
ANIMALI PERICOLOSI
La maggioranza delle lesioni da animali marini non sono pericolose per
la vita e provocano solo lievi disturbi, ma è indispensabile
imparare a identificare ed evitare le forme di vita marina
potenzialmente pericolose.
La tracina (Trachinus Vipera)
È un pesce comune dei fondali
sabbiosi sia in mare aperto che vicino alla riva; facilmente viene
disturbata dai bagnanti che possono riportare una puntura della pianta
del piede da parte della spina dorsale del pesce. Il dolore acuto,
profondo, frequentemente irradiato alla parte prossimale dell'arto
è la caratteristica principale della sua puntura. Il dolore
raggiunge l'acme di intensità entro 30 minuti dalla puntura e
poi lentamente diminuisce, ma una certa dolenzia della parte
interessata può persistere fino a 24 ore, a volte con residuo
di formicolii e altre alterazioni della sensibilità.
Cosa fare? La ferita va lavata con acqua dolce e detersa dalle
eventuali impurità. Successivamente la parte interessata deve
essere immersa per 30-60 minuti nell'acqua più calda che il
paziente può sopportare; la tossina responsabile della
sintomatologia dolorosa viene infatti inattivata dal calore.
Ricci di mare
Sono gli organismi marini più diffusi sulle
coste del Mediterraneo e quelli nei quali è forse capitato di
imbattersi maggiormente; per evitarli è utile calzare scarpe di
gomma, in spiaggia e in acqua. La puntura degli aculei di un riccio di
mare può causare dolore e bruciore, soprattutto se le spine si
spezzano all'interno della pelle.
Cosa fare? Sciacquare bene la parte colpita con acqua di mare e
disinfettarla, quindi cercare di estrarre la spina dalla cute.
È meglio evitare di utilizzare le dita se si ha a disposizione
una pinzetta. Se la spina è in profondità si può
applicare aceto per scioglierla.
Punture da pesci velenosi
Alcune centinaia di specie di pesci sono
provviste di aculei o spine connessi a ghiandole produttrici di
sostanze irritanti che, se inoculate nella cute umana, sono
responsabili di dolore acuto, edema e, a volte, necrosi circoscritte.
È il caso di vari pesci comuni nei nostri mari (razza, pesce-
ragno, pesce-gatto, scorfano, etc.) e di molti pesci dimoranti nei
mari tropicali, come il pesce-pietra e i grandi dasiatidi, che possono
indurre una sintomatologia generale di tipo prevalentemente cardio e
neurotossico, sovente con convulsioni e shock. I segni e i sintomi di
una puntura da spine di pesce includono immediato forte dolore, una
puntura o una più grande lacerazione, la colorazione violacea o
nera della cute, il sanguinamento, la nausea, il vomito, il
rigonfiamento della parte colpita, lo shock e l'arresto cardio-respiratorio
Cosa fare? Se la spina è visibile, è opportuno
rimuoverla con l'aiuto di pinze chirurgiche o estetiche e irrorare la
ferita con acqua dolce o soluzione salina. Per inattivare il veleno,
la zona ferita dovrebbe essere immersa in acqua calda (massimo 45°C)
per 30-90 minuti. Far valutare la situazione da un medico e
controllare l'infortunato per l'eventuale insorgenza di reazioni
allergiche o infezioni della ferita. Se la puntura è di pesce
pietra, sarà necessario iniettare l'antiveleno specifico.
Morsi e attacchi
Anche se un attacco e un morso possono essere
terrorizzanti, la maggioranza delle lesioni non è pericolosa
per la vita e richiede solo un normale primo soccorso.
Cosa fare? La prima preoccupazione dopo un morso deve essere quella di
prevenire ulteriori lesioni e di uscire dall'acqua. Controllare e
assicurare le funzioni vitali. Indossare indumenti protettivi e guanti
se si assiste qualcuno che sta sanguinando. Per controllare
l'emorragia, applicare una medicazione secca e sterile sulla ferita e
applicare pressione diretta. Se la ferita è a carico di
un'estremità, elevarla. Se l'emorragia continua, controllare il
posizionamento della medicazione e aumentare la pressione diretta,
senza rimuovere le medicazioni o le garze già imbevute di
sangue, fino a quando il sanguinamento non sia cessato. Se è
impossibile controllare l'emorragia, applicare pressione sui punti
arteriosi di pressione dell'arto interessato per un periodo fino a 60
secondi e poi rilasciare la pressione gradualmente. Una volta che
l'emorragia sia finita, bendare la ferita, stringendo abbastanza, ma
evitando di ostacolare la circolazione.
Taglio da corallo
È la lesione da animali marini più frequente.
Cosa fare? Pulire i tagli da corallo accuratamente. Irrorare e
strofinare la ferita a fondo con acqua dolce o soluzione salina,
rimuovere ogni detrito visibile. Coprire con una medicazione sterile e
bendare. Controllare l'eventuale insorgenza di reazioni allergiche o
infezioni, controllando l'eventuale comparsa di segni come gonfiore,
arrossamento, odore fetido, febbre, pus e gonfiore ghiandolare.
Può essere indicata l'applicazione di una crema antibiotica a
base di bacitracina sulla ferita.
Punture di Meduse
Il sistema che permette alla medusa di pungere la
pelle dell'uomo si chiama nematocisti; il contatto provoca irritazione
e arrossamento della cute e si avverte una sensazione di dolore e
prurito. La reazione alle punture è molto variabile e va dalla
leggera irritazione con prurito fino all'arresto cardio-respiratorio.
Anche le attinie (anemoni di mare) possono essere causa di reazioni
cutanee orticarioidi.
Cosa fare? Sciacquate immediatamente l'area dolorante con acqua
salata; non usate acqua dolce, che attiverebbe le cellule urticanti
non ancora rotte. Non sfregate la pelle. Alleviate il dolore
sciacquando l'area con una delle sostanze indicate di seguito: Alcol
denaturato, vino, liquori o qualsiasi altro liquido alcolico che
abbiate sottomano; Aceto; Ammoniaca - un vecchio trucco delle
popolazioni marinare è tamponare la zona con l'urina della
persona lesionata. Se ci sono tentacoli attaccati alla pelle vanno
tolti proteggendo le mani con un panno o un tovagliolo di carta,
usando della crema da barba e radendo via i tentacoli con dolcezza,
oppure applicando una pasta di sabbia e acqua salata o di bicarbonato
e acqua di mare; quindi grattando via i tentacoli con un coltello, una
carta di credito di plastica o qualche altro strumento affilato.
Somministrate antistaminici, crema all'idrocortisone e antidolorifici.
Per ridurre il dolore applicate ghiaccio o un impacco freddo. Fate
un'antitetanica o assicuratevi che la vostra vaccinazione antitetanica
sia ancora valida.
Avvelenamenti da pesce
Molti pesci, principalmente gli sgombroidi e
la ciguatera, possono essere tossici e le intossicazioni alimentari da
pesce sono comuni. Segni e sintomi variano con la tossina o il veleno
e possono includere reazioni allergiche, diarrea, vomito, nausea,
cefalea, vertigini, dolori, crampi e bruciori addominali, brividi,
febbre, paralisi, dolori muscolo-articolari, formicolio intorno alle
labbra e inversione della sensibilità per il caldo e il freddo.
Cosa fare?
Controllare i segni vitali, se necessario iniziare la
rianimazione cardiopolmonare. Controllare eventuali reazioni
allergiche. Se il sub è cosciente e lucido, può essere
utile indurre il vomito. Conservare il pesce - o il vomito - per
un'analisi tossicologica successiva.
Molluschi
Tra i Molluschi, i Neogasteropodi del genere Conus, che
colonizzano le barriere coralline tropicali, sono dotati di un rostro
che proiettano "a dardo" nei tessuti della vittima e attraverso il
quale inoculano in profondità il veleno. Nell'uomo la puntura
provoca, oltre a forte dolore e cospicuo edema locale, anche
allarmanti sintomi neurotossici. Seri disturbi neurologici possono
essere causati anche dal morso di un cefalopode abbastanza comune nei
mari australiani, l'Octopus maculosus, fornito di un grosso e solido
"becco". Infine, è bene ricordare che in mitili e ostriche
possono, in certe condizioni, accumularsi tossine termostabili -
prodotte da protozoi di cui questi molluschi si nutrono - che possono
dar luogo a turbe neurologiche di gravità assai variabile.
Per ulteriori informazioni e aggiornamenti potete contattare i Centri
Antiveleni a disposizione dei cittadini 24 ore al giorno:
Roma, Policlinico Gemelli, tel. 063054343
Roma, Policlinico Umberto I, tel. 0649978000
Firenze, Ospedale Careggi, tel. 055 4277819
Milano, Ospedale Niguarda, tel. 0266101029
Indirizzi dei Centri Antiveleni in Italia
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