INGEMAR
Fornitura di porti turistici e strutture galleggianti
YACHT HARBOUR LIPARI
Pontile attrezzato, ormeggio, alaggio, varo e servizi nautici
BLU OLTREMARE
Patente nautica e scuola di navigazione a vela
LAMPEDUSA CHARTER
Lampedusa in barca a vela sul catamarano Respiro
PRIMATIST BY BRUNO ABBATE
Barche simbolo dell'eccellenza costruttiva
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Intervista del direttore di Nautica, Lucio Petrone, al Gen. Carlo Finizio, Capo del II Reparto del Servizio Meteorologico dell'Aeronautica |
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METEOROLOGIA PER LA NAUTICATutti lamentano la carenza di informazioni meteorologiche per la nautica da diporto e la piccola pesca, che, oltre tutto, spesso sono trasmesse con tanto ritardo dagli organismi preposti da non risultare assolutamente affidabili. Cosa può fare l'ITAV per migliorare le previsioni utili al settore?La prima considerazione è sicuramente valida. Infatti, dobbiamo distinguere tra tempestività e qualità dell'informazione. Per quanto riguarda la tempestività, io credo che lei abbia pienamente ragione. Purtroppo tra il produttore dell'informazione e l'utente ci sono i vettori dell'informazione. Noi produciamo un'informazione sul mare ogni sei ore. E per ciascun bollettino indichiamo anche un'ipotesi di validità. È evidente che partiamo dal presupposto che l'informazione prodotta sia più o meno immediatamente disponibile per l'utente, al massimo nell'ordine dell'ora. Molto spesso, invece, la disponibilità di un informazione avviene con molto ritardo rispetto alla produzione, a volte in un tempo che è comparabile, se non superiore, a quello fra due produzioni consecutive, cioè diventa disponibile quando è già pronta l'informazione successiva o le informazioni successive.Il che è un assurdo. Infatti, se noi stessi riteniamo che la produzione debba avvenire con una cadenza esaoraria, vuol dire che c'è necessità di aggiornamento ogni sei ore. Già fornirla vecchia di sei ore vuol dire renderla disponibile quando ha perso completamente di validità, figuriamoci quando il ritardo è ancora maggiore. È evidente che non siamo affatto soddisfatti di quanto avviene, perché ciò oltre tutto vanifica i notevoli investimenti di questo servizio sia in risorse economiche e finanziarie sia in risorse umane. Spesso viene posta in discussione la nostra immagine, la nostra validità, quando invece sono i vettori dell'informazione a non tener nel giusto conto l'importanza del servizio che si va a fornire, particolarmente per i naviganti. Da parte nostra, non essendo i gestori dei vari mezzi di comunicazione, possiamo poco o nulla, se non stimolare i responsabili a una maggiore attenzione o prendere in considerazione proposte come quella di "Nautica", che ci consentirà di fornire le nostre informazioni, gratuitamente e in tempo reale, attraverso "Nautica On Line" su Internet. Questo è un contributo notevole alla sicurezza della navigazione, attualizzato dai recenti avvenimenti che hanno visto la scomparsa in mare di alcuni pur esperti regatanti. Dopo il trasferimento della gestione delle stazioni radio costiere dal Ministero delle Poste alla Telecom c'è stato un miglioramento o un peggioramento del servizio? Proprio in questo periodo, stiamo avendo degli incontri con Telecom proprio perché vuole migliorare l'operatività di questi istituti. Telecom appunto vuole accentrare l'informazione in tempo reale e il primo obiettivo che si è posto è l'assistenza in mare. E ciò è sicuramente ben visto dal Ministero dei Trasporti e della navigazione, cui compete la sicurezza in mare. Sarà un servizio svolto attraverso il costoso prefisso 144? Non so se dietro vi sia lo stimolo commerciale, ma comunque lo si saprà presto. Negli incontri abbiamo notato una certa sensibilità al problema. Ci sembra che la Telecom voglia affrontare il problema in maniera seria. Almeno così noi riteniamo, visto l'impegno tecnico che è disposta ad affrontare. Qual è invece il rapporto con la radio, con la Rai? Moltissimi diportisti ascoltano i bollettini del mare attraverso la radio. Noi abbiamo una regolare convenzione con la Rai, in base alla quale le forniamo, appena disponibile, il bollettino del mare. Dopodiché il problema dell'emissione è interno, di palinsesto. Glielo trasmettete in via rapida? La Rai riceve in tempo reale tutta la nostra informazione da calcolatore a calcolatore, ma alcune sue testate preferiscono ricevere il bollettino per fax e glielo trasmettiamo via fax. Il bollettino del mare è abbastanza lungo e corposo e se non ricordo male, una volta per mandarlo in onda nella sua completezza e con tempestività veniva addirittura suddiviso in blocchi per regioni, per le trasmissioni radio e televisive regionali della Rai. Ma ripeto, questi sono problemi di palinsesto. Da parte nostra lo produciamo in maniera che possa essere emanato alle 06,00, 12,00, 18,00 e 24,00. Quindi, gli eventuali ritardi sono solo da addebitare all'organizzazione dell'emittente. Non voglio entrare nel merito. Nel palinsesto Rai non possiamo entrare. Se la rubrica meteorologica è alle 04,15 chiaramente avrà la previsione delle 00Z e non avrà la previsione delle 06,00 il che significa che chiaramente c'è un ritardo d'informazione. La collaborazione avviata qualche anno fa con Televideo è sempre in atto? Si, loro accedono alla nostra banca dati e ne prelevano le informazioni. Visto che nella stanza c'è il televisore, vogliamo vedere Televideo quale bollettino trasmette? Certamente. In questo momento sono le 15,10. No... non c'è quello delle 12, ma ancora quello delle 6 di stamattina. Quindi, non è stato aggiornato? Non è stato aggiornato. E naturalmente me ne dispiace, perché la gente può pensare a un nostro ritardo mentre invece non è assolutamente così. Ma è fuori dalla nostra competenza, dalle nostre possibilità di intervento. Purtroppo, in molte cose italiane, partono tutti con entusiasmo e poi si perdono per strada. E considerando la facilità di consultazione e la diffusione di Televideo è veramente un peccato. Ma passiamo a un altro argomento, che certo non le piacerà. Molti diportisti che navigano nel Tirreno si lamentano perché non riescono a trovare nei nostri bollettini le informazioni tempestive che invece fornisce il servizio meteorologico francese. Intende dire che è un problema di tempestività di informazione o di errore di previsione? L'errore scaturisce dalla mancanza di tempestività. Allora è bene spiegare che tutti i servizi meteorologici d'Europa dispongono delle stesse informazioni. Tutti quanti lavoriamo con dei modelli di previsione. In particolare per il mare, attualmente tutti disponiamo di un modello ad alta risoluzione del centro meteorologico europeo, che consente una risoluzione di 0,25 gradi, il che significa, alle nostre latitudini circa 25 km. Ne usufruiamo sia noi che i francesi, che i tedeschi e gli spagnoli. Il materiale di base è lo stesso. Riconosco che molte volte ci viene fatta la critica: "ma il bollettino francese lo prevedeva, ma il bollettino francese era molto più preciso". Allora noi abbiamo studiato due, tre casi eclatanti di questo fatto e, dico la verità, questa differenza sostanziale non ci è risultata. Quando lei mi parla di avvisi di burrasca, di sole mentre c'è la pioggia e così via, non vorrei che talvolta, come spesso capita - e purtroppo capita anche sui giornali - le nostre previsioni vengano fornite... vecchie. Non solo ritardate, ma vecchie, anche di qualche giorno, però con tutti i crismi dell'ufficialità. Così l'utente poi si trova in difficoltà. Ricordo un famoso articolo di Piero Ottone, che è un grande velista, che scrisse in proposito un pezzo, fatto molto bene. Noi andammo a studiare quella situazione e non ci risultò. Lui disse giustamente che aveva sentito il bollettino ed era vero, ma le informazioni erano vecchie e non per nostra colpa. Certo, i confronti si possono fare e, talvolta, ci possono essere chiaramente previsioni migliori o peggiori, però i casi così eclatanti non esistono. Non si può sbagliare in maniera così grave "ma voi avevate previsto sole e io mi sono trovato in mezzo..." Allora c'è da capire che chiaramente qualcosa non ha funzionato, ma non all'Itav. A favore dei francesi gioca però la rete di stazioni meteorologiche e di semafori che forniscono una serie di dati a carattere locale di cui voi non disponete... È vero. In Francia c'è un centro specializzato, che lavora il Meteo France nell'ambito del servizio meteorologico francese, che si avvale di una miriade di informazioni a carattere locale e delle rilevazioni delle navi militari e mercantili. E quest'ultimo per noi è un altro punto critico: ci manca il contributo della nostra Marina mercantile, che pure sarebbe previsto. E codesto è un problema culturale, cioè l'ufficiale della nave mercantile francese sa che, se compie uno sforzo per fare un'osservazione meteorologica e trasmetterla in tempo reale al servizio meteorologico nazionale, indirettamente ne ha un ritorno, perché il servizio meteorologico può produrre in maniera migliore. Da noi invece c'è il disinteresse totale. Sono tanti anni che abbiamo iniziato questo discorso con l'allora ministero della Marina Mercantile, per ottenere l'importante collaborazione delle navi mercantili, ma purtroppo senza risultato. Nessuna nave traghetto vi ha mai dato delle informazioni? Per legge sarebbero tenute. Nel modo più assoluto. Anche se fanno osservazioni, non le trasmettono, non le rendono disponibili a questo servizio. Conoscendo la mentalità degli armatori, per loro sarebbe un aggravio di costi e per il personale sarebbe un aggravio di lavoro... Purtroppo c'è una mancanza di sensibilità: non capiscono che l'informazione da essi fornita può essere preziosa per migliorare la sicurezza in mare di tutti. Anche la loro sicurezza. Ripeto, è un problema culturale e c'è cultura solo quando tutti contribuiscono. Il problema dell'informazione sul mare è fondamentale. Allora, in questo momento, nessuno in navigazione vi trasmette informazioni ? Le informazioni le abbiamo, ma da navi in transito, non italiane, su tutte le rotte sul basso Mediterraneo. Viceversa su tutte le rotte attorno all'Italia, praticamente le rotte classiche dei traghetti e delle linee di navigazione di interesse pubblico - Civitavecchia/Olbia, Civitavecchia/Cagliari, Napoli/Palermo ecc. - non abbiamo assolutamente informazioni. È però opportuno chiarire che un'osservazione operativa deve soddisfare precise regole: il vento va osservato secondo certi standard e così la pressione, il tempo e le nubi. Non solo, ma se voglio che venga utilizzata in tempo reale, la devo trasmettere secondo precise codifiche - stabilite internazionalmente da un'apposita organizzazione meteorologica mondiale - che consentono di renderla disponibile in tempo reale ai centri di accentramento, dai quali poi possono arrivare al servizio meteorologico. Quando "Nautica", nel 1990, propose di dedicare un canale VHF alla trasmissione continua, sulle ventiquattro ore, delle informazioni meteorologiche, dagli incontri di un gruppo di lavoro che comprendeva tutti gli enti, le società e i ministeri investiti dal problema, risultò chiarissimo che solo l'Itav poteva fare previsioni meteo per la nautica. Ma, appunto, aveva bisogno di dati a carattere locale, che fossero trasmessi in automatico con linguaggio di codifica standard. Il progetto, dopo un avvio promettente, purtroppo si arenò sull'altare delle competenze e della burocrazia, ma appurammo anche un'altra cosa, che una stazione meteorologica di quel tipo, già in uso in tutti gli eserciti per il lancio di razzi e missili terra-terra, costava appena una ventina di milioni. Ne visionammo una, di una ditta fiorentina o toscana. Anche se ora saranno aumentate, non si può dire che costino tanto. L'Itav che tipo di stazioni ha scelto? Noi abbiamo tutta una serie di stazioni automatiche, che stiamo installando via via su tutto il territorio, che ci trasmettono i dati via satellite. E potrebbero essere installate tranquillamente su una nave in navigazione. Quante stazioni state installando sul territorio? La prima tranche, consiste in cinquanta stazioni automatiche chiamate Data Collection Platform. È già stata collaudata la capo serie e in breve saranno tutte posizionate. Esse rilevano, in maniera automatica, tutta una certa serie di dati e vengono interrogate dal satellite Meteosat, che poi trasmette i dati al nostro centro di calcolo. Quante di queste sono state sistemate su postazioni costiere? Una buona parte. Stiamo stipulando convenzioni con la Marina Militare per posizionarle su postazioni costiere militari e degli uffici marittimi. In futuro se ne potrebbero installare anche sulle navi militari Potrebbero essere utili i pochi semafori italiani che ancora esistono? Direi di si, soprattutto in certe posizioni ben precise sarebbero molto utili. Potreste essere interessati ad assumerne la gestione? Assolutamente no. Ci sono dei problemi di personale che proprio l'automazione vuole evitare. Pensate di avviare un dialogo con gli enti che hanno boe mareometriche o comunque strumentali nelle acque costiere? Pensate che sia utile? Pensiamo che sia utilissimo, sempre che siano in grado di fornirci informazioni in tempo reale. Riteniamo anche che sia compito delle diverse amministrazioni fare in modo che queste boe abbiano poi un ritorno, perché altrimenti rimarrebbero fini a se stesse. Da quanto ci risulta, poiché sono studiate in collaborazioni con varie università, ognuna ha un proprio standard... E il problema è precisamente quello. Un'informazione ha senso se prodotta in maniera standardizzata. Se invece i dati non sono confrontabili, cioè non sono omogenei, alla fine introducono, come si suol dire, un "rumore" nelle previsioni, che addirittura può peggiorare il risultato invece che migliorarlo. Comunque si sta avviando proprio adesso una collaborazione con il servizio idrografico e mareografico della Presidenza del Consiglio, in un contesto meteorologico. |