Charter in Bretagna, corsari del re

La Bretagna, terra selvaggia, aspra ed austera, è la patria dei più famosi marinai, esploratori e corsari, votati al mare che è così presente in ogni sua zona

CORSARI DEL RE

Bretagna

Confine naturale tra la Manica e l’Oceano Atlantico, rappresenta ciò che rimane di un terra emersa circa seicento milioni di anni fa e plasmata in forme diverse, a seconda della consistenza delle rocce. Il Massiccio Armoricano si è così trasformato in colline, altopiani, con rilievi che arrivano fino al mare ad inasprire le rive, dove si aprono insenture di tutte le dimensioni, formate dal lento lavoro dei ghiacciai. Poi la sabbia trasportata dai corsi d’acqua ha riempito le baie, come è accaduto intorno al singolare Mont Saint Michel, congiungendo anche isole alla terraferma, come nel caso della penisola di Quiberon. Coste selvagge, con spiagge di finissima sabbia bianca, isole deserte e fiordi spettacolari, si alternano rendendo il paesaggio di rara bellezza. Una regione quindi, molto diversa da tutte le altre della Francia, in cui mare e costa convivono in perfetta simbiosi, come del resto i suoi abitanti con la sua natura aspra e forte.

Terre abitate fin dalla preistoria, da popoli di cui non si sa la provenienza ma che hanno lasciato menhir, dolmen ed altre costruzioni, concentrate nella zona di Carnac. Solo nel VI secolo avanti Cristo, arrivarono i galli che furono poi battuti da Giulio Cesare che, con le sue legioni, conquistò tutta la zona. Poi le invasioni barbariche riportarono tutta la zona allo stato selvaggio, furono i celti che, scappando dalla Gran Bretagna in seguito alle invasioni danesi, si unirono ai galli rimasti formando il fiero popolo bretone.

Molto legati ai riti ed alle tradizioni pagane, che si ritrovano ancora oggi in superstizioni e dicerie, i bretoni sono più pescatori che agricoltori, tanto che oltre metà della produzione ittica francese proviene da qui. Ma non solo in mare, la raccolta dei molluschi e la coltivazione di ostriche e cozze si effettua un pò ovunque. Nel 14° secolo i bretoni si trasformarono da pescatori in predoni, attaccando navi inglesi ed olandesi e soprattutto, ingannandole con falsi fari e facendole colare a picco sugli scogli della loro penisola.

La vera Bretagna è comunque quella bassa. La parte superiore della penisola è troppo francese, sotto invece, nelle regioni di Vannetais, Cornouaille, Pays de Leon, Tregorrois e Penthievre è d’obbligo la lingua bretone, qui i celti la fanno ancora da padroni. Sono qui i porti più famosi della costa atlantica francese, da qui partono le più importanti regate oceaniche, qui nascono le barche più ardite, i progetti più avventurosi.

Abitualmente le crociere iniziano dai porti intorno a Brest, nella regione di Finistere. Qui d’estate i venti sono generalmente moderti e soffiano da sud o sud-est. La zona è molto adatta per imparare, visto che si naviga sempre a vista, c’è da tener conto delle maree la cui escursione è tra i 4 ed i 6 metri. E proprio la variazione delle maree rende unici alcuni suggestivi paesaggi. L’isolotto di Mont St. Michel che diviene ad ogni variazione terra ferma, è solo il caso più famoso, ma anche nella vicina Saint Malò, forse la più tipica delle città della costa, completamente ricostruita, con le stesse pietre dopo l’incendio del 1944, ancora circondata dalle mura che videro le imprese dei più accaniti corsari.

Del resto le vicende della Bretagna hanno sempre per testimoni di grande levatura. Lancillotto del Lago proveniva proprio da qui, mentre a Cap Frehel, quando il mare è calmo si può intravedere la porta dorata da cui escono le fate dell’Atlantico che tramutano in sassi gli uomini che tentano di far loro la corte. A guardia del porto di Landerneau, vicino Brest, c’é invece una grande tromba d’aria chiamata Morisse, che abita le caverne sottostanti ed esce fuori quando il porto viene minacciato. Ma al dilà delle leggende, rimane il fatto che la marineria da diporto moderna molto deve ai bretoni, di cui il rappresentante più famoso è forse Eric Tabarly che con la sua scuola di mare ha formato molti dei più famosi navigatori oceanici, come del resto la scuola dei Glenans, che opera in zona, riesce a dare ai diportisti una formazione che non ha eguali in tutto il resto del mondo.

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