Nudi alla meta

Esperienze di bordo:, storie di viaggi, crociere in mare o sul lago raccontate direttamente dai lettori di Nautica..

NUDI ALLA META

di Marcello Cavallo

Un racconto surreale, ma mica poi tanto, dei problemi che s’incontrano quando si cerca di diventare diportisti.

Le drammatiche esperienze passate la scorsa estate sulla riviera adriatica a diretto contatto con la mucillagine e con i turni forzati di spalamento della battigia, hanno definitivamente convinto il signor Brambati – geometra del catasto – a comprarsi, per le prossime vacanze, una barca munita di motore fuoribordo. Dopo tutto, il mutuo ipotecario per il videoregistratore hi-fi stereo con dolby differenziato a sintonia intercontinentale è stato finalmente pagato. La legge 167 e il nuovo P.R.G. (piano regolatore generale) anche per queste elezioni non saranno approvati, quindi niente debiti per la casa in cooperativa. Ma la cosa principale è che questa volta sarà “LUI” a far morire d’invidia i vicini di scrivania con proiezione multi- mediale di spiagge deserte e mari cristallini, raggiungibili ovviamente solo dopo lunghe ed avventurose navigazioni. La decisione è ormai presa, sentita la famiglia si opta, come prima esperienza marinara, per un coloratissimo gommone. Consultate le pagine gialle, eccolo finalmente entrare timidamente un sabato pomeriggio di fine autunno, nel più fornito centro nautico della città. È accolto da un aitante giovanottone che con modi gentili gli estorce il motivo della visita. “Vorrei acquistare un gommone sui 4 metri con relativo motore”, balbetta il signor Brambati. “Sa, la mia famigliola ama trascorrere le vacanze al mare, su spiagge tranquille con mare pulito”. La parola acquistare causa un’improvvisa metamorfosi del giovanottone. Gli si allungano visibilmente i canini, un’abbondante salivazione gli gocciola dalle labbra, gli occhi s’incattiviscono e con voce sinistra sussurra: “Prego, si accomodi e… mi dica, come lo vorrebbe questo gommone?”. Con comprensibile soggezione, il geometra Brambati, tenta di spiegare che un gommoncino dal costo contenuto potrebbe essere l’ideale per le sue esigenze.

A questo punto si sente penetrato dagli sguardi esterrefatti degli abbronzatissimi clienti sparsi per il centro nautico, contemporaneamente si rende conto che le “gigantesche sculture in gomma, vetroresina e acciaio inox che sovrastano l’ufficio non sono altro che gommoni in esposizione. Il vampiro – pardon – il venditore, con dovizia di particolari tecnici comincia a parlare di traversate oceaniche con mare forza 10, del problema di doppiare Capo Horn, dei quintali imbarcati ed imbarcabili per ogni necessità, di campeggio nautico alle Seychelles, di pesca al marlin sul reef australiano, di 60 o 70 nodi (non quelli di corda), di carene realizzate con tecnologie spaziali per essere utilizzate anche in navigazioni terrestri, di impianti luci con sonar a raggi infrarossi per l’individuazione notturna di branchi di tonni e via discorrendo.

Il parlare dello squalo, pardon del venditore, è corredato da depliant patinati e bloc-notes con preventivi già fatti. La discussione si protrae per alcune ore e solo quando la moglie del geometra, visibilmente seccata, entra in un maxi-yacht in esposizione per preparare la cena ai bambini, il sempre più timido signor Brambati firma il contratto. Finalmente la barca è sua.

Certo la spesa iniziale non doveva superare i 6 o 7 milioni tutto compreso, ma in compenso ormai è proprietario di un super- maxi-gommone di oltre 8 metri con due motori da 275 cv, omologato per traversate oceaniche, strumentazioni satellitari sparse ovunque al modico prezzo di 120 milioni, Iva esclusa. Sull’uscio della porta, tra un saluto e un augurio, lo sciacallo gli rifila un carrello porta barca da 10 tonnellate precedentemente dimenticato. Solo in seguito il geometra si renderà conto che è costretto a cambiare anche la Fiat Punto, poco efficace per quel convoglio. La grande avventura comincia, si tratta solamente di sbrigare alcune formalità tecnico- amministrative e pagare qualche gabella. Per prima cosa deve immatricolare il “gommoncino” e contemporaneamente inoltrare le pratiche per il conseguimento della patente nautica. Comincia così un vorticoso giro di telefonate e raccomandate A.R. alla casa costruttrice, all’importatore, al grossista, al titolare del centro nautico, alla suocera del progettista, inseguendo il certificato di stazza lorda, di omologazione del prototipo, della fattura autenticata, del progetto di massima con relativa bozza e così via discorrendo. Solo dopo alcuni mesi, grazie soprattutto ad alcune amicizie particolari e non dopo aver sborsato svariate centinaia di migliaia di lire tra leciti ed illeciti, riesce ad ottenere l’incartamento per avviare l’immatricolazione presso la M.T.C. Purtroppo però, non avendo amici presso tale ufficio, è costretto ad oltre un mese di attesa. Per la patente invece non ci sono problemi. Società altamente specializzate sono in grado di offrire la patente nautica chiavi in mano, in base a tariffe predeterminate, che vanno dalle 800 mila in su applicando una proporzionale rispetto all’urgenza dell’importante documento; esami, pratica, cultura marinara sono solo formalità ed una inutile perdita di tempo. Durante l’affannosa ricerca di certificati e consimili, il povero Brambati dimentica di mettere in regola l’imbarcazione con le dotazioni di sicurezza.

Ed eccolo nella giungla dell’incertezza e dell’interpretabile: giubbotti di salvataggio, ciambelle, estintori, zattere autogonfiabili, fuochi a luci rosse e fuochi artificiali, cassette di pronto soccorso, remi, mezzi marinai (non valgono i figli), tutto conforme e non è chiaro a cosa o a chi e poi il nuovo incubo dei diportisti del 2000 “il marchio CE”. Quando tutto è acquistato l’angoscioso ed amletico dubbio di ogni diportista: “Ma è tutto in regola ?”.

La risposta solitamente arriva ogni qualvolta si viene fermati in mare da qualche motovedetta e si pagano sistematicamente multe salatissime. Manca sempre qualcosa e quando non manca nulla, qualcosa se non tutto, è scaduto o non è a norma “CE”.

Il Centro Nautico nel frattempo gli fa pervenire una fattura di pagamento relativa al montaggio del gommone e del motore compresi i vari accessori: la lista è dettagliata e tra viti e bulloni rigorosamente in acciaio inox a “Normativa CE” e mano d’opera pure marcata “CE” si supera il milione, spesa purtroppo non preventivata all’atto di acquisto.

Nei ritagli di tempo, il geometra, si reca da un vecchio amico di scuola, affermato avvocato e parlamentare, per un corso accelerato di giurisprudenza che gli serve per correttamente interpretare e pagare la famigerata “tassa di stazionamento”, ma è costretto ad una interpellanza Parlamentare per compilare esattamente il bollettino di c/c postale.

Le varie polizze di assicurazione (carrello, motore, gommone ecc.) fortunatamente non creano grossi problemi burocratici. Le compagnie assicuratrici, si sa, sono aziende snelle e super- efficienti… quando si tratta di incassare gli importi relativi ai premi. Sembra tutto in ordine, mancano ormai pochi giorni al Ferragosto e il geometra, con una raggiante abbronzatura lunare finalmente, con la famigliola ed il convoglio al traino, è in fila a passo d’uomo, tentando di raggiungere la più vicina località marina per il varo. Aveva cercato invano un posto-barca presso i vari Circoli Nautici* sparsi lungo la costa, ma purtroppo neanche la vendita della casa sarebbe sufficiente a pagare i pochi metri quadrati d’acqua per ormeggiare il gommone in un porto sicuro.

* Il Circolo Nautico è paragonabile ad una setta demoniaca, capace di far materializzare o smaterializzare un posto barca, con un rito magico ultra-segreto. La Cerimonia, officiata dal Gran Sacerdote (Il Presidente) parte da un attento esame del modello 740 (il 101 e il 730 solitamente non vengono neanche presi in considerazione) e in base alla professione, applicando una formula magica con parole rituali dattiloscritte in una busta gialla, si riesce a conoscere la posizione patrimoniale e non solo, del neo- diportista e a decretarne così il futuro di “Lupo di Mare”.

Si accorge in seguito che porti sicuri non esistono e così opta per la più sportiva pratica del traino (nulla a che vedere con la pesca alla traina). Il lungo viaggio a passo d’uomo viene bruscamente interrotto da una pattuglia della stradale. Fermato per un controllo quasi l’arrestano, quando, dopo alcune ore di attente e minuziose verifiche, gli agenti si accorgono che la targa ripetitrice del carrello non è esattamente conforme alle ultime disposizioni di legge in materia (Normativa CE).Il geometra aveva, ahimè, dimenticato uno stock di versamenti alla motorizzazione per regolarizzare la targa. Paga suo malgrado le 500.000 di multa e solo la sua educazione e pazienza gli evitano il sequestro dei mezzo. Raggiunto il porticciolo nel tardo pomeriggio, finalmente il geometra fa la conoscenza con uno scivolo, oggetto misterioso di cui tanto aveva sentito parlare. Ovviamente completamente intasato di barche e barchette e di varo neanche a pensarci. Chiede a un omaccione con una tuta blu sponsorizzata, come poter risolvere il problema e in risposta gli viene indicata una specie di gru il cui costo al minuto è equivalente ad uno scavo di sbancamento di un palazzo, ma purtroppo l’ultimo assegno gli era servito per fare il pieno del carburante e non accettano la carta di credito. Momento di sconforto ma ecco l’idea. Con la gioia dei figlioli e della moglie ormai abbrutita, dopo una ricca mancia riesce a trovare una sedia a sdraio in sedicesima fila, e per il bagno ormai al tramonto, fitta un pedalò con scivolo incorporato e si allontana dalla confusione, portandosi nei pressi della seconda bandierina per un bagno rinfrescante ed ecologico. Le vacanze sono finite, il “Mostro” cioè il gommone, è ancora in attesa di varo con il cartello “vendesi” in evidenza, ed il nostro caro geometra, con un velo di delusione sul volto prenoterà per il prossimo anno la solita pensioncina tutto compreso in riviera. Le barriere artificiali anti-mucilagine e la costruzione di nuove piscine comunali gli garantiranno almeno il bagno giornaliero. Questa storia non è molto lontana dalla realtà, questa è ciò che politici, stampa specializzata, imprenditori economici e aziende per il turismo chiamano nautica da diporto. In Italia, terra di santi e navigatori, il geometra Brambati è uno dei tanti diportisti mancati. Un numero statistico su cui uomini di marketing, commendatori e cavalieri delle tavole rotonde continuano a ipotizzare proiezioni di vendite o piagnistei di crisi del settore nautico durante i sempre più numerosi convegni alle fiere nautiche d’autunno e di primavera…… Ma questa è un’altra storia.

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