
MODELLI A VELA RADIOCOMANDATI
Articolo di Sergio Bonaventura
Il modellismo è un hobby piacevole, distensivo e altamente
gratificante che impegna sia le mani che il cervello. Si inizia
con una fase di ricerca, sfogliando libri e riviste per cercare
piani costruttivi e varie documentazioni, così intanto ci
si fa una cultura. Poi si impianta il laboratorio, o meglio il
cantiere, in garage, in cantina o spesso solo in un angolino della
propria camera e si comincia a costruire l'oggetto che ha acceso
la nostra fantasia, con ore ed ore di paziente applicazione.
|
|

TRA ARTE E SPORT
Il primo modello è pronto: non sempre il risultato
sarà un capolavoro, ma verrà comunque mostrato a
parenti ed amici con orgogliosa soddisfazione, e da questi
sinceramente apprezzato per la bellezza, per l'originalità
o anche solo per la pazienza con cui è stato realizzato. Se
si tratta di modellismo dinamico, le soddisfazioni aumenteranno a
dismisura quando si farà funzionare la macchina costruita
che, oltre alle qualità artistiche, stupirà per le
sue doti ingegneristiche: incredibile come un modello così
piccolo possa compiere difficili evoluzioni e complicate manovre
con tanta precisione e realismo!
Se poi il modello è una barca a vela, bisognerà
vincere anche l'incredulità degli spettatori, quando si
renderanno conto che non ha eliche né motori... e dovremo
spiegare che quella è in tutto e per tutto simile e quindi
funziona proprio come una barca vera. Qui raggiungeremo il massimo
piacere, consapevoli di far parte di un mondo sconosciuto ai
più: quello dei velisti.
Spero di avervi convinti che un modello navigante a vela è
sicuramente il mezzo più facile, economico e simpatico di
prendere confidenza con questo sport. Osservando la barca
dall'esterno il principiante riesce a capirne più presto il
funzionamento, l'effetto del vento sulla barca e persino il
rapporto tra barca e barca, utile anche a chi è già
pratico, per esempio per migliorare il proprio rendimento in
regata.
Vi è venuta voglia di provare? Volete qualche informazione
su come è meglio iniziare? Vi spiego come si può
fare. Ma armatevi di un pò di pazienza!
Purtroppo in Italia la cultura velica non è molto diffusa,
quindi anche il modellismo risenta di questa situazione. Nei
negozi specializzati, l'offerta è vasta e varia e si trova
di tutto: aerei, elicotteri, macchinine, motoscafi, navi antiche,
rimorchiatori e persino mongolfiere, perchè tutti sanno (o
credono di sapere) come funzionano. La vela invece è un
mezzo dal funzionamento «misterioso», quindi l'offerta
è praticamente inesistente. Non si trovano disegni,
materiali specifici (per alberi e vele), accessori per
radiocomandi (servi tira-vele), ecc. Quando ti va bene trovi una
scatola di montaggio «made in Japan» per barchette
giocattolo, che però in qualche modo funzionano e sono
comunque sempre meglio di niente.
I negozianti si giustificano dicendo che c'è poca richiesta
e quindi non vale la pena di impegnare grosse cifre per farsi un
assortimento per poi vendere pochi pezzi l'anno. Probabilmente
hanno ragione, ma se l'offerta manca la richiesta non
aumenterà di certo, e quei pochi che vogliono a tutti i
costi fare qualcosa si arrangiano diversamente per proprio conto.
Quasi tutti quelli che conosco, me compreso, hanno cominciato con
il libro di Sciarrelli «Lo yacht», dove ci sono i
disegni con le linee d'acqua e le sezioni di quasi tutte le barche
che hanno fatto la storia dello yachting. Se però si
costruirà il modello perfettamente in scala non
navigherà molto bene. Il rapporto tra lunghezza, superficie
velica e dislocamento è molto diverso tra la barca grande e
il suo modello ridotto, quindi bisognerà apportare delle
modifiche alle misure, con un metodo che qui ora è troppo
lungo spiegare. Con un minimo di esperienza si ottengono dei
risultati accettabili. Un aiuto efficace può venire dalle
riviste specializzate, che ogni tanto pubblicano piani costruttivi
e articoli di tecnica. Purtroppo in edicola non si trovano quasi
mai, a meno che non li prenotiate specificatamente
dall'edicolante. Normalmente ci si abbona o si acquistano nei
negozi di modellismo dove troverete anche alcuni materiali per la
realizzazione dei modelli. Quello che non trovate nei negozi
«specializzati», lo potete reperire nei vari magazzini
per fai-da-te (legnami, resine e vernici), nei negozi di caccia e
pesca (cavetti di acciaio per le sartie, cordine e cimette per le
varie manovre fisse e correnti, canne da pesca per fare gli alberi
e altre varie minuterie per le attrezzature). Per le vele si usa
il tessuto da spinnaker, incollato col biadesivo. Se avete un
amico in veleria siete a cavallo, con i ritagli e gli avanzi della
lavorazione farete le vostre vele senza spendere nulla.
Però non vi consiglio di farle realizzare dal velaio, a
meno che non sia anche lui un modellista. Chi è abituato a
lavorare sul grande, dove gli sforzi sono notevoli, tende ad
esagerare con i rinforzi, così le vele diventano troppo
spesse e rigide e non riescono poi, nel piccolo, a prendere la
forma giusta per la migliore efficienza. Per informazioni e
consigli ci si può rivolgere anche ai vari club. Un certo
numero di appassionati pratica il modellismo velico a livello
agonistico sotto l'egida della FIV, che con diverse sezioni
«Modelvela» in molte località organizzano regate
di campionati nazionali e internazionali con modelli di altissima
tecnologia. I modellisti italiani sono molto quotati e ottengono
risultati di grande prestigio. Non mi risulta però che
facciano opera di divulgazione né di propaganda.
Anche le varie sezioni della Lega Navale Italiana hanno molti
gruppi di modellisti che svolgono una notevole attività,
con mostre e varie altre manifestazioni. Di preferenza
costruiscono modelli statici, ma in alcune sezioni cominciano a
diffondersi anche i modelli naviganti.
IL GRUPPO TORINESE
Mentre in Italia ci sono solo piccoli gruppi o singoli
appassionati che praticano questa interessante attività, a
Torino abbiamo una situazione privilegiata, determinata da una
serie di circostanze favorevoli.
Quando abbiamo iniziato e fondato il club, nel 1990, si sono
trovate insieme le persone giuste, piene di entusiasmo, spirito di
iniziativa e di collaborazione, qualcuno anche con valide doti
organizzative. L'esperienza agonistica e tecnica di alcuni velisti
veri, ha contribuito a dare delle solide basi teoriche al gruppo,
che in poco tempo ha raggiunto una notorietà ben oltre i
confini cittadini. Infatti siamo stati invitati con le nostre
barchine ad esibirci in molte occasioni anche nei luoghi
«sacri» per la vela vera, come a Portofino per il
«Trofeo Zegna» o a Livorno per il «Trofeo
Accademia». Ultimamente poi si sono organizzate varie
manifestazioni indoor, in occasione di mostre e saloni, con vasche
e ventilatori, allestite appositamente per far navigare i nostri
modelli. Noi, da parte nostra, abbiamo armato una piccola flotta
di micromodelli (60-80 cm) particolarmente spettacolari e adatti
per evoluire in acque limitate. Abbiamo persino una decina di
barche da mettere a disposizione di chi vuole provarle. Ogni volta
è un grandissimo successo.
Un altro fattore favorevole è quello di avere a
disposisione un bel laghetto nel parco in piena città, dove
si arriva comodamente con l'auto e dove c'è sempre gente,
un potenziale pubblico tra cui coltivare sempre nuovi
appassionati. L'atmosfera del gruppo è amichevole,
improntata alla massima semplicità. Nessuno si dà
troppe arie, tutti sono disponibili a dare notizie e informazioni.
Se qualcuno manifesta curiosità e interesse è facile
che trovi chi gli impresta la sua radio e la barca per provare,
tanto con la vela i rischi sono minimi, e non si rompe quasi mai
niente.
Così la compagnia è aumentata enormemente. I
praticanti sono più di 200, la flotta comprende quasi 300
barche, le più famose del mondo! A parte le numerose
«Azzurra» e gli svariati modelli del «Moro di
Venezia», fin dall'inizio abbiamo cercato di fare barche una
diversa dall'altra. Così alle nostre regate, tra i 12 metri
S.I. la lotta è fra Freedom, Australia 2 ed Azzurra, ma
partecipano anche con successo Tomahawk, Flica, Trivia e Cintra.
Dei nuovi America's cupper oltre ai Mori navigano anche
America3, Stars&Stripes, Spirit of Australia, Nippon, Ville de
Paris, Espana, il vecchio NewZealand e il nuovo Black Magic.
Tra gli oceanici abbiamo Merit, Steinlager, Rothmans, Gatorade,
Fortuna, ma anche Winston, Tokio, Yamaha, Intrum ed Heineken.
Persino le barche dell'ultima vittoriosa Admiral, Brava,
Capricorno e Mumm a Mia! sono già quasi pronte per il
prossimo campionato.
La stampa cittadina si è subito interessata di noi e spesso
le televisioni locali hanno mandato in onda notizie ed immagini
sulle nostre gare. Persino il Comune ci riconosce una funzione
educativa e patrocina le nostre attività. In pochi anni
siamo diventati una piacevole abitudine per la città. Tutti
ormai sanno che il sabato pomeriggio e la domenica al laghetto di
Italia '61 ci sono «quelli delle barchine a vela», e se
non hanno di meglio da fare, vengono a passare un paio d'ore
all'aria aperta e si divertono e fanno persino il tifo, per questa
o quella barca, che riconoscono per averla vista in televisione o
in qualche pubblicità sulle riviste. Uno dei motivi del
nostro successo è certamente quello di avere tutte barche
famose e ben riconoscibili.
Anche i negozianti ora sono più contenti e cominciano a
prendere in considerazione anche la vela. Infatti sponsorizzano
volentieri le nostre gare, e sono ormai ben forniti di tutti i
materiali occorrenti.
Il 10 marzo ha avuto inizio il Campionato sociale, articolato in 9
prove. Le barche sono lunghe da 60 cm a quasi 2 metri e sono
divise, secondo un regolamento di stazza perfezionato nel corso
degli anni, in nove classi, che regatano in tre raggruppamenti.
Oltre alle misure delle barche, il regolamento tiene conto anche
delle caratteristiche tecniche ed estetiche, così possono
regatare insieme, con uguali possibilità, modelli di barche
classiche e moderne, con grade effetto spettacolare.
METODI DI COSTRUZIONE E COSTI
I modelli naviganti a vela possono essere realizzati con tutte le
tecniche impiegate per la costruzione delle barche grandi.
Poiché le dimensioni sono molto ridotte il costo dei
materiali è abbastanza modesto. Il tempo necessario per la
realizzazione invece è molto, quindi se si acquistano pezzi
parzialmente lavorati o totalmente finiti i prezzi crescono
sensibilmente. I prezzi indicativi che riportiamo si riferiscono
appunto al completo fai-da-te (prezzo minimo) e allo stato
semifinito (prezzo massimo).
Se sono costruite in unico esemplare generalmente si fa uno scafo
in compensato a spigolo, oppure ad ordinate e fasciame. Uno scafo
micro può costare tra le 50 e le 150.000 lire, un medio
(alfabravo) 150-300.000, un maxi 250-500.000.
Si può anche fare uno scafo in VTR su stampo maschio a
perdere, utilizzando fibre di lana di vetro, kevlar e persino in
carbonio, impiegando resine poliestere, viniliche o epossidiche.
Micro 80-200.000, medio 200-400.000, maxi 300-900.000.
Alcuni modellisti possono fornire su richiesta scafi in VTR,
stratificati in stampo femmina. Micro 80-200.000, medio 200-
600.000, maxi 300-1.000.000.
Gli alberi sono realizzati generalmente in legno di douglas,
larice, pino di svezia, reperito presso qualche amico falegname o
nei Brico. Costi: micro 10-100.000, medio 20-150.000, maxi 30-
300.000. Per gli alberi si può usare anche un cimino di
canna da pesca in VTR o in carbonio, la lavorazione è
però estremamente complessa.
Le vele si possono realizzare in nylon da spy, in mylar, in
dracon, persino in poliestere da disegno (per lucidi). Oltre che
in veleria i tessuti si trovano nei negozi di accessori nautici e
nei negozi per «Giochi intelligenti» (servono per gli
aquiloni). I costi: micro 10-100.000, medie 20-200.000, maxi 40-
500.000.
Si possono acquistare anche modelli completamente finiti
realizzati da modellisti a livello quasi professionale con prezzi
variabili proporzionalmente al grado di finitura e ricercatezza
del lavoro. Un micro può costare dalle 400 a 1.000.000 e
più, un medio da 800 a 2.000.000 e un maxi da 1.500.000 a
oltre i 5 milioni, ma sono pezzi veramente da collezione.
Infine le scatole di montaggio commerciale che si possono trovare
presso qualche negozio. Si tratta praticamente di materiale di
produzione tedesca, giapponese o cinese (le marche Graupner,
Robbe, Kyosho, Tamiya, ecc.). Il progetto è sicuramente
valido, la finitura impeccabile, i kits sono ricchi di accessori,
il montaggio è molto facilitato da disegni molto
dettagliati. Belli gli alberi in estruso di alluminio, anche se un
pò pesanti. Penose invece le vele piatte e sformate. I
prezzi sono molto variabili (anche in relazione ai cambi) dalle
150.000 del Mistral (50 cm), alle 500.000 del Fairwind (90 cm),
alle 950.000 di Yamaha (100 cm), 1.200.000 del Rubin.
Per le radio normalmente si impiega una 4 canali (2 funzioni).
Nella scatola sono compresi 2 servocomandi che per un modello
piccolo sono sufficienti per comandare sia il timone che la vela.
I prezzi oscillano dalle 160 alle 300.000 lire. La barca non
è critica (movimento lento, scarsa possibilità di
rotture), quindi sono sufficienti anche i modelli più
economici. Invece bisogna dedicare molta attenzione alle frequenze
di lavoro: se si usa il modello dove ce ne sono molti altri si
corre il rischio di interferenze. Qualcuno si deve far carico di
tenere un registro aggiornato delle frequenze delle varie barche
in modo che i nuovi arrivati si muniscano di radio con frequenze
diverse.
Per la regolazione delle vele, oltre la radio, occorre acquistare
un servocomando ausiliario: per i modelli di lunghezza intorno al
metro i prezzi vanno dalle 100 alle 170.000 lire. Oltre questa
misura occorre un verricello dal costo di 350-500.000 secondo la
marca.
Con buone conoscenze di elettrotecnica e di meccanica si
può costruire un verricello efficiente ed economico
utilizzando uno svita-avvita a batterie modificato.
INDIRIZZI UTILI
RIVISTE CHE TRATTANO IL MODELLISMO DI VELA E PUBBLICANO DISEGNI E PIANI DI COSTRUZIONE
ECOMODEL; editrice Hobby Press s.r.l., Bologna, tel. 0542/53118;
MODELLISTICA; edizioni CHIODO, Firenze, tel. 055/2342794;
YACHT DIGEST; editrice SCODE S.p.A., Milano, tel. 02/76006973.
CLUB CHE PRATICANO IL MODELLISMO A VELA RADIOCOMANDATA
FIV - MODELVELA ITALIANA
Genova tel. 010/3852788; Milano tel. 02/39264631; Torino tel.
011/9629467; Cremona tel. 0372/54156.
LEGA NAVALE ITALIANA
Torino tel. 011/2167915; Varazze tel. 019/95777;
Follonica tel. 0566/45398; Pesaro tel. 0721/25726.
ASSOCIAZIONI VARIE
Classe monotipo «Minihordak» Villongo Bergamo
tel. 035/926446; Associazione Navimodellistica romana tel. 06/4677275.
N.B. Questo elenco è puramente indicativo e sicuramente
incompleto; ci scusiamo con quelli che non sono citati.
|