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IL TEMPO SUL MEDITERRANEO

da Nord-Ovest
da Nord-Est
da Sud

Documento tratto dalla rubrica "Meteonautica" a cura di Maurizio Brunetti e Antonio Moretti del Servizio Meteorologico dell'Aeronautica pubblicata mensilmente sulla rivista "Nautica"

Pubblicato su Nautica 442 di febbraio 1999


IL TEMPO DA NORD-OVEST

  

Fig. 1 - Topografie a 500 hPa distanziate di 12 ore, raffiguranti una tipica situazione atlantica. L'aria fredda è rappresentata in azzurro nel cavo della saccatura e quella calda in rosso sulla cresta del promontorio. I valori rappresentano le altezze della 500 hPa e debbono leggersi con un 5 prima ed uno 0 dopo al numero indicato; ad esempio 64 corrisponde a 5640 metri.
Quando le correnti a grande scala giungono sul Mediterraneo, provenendo da ovest o da nord-ovest, si verifica un tipo di tempo che possiamo definire “atlantico”. Tale tipo di tempo si presenta relativamente mite e umido rispetto a quello “continentale” da nord est, generalmente rigido e secco, considerato nel numero precedente di Nautica.

Utilizzando carte meteo in quota, ad esempio le topografie a 500 hPa attuali e previste disponibili via facsimile o su internet, possiamo riconoscere questo tipo di tempo quando riscontriamo, in un flusso generalmente occidentale, una sacca di aria fredda (saccatura) sulla penisola iberica o sulla Francia che poi sfocia sul Mediterraneo, seguita da un rigonfiamento di aria calda (promontorio) (figura 1).

In presenza di un tale flusso possono generarsi e approfondirsi sul Mediterraneo, in alcune zone preferenziali, con un processo detto di “ciclogenesi”, depressioni pericolose per la navigazione. Nel caso specifico si verificano le ciclogenesi delle Baleari, quelle del Golfo del Leone e quelle del Golfo di Genova; le depressioni, una volta formatesi, percorrono traiettorie tipiche (figura 2).

  
Fig. 2 - Zone di formazione dei minimi barici e percorsi tipici di quest'ultimi.
I motivi per i quali si formano tali depressioni sono sia di natura dinamica che termodinamica. Come prima condizione, è necessaria una intensa saccatura nei livelli superiori della troposfera, alla quale, per motivi dinamici, nella parte orientale, è generalmente associata “divergenza”, ovvero l'aria tende a lasciare tale zona, uscendo orizzontalmente da una ipotetica colonna verticale di atmosfera. Questo processo comporta che nei bassi strati vi sia “convergenza”, ovvero l'aria tende ad accumularsi, entrando nella colonna di atmosfera. Ebbene la depressione in superficie si approfondirà se dall'alto le viene sottratta più aria di quanta non ne entri dal basso, condizione che si verifica in presenza di una profonda saccatura.

Il flusso da ovest o da nord-ovest, nella bassa e media troposfera, risente poi notevolmente della particolare configurazione delle catene montuose e delle valli che incontra prima di giungere sul Mediterraneo. Tale configurazione orografica contribuisce in modo determinante, in presenza di una saccatura in quota, alla formazione di un minimo barico nei livelli bassi della troposfera.

Essenziale poi il ruolo svolto dai fattori termodinamici. Il Mediterraneo, infatti, si comporta come un serbatoio che accumula energia termica, durante il semestre caldo, per ridistribuirla all'atmosfera circostante nel semestre freddo. Nella stagione fredda dunque notevole il contrasto termico tra masse d'aria fredde provenienti dall'Atlantico e quelle più calde stazionati sul Mediterraneo. Tale contrasto determina un apporto di energia termica dal basso, indispensabile per lo sviluppo della depressione e l'entità dei fenomeni associati.

Tra le ciclogenesi associate ad un flusso da ovest o da nord ovest sono più frequenti quelle del golfo di Genova, seguite da quelle del golfo del Leone e delle Baleari.

Quando il minimo barico scende sotto i 1000 hPa, le perturbazioni diventano generalmente pericolose per la navigazione. In particolare, per i nostri mari, possono dar problemi quelle del golfo di Genova che nascono e si approfondiscono sul mar Ligure prima di iniziare il loro percorso, durante il quale danno forti libecciate sulle coste tirreniche, seguite da forti maestralate sui mari intorno alla Sardegna, sul Basso Tirreno e sullo Stretto di Sicilia.