PRESENTATO AL PORTO TURISTICO DI MARINA DI RAGUSA IL VIAGGIO-RACCONTO DEL RAID MAN GIOVANNI BRACCO

PRESENTATO IERI SERA AL PORTO TURISTICO DI MARINA DI RAGUSA IL VIAGGIO-RACCONTO DEL RAID MAN GIOVANNI BRACCO CHE HA NAVIGATO DA SOLO NEL MEDITERRANEO. SI LAVORA AD UN RAID DEDICATO ALLE ROTTE DEI MIGRANTI. RAGUSA – Affascinante come sempre il viaggio-racconto di Giovanni Bracco, il raid man che è tornato ieri sera al Porto Turistico di Marina di Ragusa per offrire, in anteprima, i dettagli del “Raid Mediterraneo 2013”, il raid che ha condotto durante l’estate partendo da Genova, passando dalla Corsica, dalla Sardegna, dalla Sicilia (con tappa anche al porto ibleo) per spingersi poi in Grecia fino ai confini con la Turchia. A bordo di un gommone equipaggiato e di cui ha effettuato i relativi test tecnici, in solitaria Bracco ha dunque incrociato le rotte del mar Mediterraneo, accompagnato da qualche delfino e dal volo dei gabbiani. Ieri sera, alla meeting room del porto, invitato da Giovanni Iengo del circolo nautico di Cava d’Aliga e con l’ausilio di bellissime immagini multimediali, Bracco ha raccontato passo dopo passo questo lungo viaggio in mare che segna il traguardo di 20 anni di attività nel sep tore. Lo ha ricordato proprio Iengo in fase di presentazione: “Lo scorso anno abbiamo avuto ospite Bracco e ci ha raccontato un riassunto importante dei suoi raid. Da quest’anno abbiamo deciso di dedicare in modo tematico un incontro ad uno dei suoi raid. Lui ne fa due all’anno, quello invernale, finalizzato al Gommoshow di Roma, e quello estivo che permette di testare l’imbarcazione che sarà poi esposta al Salone internazionale della nautica a Genova. E’ sicuramente un viaggio molto interessante che regala tante emozioni e di cui ringraziamo Bracco per aver aderito alla proposta di realizzare una tappa del suo raid proprio al Porto Turistico di Marina di Ragusa che come sempre si mette a disposizione per queste iniziative”. E il raid man ha spiegato che il suo “Raid Mediterraneo” è stato particolarmente interessante anche perché in qualche modo aveva una valenza celebrativa: “Da 20 anni faccio raid – ha detto Bracco tra una foto e l’altra – Il primo si chiamava proprio Raid Mediterraneo. Era il 1993. Sono partito con un amico che adesso non c’è più, Stefano Castiglioni, e a lui, 20 anni dopo, ho dedicato questo nuovo raid chiamandolo allo stesso modo e spingendomi fino all’isola greca di Kastellorizo, quella dove hanno girato il film “Mediterraneo” di Salvatores, a circa 6 km dalla Turchia. Insomma una commemorazione. Ma c’è poi anche l’emozione di aver visto e visitato tanti luoghi magici che mi hanno lasciato molto. Particolare e ricca di incredibili emozioni la tappa che mi ha portato da Licata al Porto Turistico di Marina di Ragusa perché ero accompagnato da un ragazzo speciale che ama il mare quanto me. Per me è stata una grande gratificazione e al tempo stesso una tappa toccante che mi ha permesso di arrivare appunto in questo porto che è davvero molto bello, ben strutturato e con gente che sa essere ben accogliente. Davvero complimenti”. Bracco ha raccontato alcuni episodi ed aneddoti di questo raid che è andato molto bene nonostante il forte vento che in estate falcidia le isole greche e nonostante qualche piccolo imprevisto che lo ha spinto, almeno per qualche minuto, in completa balia delle onde. Superato tutto, ha fatto ritorno passando dal Canale di Corinto e poi dallo Stretto di Messina per far rientro a Genova. Proprio ieri sera, al termine dell’incontro al Porto Turistico di Marina di Ragusa, sia Bracco che Iengo hanno annunciato un’iniziativa che intendono portare avanti nei prossimi mesi. L’idea è quella di creare un raid denominato “Sulle rotte della speranza”. Si intendono ripercorrere, al contrario, le rotte che solitamente usano i migranti per approdare in Italia, con assoluto pericolo e spesso vivendo dei veri e propri drammi. “Vogliamo tentare di dare un messaggio positivo, di accoglienza – spiega Iengo – ma soprattutto vogliamo far capire alle istituzioni che devono essere più sensibili rispetto a questa problematica che non è solo nazionale ma deve trovare il coinvolgimento dell’Europa”. Tornando al “Raid Mediterraneo”, è stato ricordato che con l’ausilio di supporti multimediali e satellitari, il viaggio di Bracco è stato costantemente seguito da tanti appassionati che si sono collegati al web per vivere insieme al raid man l’appassionante percorso in mare. Un modo per “sentire”, pur se soli in mezzo al mare, l’affetto di tanti amici ed appassionati: “Sapere di essere solo ma al tempo stesso seguito e quasi accompagnato da centinaia di utenti che da tutto il mondo si collegano per vedere in continuo aggiornamento le mie imprese in mare mi fa sicuramente molto piacere. Inoltre, grazie al satellite, sanno sempre dove mi trovo qualora avessi bisogno di aiuto”.

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