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La circolazione generale del Mar Mediterraneo, le nozioni d base,
informazioni e carte statistiche mensili delle correnti marine superficiali.
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Sestante ed orologio per essere impiegati a fini di determinazione
della posizione in mare, devono essere affiancati da altri due
strumenti quali le effemeridi e le tavole dei logaritmi.
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Prima dell'avvento del GPS il radar è stato e lo è ancora
un potente alleato di chi
va per mare al fine di determinare la posizione della propria imbarcazione.
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Spesso è necessario verificare la propria posizione con
qualche rilevamento di oggetti della costa, ma altrettanto spesso
capita che di oggetti a disposizione ce ne sia uno solo.
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La serie di Troub rappresenta un caso particolare di sequenza di
rilevamenti polari per ottenere un punto nave con una certa facilità.
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200 anni e non li dimostra
La storia del sestante e le modalità di impiego oggi e nel
passato di questo strumento tuttora fondamentale per la navigazione
anche nell'epoca del GPS.
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La bussola è uno degli strumenti fondamentali per il navigante ed
occorre di mantenerla sempre in perfetta efficienza affinché fornisca
le giuste indicazioni.
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1000 anni verso il nord
Alla bussola magnetica tradizionale, strumento insostituibile ed
ancora giustamente obbligatorio, si sono affiancati nuovi apparati
elettronici quali la bussola fluxgate e la girobussola che consentono
di individuare con precisione la direzione del Nord.
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Quando ancora non era in uso la bussola magnetica e naturalmente
ancor meno quelle elettroniche, per cercare l'orientamento,
specialmente in mare, gli unici mezzi a disposizione erano gli astri.
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La raccolta dei dati relativi al Sole, alla Luna e alle principali stelle
utilizzabili per la determinazione del punto nave e la navigazione
condotta con metodi astronomici.
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Breve guida alle carte nautiche
Si pensa spesso che per leggere una carta nautica basti semplicemente guardarla ma
non è così, visto che anche diportisti con lunga
esperienza di navigazione possono trovarsi impreparati a
domande specifiche sui particolari delle carte nautiche.
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Civile, astronomico e nautico
Tutti avranno avuto l'opportunità di osservare che la luce
solare è visibile da prima che il sole sorga e permane dopo che
lo stesso è tramontato...
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Il nostro giorno
Nel corso dei millenni la durata del giorno, ovvero dell'intervallo di
tempo intercorrente tra il sorgere e il tramonto del sole e quindi della
durata di una rotazione del nostro pianeta intorno al proprio asse,
è andata via via aumentando.
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Stabilito in via definitiva nelle due conferenze internazionali dell'ora del
di Washington e di Parigi, il sistema dei fusi orari ha suddiviso
il globo in 24 fusi della ampiezza di 15° di longitudine, valore angolare che
il sole descrive in un'ora nel suo moto apparente intorno alla terra.
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L'ora legale, chiamata talvolta impropriamente estiva, è la
variazione convenzionale, per determinati periodi dell'anno, dell'orario astronomico,
solitamente in anticipazione rispetto ad esso...
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L'Anno 2000
Ma è proprio vero che siamo nell'anno 2000? Per convenzione,
gli anni sono contati dalla nascita di Gesù Cristo, ma si
tratta di un errore storico.
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Quando si parla di onda il pensiero corre automaticamente alle
onde marine, le uniche a potersi definire effettivamente "onde"
dal momento che per altre tipologie, come le onde elettromagnetiche
o le onde sonore, si dovrebbe parlare di variazioni periodiche di campi
elettromagnetici o di situazioni di compressione di molecole d'aria.
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Il meccanismo di formazione delle cosiddette
onde anomale, per cause principalmente meteorologiche, non
è ancora stato messo perfettamente a punto e il fenomeno rimane
tuttora solo parzialmente spiegato e di conseguenza non è
possibile avere sistematiche affidabili della loro previsione.
Esiste peraltro un'altra forma di produzione di onde anomale: il
movimento tellurico, ossia i terremoti specialmente quelli subacquei.
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Deriva e scarrioccio sono gli effetti meteomarini sulle
imbarcazioni, evvero le conseguenze sulla navigazione delle azioni delle
correnti marine (deriva) e del vento (scarroccio).
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Regole di sicurezza e consigli pratici per andare all'ancora in qualche caletta
nascosta o in qualche baia sovraffollata, senza far danno agli altri e a se stessi.
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Restare a galla
Affondare è il timore segreto di chi va per mare ma anche se
si tratta di un'eventualità rara, perché non realizzare
barche che restino sempre a galla.
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Non è una cosa semplice
Chi ha una pur minima esperienza di navigazione a vela sa bene
che la stabilità è un fattore di importanza primaria
in quanto consente alla barca di opporsi alle spinte prodotte sulle vele dall'azione del vento.
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Sono sicuramente pochi i diportisti e i marinai che non conoscono almeno
sommariamente il principio di Archimede, dal quale derivano
conseguenze assai importanti sia per i velisti, sia per quelli che
navigano a motore.
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Acqua, aria e un po' di tela... e fu subito il gommone
Una panoramica storico tecnica dei gommoni, questo versatile
mezzo nautico che si è particolarmente sviluppato nel
nostro paese, perché sia coloro che ne sono già
utenti sia i possibili acquirenti possano dire di conoscere la
propria imbarcazione.
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Planante o dislocante?
La parte immersa dello scafo, detta, con essenziale ed efficacissima
definizione marinara, anche opera viva, in quanto influenza direttamente la
resistenza e il comportamento dell'imbarcazione durante il suo moto e
rappresenta la parte vitale di ogni barca.
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La scelta ricadrà sulla carena tonda se si desidera
raggiungere una certa velocità con la minima "spesa" di potenza
possibile e contemporaneamente assicurare buona tenuta di mare, buona
stabilità statica e di rotta e buona manovrabilità.
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Per avere imbarcazioni delle velocità relative elevate,
è necessario adottare le carene plananti che oggi sono
possibili anche su grandi scafi grazie al continuo miglioramento delle
caratteristiche dei motori e l'intensificarsi delle esperienze e degli studi.
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La carena dislocante e la carena planante
soddisfano due modi diversi di andare per mare, la prima adatto alle velocità moderate e la seconda
a velocità elevate mentre, per esigenze intermedie la scelta ricadrà su una carena ibrida,
semiplanante o semidislocante.
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Spieghiamo perché moltissime imbarcazioni, soprattutto quelle da lavoro o
tradizionali, non abbiano affatto una prua tagliente e acuminata.