legali, cui l’associazione lavora a livello mediterraneo. Il presidente, Rosalba Giugni, ricorda le conseguenze anche economiche della pesca illegale: “Migliaia di ettari di praterie di Posidonia distrutte dalle reti a strascico sotto costa (5 milioni di euro il costo per un ettaro di riforestazione), 1.000 chilometri circa di reti illegali sequestrate ogni anno dalle Capitanerie di Porto”. E suggerisce alcune soluzioni: “Bisogna dotare gli organi di controllo di strumenti adeguati come le imbarcazioni tipo SUPPLY VESSELS, appositamente attrezzate per agevolare il sequestro delle reti illegali in mare, far rientrare le attività di pesca nella legge che istituisce in Italia la zona di tutela ecologica, dando così la possibilità al nostro Stato di intervenire sugli illeciti anche oltre le 12 miglia del mare territoriale, avviare mirate attività di educazione e informazione e molte altre azioni che mi auguro possano trarre un forte impulso da questo tavolo di lavoro congiunto”. www.marevivo.it

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